Tour Portogallo: cosa vedere e quali città visitare

Un viaggio in Portogallo è l’ideale per chi cerca una vacanza economica. Situato sulla parte occidentale della Penisola Iberica, il Portogallo colpisce il visitatore per la varietà dei suoi paesaggi, la storia, la cucina, il cibo e le tradizioni.

Voli Portogallo

Dall’Italia sono numerose le compagnie aeree che volano verso il Portogallo, anche a prezzi piuttosto economici. Ad esempio, prenotando ora per la prima settimana del mese di giugno, il costo dei voli Roma Lisbona supera di poco i cento euro. Una volta raggiunta la Penisola Iberica, noleggiare un’auto vi consentirà di visitare quella parte del Portogallo lontana dall’assalto del turismo di massa e pertanto più autentica.

mappa portogallo

Lisbona, cosa vedere

Una visita merita sicuramente Lisbona, capitale del Portogallo. La città, un susseguirsi di colori vivaci così come vivace è la sua vita notturna, affascina viaggiatori e turisti. Città dal cuore pulsante, dove editoria, finanza, commercio, arte, cultura e turismo fanno di Lisbona una delle città europee più visitate e apprezzate.

Influenzata dalla passata dominazione araba e dall’influenza francese, segnata da un’atmosfera malinconica come le melodie del Fado, Lisbona è stata Capitale della Cultura nel 1994. I quartieri di Bairro Alto, Belem e il Chiado consentono al visitatore di scoprire l’identità vera della città. Da visitare sicuramente:

  • Praca do Rossio
  • quartiere di Bairro Alto
  • Rua Garrett e il caffè A Brasileira
  • rovine della Chiesa del Carmo
  • Monastero de los Jerònimos
  • torre di Belém

Libri da leggere: Requiem di Antonio Tabucchi; Viaggio in Portogallo di José Saramago; Lisbona, quello che il turista deve vedere di Fernando Pessoa; Treno di notte per Lisbona di Pascal Marcier Continue reading “Tour Portogallo: cosa vedere e quali città visitare” »

libri da leggere

Libri da Leggere: consigli dalla redazione

Ci sono libri che vanno letti, di quelli che bisogna leggere assolutamente almeno una volta nella vita. E poi ci sono i libri di una vita, che magari sono anche gli unici che abbiamo letto nella vita. Di questo però poco importa.

Pensiamo poi a chi i libri li scrive: anni e anni chini tra fogli e manoscritti, oppure pochi mesi sotto le pressioni dell’editore, impegnati nel creare uno di quei libri da leggere assolutamente, magari uno di quelli che, chissà, diventeranno classici della letteratura oppure un best seller, presente nella classifica libri da leggere per settimane oppure mesi. Ma anche di questo poco importa.

Non ci importa né quanti libri abbiate letto, né quanti abbiate provato a scriverne, pubblicato o rimasti chiusi in un cassetto: quello che ci piacerebbe conoscere è quale è stato il libro della vostra vita.

Ebbene sì, esistono libri che somigliano un po’ al primo amore: per quanti libri possiamo leggere nessuno di questi somiglierà mai al nostro libro.

Oggi, in redazione, proviamo ad elencarvi i libri della nostra vita, quelli che ne hanno fatto parte e che un po, forse, l’hanno cambiata o influenzata.

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

Hakuri Murakami

copertina libro

Un abbandono, lacerante da parte degli amici. Senza nessuna spiegazione.

Un percorso di rinascita non semplice ma riuscito. Tazaki Tsukuro è un adolescente introverso e riservato, che trova nei suoi amici un punto di riferimento essenziale. Un giorno riceve una chiamata: non dovrà cercare i suoi amici. La depressione che lo colpisce lo poterà al suo totale annullamento. Sarà l’incontro con Tsukuro a guidarlo nel suo percorso di rinascita.

