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	<title>Libri su libri &#187; zandegù editore</title>
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	<description>Il vizio di leggere</description>
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		<title>Intervista a Fabio Lubrano</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Lubrano]]></category>
		<category><![CDATA[Malinverno]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[zandegù editore]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-645" title="foto_lubrano-271x300" src="http://www.librisulibri.it/home/wp-content/uploads/2009/11/foto_lubrano-271x300-150x150.jpg" alt="foto_lubrano-271x300" width="150" height="150" />Eccolo qui <strong>Fabio Lubrano</strong>, che si racconta e ci racconta <a href="http://www.librisulibri.it/home/2009/11/07/malinverno-fabio-lubrano-zandegu/" target="_blank">Malinverno</a>.

<strong>Quando gli abbiamo proposto questa mini intervista </strong>ha accettato con lo stesso entusiasmo che abbiamo intravisto nel libro, ed in poche ed efficaci risposte ci ha confermato che si, è uno scrittore (schizofrenia compresa), che si, assomiglia al suo protagonista e si, ci piace ancora più di prima.

<strong>Detto questo, aspettiamo il prossimo libro</strong>, con la speranza che non ci metta altri 15 anni per farlo pubblicare.

<strong>L’intervista è breve</strong>, intensa e sincera. Leggetela, e diteci se non abbiamo ragione!

<strong>Fabio, il tuo lavoro è “analista      informatico”, ma secondo noi sei uno scrittore. Esiste un legame tra...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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<p><strong>Quando gli abbiamo proposto questa mini intervista </strong>ha accettato con lo stesso entusiasmo che abbiamo intravisto nel libro, ed in poche ed efficaci risposte ci ha confermato che si, è uno scrittore (schizofrenia compresa), che si, assomiglia al suo protagonista e si, ci piace ancora più di prima.</p>
<p><strong>Detto questo, aspettiamo il prossimo libro</strong>, con la speranza che non ci metta altri 15 anni per farlo pubblicare.</p>
<p><strong>L’intervista è breve</strong>, intensa e sincera. Leggetela, e diteci se non abbiamo ragione!</p>
<p><strong>Fabio, il tuo lavoro è “analista      informatico”, ma secondo noi sei uno scrittore. Esiste un legame tra      logica e creatività o hai un lato schizofrenico che ti permette di essere l’uno      o l’altro?</strong></p>
<p><em>Penso che logica e creatività siano molto più complementari di quanto sembri a prima vista, che siano due facce della stessa medaglia. Nel mio lavoro di analista informatico metto molta creatività e in quella di scrittore, nella definizione della struttura e degli sviluppi, molta logica. Premesso questo sì, sono schizofrenico. La mia personalità creativa infatti vi ringrazia, quella logica è mortalmente offesa.<br />
</em><br />
<strong>Una domanda d’obbligo: quanto      c’è di Fabio Lubrano in Gianni Malinverno e viceversa?</strong></p>
<p><em>Gianni Malinverno parla con le piante e le piante gli rispondono. Io parlo con le piante ma le piante non mi rispondono, perlomeno non sempre. In realtà c’è molto di me in Gianni Malinverno, deformato da un filtro surreale, come gli orologi di Dalì, ma sono io a vent’anni. Timido, imbranato, diverso, inadeguato, cocciuto. Mentre rispondo mi rendo conto che sono così tutt’ora. Per quanto riguarda il viceversa penso di aver imparato da Gianni Malinverno la forza che trova nel finale, la volontà di andare avanti per la propria strada senza piangersi addosso.</em></p>
<p><strong>Sono passati 15 anni tra la      prima stesura del libro e la pubblicazione. Te la sei presa comoda o hai      dovuto lottare perché ti notassero?</strong></p>
<p><em>Ho lottato per un anno poi ho lasciato perdere, sbigottito dall’assurdità del mondo editoriale. La pubblicazione di Malinverno ha subito delle vicende più surreali del romanzo stesso. Ho scritto un racconto, Curriculum Vitae, in cui le racconto tutte. L’ho inserito nel mio blog ed è </em><a href="http://malinverno.splinder.com/post/3347206" target="_blank"><em>qui</em></a><em>. Per quattordici anni il romanzo è rimasto in un cassetto. Ogni tanto lo prendevo in mano, leggevo dei pezzi, sospiravo pensando che in fondo non era male, ma che dovevo riscriverlo. Poi però si faceva ora di cena e rimandavo. Finché lo scrittore Matteo B. Bianchi, che all’epoca lo aveva letto, ha creato il legame con Zandegù. A quel punto non ho avuto più scuse, mi sono preso una settimana di ferie dal lavoro (con immenso sdegno della mia personalità logica) e l’ho riscritto dall’inizio alla fine, rispettando i contenuti e la trama e lavorando unicamente sulla forma.</em></p>
<p><strong>Di solito gli scrittori non      riescono a vedere obiettivamente le loro creature se non dopo molto tempo.      Tu ti rendi conto di aver aperto uno spiraglio nel mondo del surreale? Per      meglio dire, ti rendi conto che riesci a far sembrare normale che piante e      rubinetti parlino?</strong></p>
<p><em>Forse è perché per me è normale che piante e rubinetti parlino. Gli oggetti non sono inanimati, sono soltanto molto molto pigri. Colgo la loro espressione, la traduco in parole. Il lato negativo è che è faticosissimo buttare le cose, le vedo che mi guardano con l’espressione da ‘perché?! Cosa abbiamo fatto?!’ Quello positivo è che è impossibile sentirsi soli!<br />
</em><br />
<strong>Ci spieghi Malinverno con 5      aggettivi?</strong></p>
<p><em>Leggero, doloroso, speranzoso, disperato che si riassumono nel quinto e ultimo aggettivo: folle, nell’accezione più coraggiosa possibile.<img class="alignright size-thumbnail wp-image-647" title="malinverno" src="http://www.librisulibri.it/home/wp-content/uploads/2009/11/malinverno2-150x150.jpg" alt="malinverno" width="150" height="150" /><br />
</em></p>
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		<title>Malinverno, di Fabio Lubrano</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Lubrano]]></category>
		<category><![CDATA[Malinverno]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa surreale]]></category>
		<category><![CDATA[zandegù editore]]></category>

