Omaggio alla Catalogna, George Orwell

Omaggio alla Catalogna di George Orwell è un romanzo memorabile, capace di far conoscere al lettore l’evoluzione del pensiero politico dello scrittore inglese e di far luce su quella che è stata la guerra civile in Spagna.

Omaggio alla Catalogna: idea sociale di rivoluzione

scrittore george orwellGeorge Orwell tra il 1936 e il 1937 prese parte come miliziano nel POUM (Partido Obrero de Unificación Marxista). Il romanzo è infatti una sorta di diario quotidiano di questa cruenta e sanguinosa esperienza che ha segnato, inesorabilmente, il percorso ideologico a “sinistra” del grande scrittore inglese.

Orwell rientra, non a caso, in quei letterati che hanno fatto loro l’idea sociale della rivoluzione, intesa come ridimensionamento delle ineguaglianze sociali che sono alla base del mondo moderno. La capacità dello scrittore è però proprio nell’onesta intellettuale. Nei primi capitoli del libro, quando lo scrittore parla del fronte è l’illusione che attanaglia la sua mente: ipotizza l’adattabilità di un socialismo senza classi. Ma questa è solo la prima fase.

Ad Huesca, Orwell viene ferito e torna a Barcellona che non ha più lo stesso volto dei primi mesi della guerra. Il caos, il sangue e il dolore ormai albergano nella città e la differenza tra classi è tornata ad affermarsi. Nascono così contrasti che generano guerre civili nella guerra civile. Orwell diventa da miliziano un ricercato, fu costretto allora a lasciare la Spagna e tornare in patria.

Il romanzo assume un valore storico quando Orwell sente la necessità di informare e dettagliare con la sua esperienza, il perché la stampa non abbia informato il mondo nella maniera corretta ciò che avvenne a Barcellona. Lo scrittore incolpa tutti i giornali di far propaganda ed aver condizionato l’intera opinione pubblica.

“Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la propaganda bellica, tutte le vociferazioni, le menzogne, l’odio provengono inevitabilmente da coloro che non combattono”