Il gabbiano Jonathan Livingston

Richard Bach

copertina gabbiano jonathan livingston

Volare è il principale desiderio del gabbiano Jonathan e vuole impegnardi al massimo per riuscirvi nel migliore dei modi possibili. Per lui volare, a differenza di tutti gli altri gabbiani del suo stormo, lo Stormo Buonappetito, non è un semplice strumento per procurarsi cibo e sopravvivere. L’esilio e l’allontanamento non fermeranno il gabbiano, che alla fine vedrà riconosciuti i suoi sforzi e l’incontro con l’alterità lo porterà a raggiungere la perfezione.

Plaza de Espana Siviglia

Tra Valencia e Siviglia: il calore delle città spagnole

La Spagna è sempre nel mio cuore, è quasi impossibile che passi un anno senza essere andato in territorio iberico, infatti ho scritto molto in merito alla Spagna su Recyourtrip.com. Si sa, gli spagnoli e gli italiani sono molto affini. Vuoi per cultura, vuoi per il modo di essere, vuoi per il cibo, fatto sta che andare in Spagna mi rende sempre molto felce.

Tra le città più belle che ricordo con maggior affetto ci sono sicuramente Siviglia e Valencia.

Capiamoci meglio: a me piace il caldo! A Siviglia a novembre andavo in giro a maniche corte…come non può piacermi una città dove l’autunno sembra non essere autunno. E Valencia? Una città dove ci sono quasi 300 giorni di sole all’anno, ed in più anche un bellissimo mare.

Insomma sono le città ideali per fare un weekend in Spagna, molto accessibili grazie a vari voli low cost in partenza dall’Italia.

Cosa vedere e fare a Siviglia e Valencia?

Siviglia ha una forte connotazione araba rispetto a Valencia dove gli arabi sono stati meno tempo. La conformazione della città rispecchia molto questa caratteristica. E’ una città pulitissima dove potrete vivere al lento ritmo andaluso e mangiare jamon serrano in quantità industriali. A Siviglia potrete vedere la Cattedrale con la Torre Giralda, l’Alcazar con i suoi splendidi giardini, l’Archivio delle Indie, il Metropol Parasol ed infine, leggermente fuori dal centro, la famosa ed ultra fotografata Plaza d’Espana dove rimarrete estasiati sia di giorno che la sera. Dopo questo fantastico tour non potrete che sorseggiare un bel bicchiere di vino rosso godendovi uno spettacolo di flamenco. Vi darà la giusta carica per continuare la giornata.

Valencia ha una sfumatura più moderna. E’ la città della paella, impossibile non averne mai sentito parlare. La paella alla valenciana è famosa in tutto il mondo e Valencia meriterebbe una visita solo per il suo piatto tipico. Invece, è una città che riserba tantissimi luoghi di interesse a partire dalla sua cattedrale dove è custodito quello che si dice essere il Santo Graal. Si prosegue per la Lonja de la Seda, simbolo, in passato delle attività culturali e commerciali della città. Un altro punto di interesse è il museo della ceramica che già solo esternamente è uno spettacolo. Ma la città di Valencia non è importante solo per la sua parte storica; conoscete tutti, immagino, le opere di Calatrava. La città delle arti e delle scienze rappresenta una delle sue opere artistiche di maggiore spessore, la zona in cui è inserita da’ sul mare e presenta altre importanti opere quali l’Oceanografic, l’Hemisferic e L’Umbracle.

E non è tutto: a Valencia è possibile anche fare un po’ di turismo attivo, basta prendere a noleggio una bella bici in uno dei “rent a bike” sparsi in giro per la città e poi immergersi nella vita sportiva di Valencia, ovvero i Giardini del Turia, i quali sono stati in passato bonificati ed ora rappresentano il polmone verde di questa importante e rinomata città spagnola, tra l’altro notevolmente amata dai turisti italiani.

Credo che questo breve articolo possa farvi capire come la Spagna sia davvero un luogo magico, un luogo dove sentirsi sostanzialmente non a casa ma in un “seconda casa”.

Come raccontiamo i luoghi? Viaggiare in compagnia delle Guide Turistiche

La Guida turistica è stata considerata per molto tempo un tipo di produzione scritta secondaria, appartenente alla cosiddetta paraletteratura. Un prodotto editoriale nato a scopo informativo, con un carattere apparentemente più soggettivo rispetto alla classica letteratura di viaggio, difficilmente circoscrivibile in una categoria ben definita.

Per lungo tempo, critici letterari e studiosi si sono chiesti se le guide turistiche dovessero essere considerate letteratura di viaggio; se è vero infatti, da un lato, che la produzione guidistica e, più in generale, di promozione turistica rispecchia i caratteri ascrivibili alle opere definite come paraletteratura, d’altro lato letteratura di viaggio e guide turistiche presentano numerosi rimandi e legami. Spesso quel carattere di soggettività/oggettività, che distinguerebbe le une dalle altre, si perde: non mancano esempi di racconti di viaggio contenenti informazioni pratiche, di natura geografica, storica e culturale, riconducibile al paradigma della guida turistica; allo stesso tempo e alla stessa maniera le guide riportano citazioni e riferimenti letterari, celano dietro la propria oggettività, caratteri, usanze e ideologie tipiche di un determinato periodo storico. Pensiamo, ad esempio, alle opere dell’alpinista e scrittore Mauro Corona, per citarne uno.

Al pari della letteratura odeporica, le guide turistiche concorrono a creare e influenzare l’immagine che si ha dei luoghi. La scelta stessa delle informazioni che la guida turistica dovrà contenere al suo interno spoglia, in un certo senso, questo tipo di prodotto editoriale della sua oggettività. Dunque, pare di fondamentale importanza ribadire il concetto di interdisciplinarietà come carattere proprio sia della letteratura di viaggio che della produzione guidistica.

Guida turistica ed itinerario

La guida, oltre ad avere una funzione informativa, contribuisce senz’altro alla costruzione dell’immaginario intorno ad un luogo, mostrandone l’identità e determinandone il suo essere luogo turistico. Essa si pone come mediatore tra il luogo e il visitatore; ciò che viene narrato nella guida porterà il futuro visitatore ad avere un determinato comportamento. Si pensi ad esempio alla Via Francigena, che riscoperta e rivalorizzata negli ultimi anni, ha visto nascere intorno ad essa una lunga serie di guide e materiali di promozione turistica. La riscoperta del viaggiare lento, ricco di suggestioni, paesaggi e incontri.

In una delle tante guide turistiche che la descrivono troviamo la descrizione quasi idilliaca del tratto che da Sutri raggiunge Formello: il tramonto sull’anfiteatro di Sutri, la colazione da Eleonora a Monterosi, la bellezza del Parco di Vejo, la calorosa accoglienza dell’ostello comunale a Formello. Ben diversa dalle descrizioni della via Francigena contenute negli scritti dei viaggiatori medievali e moderni: un tratto tra le campagna, dove il pericolo del brigantaggio era sempre in agguato e dunque i pellegrini dovevano far ben attenzione a non fermarsi e al pericolo di fare spiacevoli incontri. Due narrazioni, reali entrambe, sullo stesso luogo che però riflettono la cultura e l’immaginario collettivo di epoche diverse.

turismo e guide turistiche

Sebbene il lettore, al contrario del racconto di viaggio, sappia che tutto ciò che è contenuto nella guida turistica rispecchia la realtà, è anche vero che il discorso turistico è sempre legato al una realtà sociale culturale, specchio dell’immaginario collettivo. E molto spesso le guide turistiche tendono proprio a rispecchiare l’immaginario collettivo legato al territorio che descrivono. Poiché i visitatori cercano nelle guide turistiche conferme dell’immaginario creato intorno ad un tale luogo, queste assorbono stereotipi e immagini falsate della realtà. Come afferma Roland Barthes nel suo saggio Guida Blu, le guide turistiche rappresentano una realtà alterata dai preconcetti, poiché ne forniscono un’immagine superficiale, modellata più sui pregiudizi che sulla realtà.

Scopo primario della guida turistica, come abbiamo detto, è quello di confermare l’interesse turistico per quel luogo, e per farlo la guida deve rispondere alle aspettative che il futuro visitatore si è fatto di quel luogo. Una guida turistica di Sharm el-Sheikh non potrà fare a meno di menzionare i colori della splendida barriera corallina, la possibilità di sport acquatici e l’atmosfera faraonica dei resort, poiché è ciò che ci aspettiamo di trovare e ciò che in un certo senso troveremo. Ma Sharm è davvero questo? È davvero la “splendida” barriera corallina, il resort, il cammello e tutti quei stereotipi che contribuiscono a renderla tale? O è forse altro?

La madonna senza gambe degli Uffizi

Chi crede che solo nei romanzi gotici sia possibile trovare qualche colpo di scena che rasenta una verità parallela e misteriosa, si sbaglia. Basta recarsi a Firenze, esattamente nel polo museale degli Uffizi, per cercare di venire a capo di quelli che sono conosciuti come ‘i misteri della Madonna degli Uffizi‘. Di cosa si tratta?

E’ uno scheletro di una giovane donna con accanto un bambino ritrovata sotto al Museo degli Uffizi. Il ‘noir’ è databile tra il IV ed il V secolo dopo Cristo ed è avvolto dal più cupo mistero.
Medici legali, funzionari del Gabinetto della Polizia Scientifica della Toscana e anche scrittori, hanno cercato di comprendere il mistero legato a quella che è stata soprannominata la ‘Madonna nera‘ e che tale rimane dal momento che nessuno ha potuto scientificamente stabilire la ragione per la quale lo scheletro della donna sia stato trovato mutilato di ambedue gli arti inferiori. Dopo studi patologo-legali condotti dal prof. Giovanni Marello nel 2008, si è avuta la certezza che le gambe non furono amputate ma disarticolate. Infatti l’anatomopatologo ha escluso che la donna fosse nata senza arti inferiori dal momento che il bacino ha regolari cavità per ospitare i femori ed esclude anche il fatto che il soggetto possa aver subito una così complessa operazione quando in vita, dal momento che una cosa del genere l’avrebbe portata alla morte in pochi minuti. Allora perchè toglierle le gambe da defunta?

Qui si entra nel campo delle ipotesi storiche e, chi ha condotto l’indagine medico-legale esclude anche qualche tremendo supplizio. I resti della donna furono trovati avvolti in un sudario e questo induce a pensare ad un rispetto per il cadavere della sconosciuta anche se, il famoso scrittore statunitense Douglas Preston autore di molti best sellers di thriller, afferma che una leggenda Navajo dice che le streghe venivano seppellite con il volto coperto e con le gambe smembrate per evitare che la strega potesse correre di notte per compiere malefici. Di parere opposto il parere di un noto penalista che ipotizza una martire cristiana.

Altra ipotesi opta per identificare nei resti ciò che rimane della moglie di un goto di Alarico che, andato in guerra e lasciata la moglie per alcuni anni, la trova mamma di un bambino avuto da un patrizio romano. Il piccolo muore a causa di una malattia e la donna chiede al marito di poter seguire il suo bambino; cosa che il barbaro fa, uccidendola per seppellirla accanto al figlio ma, essendo piccolo lo spazio, le fa togliere le gambe per sistemarla nella stessa tomba. Mistero?

La Madonna senza gambe si trova in un magazzino del laboratorio di Archeoantropologia in attesa che qualcuno sveli l’enigma a lei legato.

Alla scoperta di tanti misteri

Questo è uno dei tanti episodi reali che una guida Uffizi può svelarvi in modo particolareggiato perchè profonda conoscitrice di tutto quanto collegato con il famoso museo di Firenze. Chiedere un servizio di guida Uffizi è il modo migliore per sfruttare pienamente il tempo che si ha a disposizione per visitare uno dei poli museali più famosi al mondo che raccoglie, oltre che alle inestimabili opere d’arte, anche tante leggende e racconti che lo rendono ancor più affascinante e meritevole di una visita in compagnia di una guida turistica autorizzata.