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<strong>Questa premessa per spiegare</strong> l’istinto materno e l’impulsivo entusiasmo infantile che ci hanno colto quando abbiamo incontrato <strong><a href="http://www.librisulibri.it/home/2009/10/21/mi-sento-gia-molto-inserito-di-mauro-orletti/">Zandegù editore</a></strong>, e soprattutto quando abbiamo scoperto che è una casa editrice creata da una intraprendente e coraggiosa e giovane Marianna Martino che non ha avuto paura di lanciarsi nel mondo dell’editoria senza paracadute.

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			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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<p><strong>Questa premessa per spiegare</strong> l’istinto materno e l’impulsivo entusiasmo infantile che ci hanno colto quando abbiamo incontrato <strong><a href="http://www.librisulibri.it/home/2009/10/21/mi-sento-gia-molto-inserito-di-mauro-orletti/">Zandegù editore</a></strong>, e soprattutto quando abbiamo scoperto che è una casa editrice creata da una intraprendente e coraggiosa e giovane Marianna Martino che non ha avuto paura di lanciarsi nel mondo dell’editoria senza paracadute.</p>
<p><strong>Detto questo, passo al dunque</strong>. Quando abbiamo cominciato a leggere uno dei libri editi da Zandegù, <em>Malinverno</em> di Fabio Lubrano, abbiamo sperato con tutto il cuore che non ci deludesse, che ci piacesse sul serio, perché una recensione anche solo un po’ negativa avrebbe fatto male al nostro cuore di mamme infantili.</p>
<p><strong>E invece. Mai negare il proprio istinto</strong>. Leggere <em>Malinverno</em> è come scartocciare un cioccolatino alle spezie, gustarne lentamente prima il fondente croccante per poi arrivare, sorridendo di felicità, al morbido cuore di cioccolato al latte, fino a sentire sulla lingua e negli occhi le lacrime delle spezie piccanti che non ci si aspetta.</p>
<p><em>Malinverno</em> trascina il lettore  &#8211; attraverso sorrisi sornioni, stupore surreale, ironia cinica, scoppi improvvisi di risate e la sorpresa di un finale forse immaginato ma non venuto a galla -  in uno stato di istupidimento, con la bocca aperta e con un ribollire di emozioni che neanche le montagne russe.</p>
<p><strong>Inutile spiegare qui la storia di </strong><em><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788889831151/LUBRANO-FABIO/MALINVERNO.html?shop=4909" target="_blank">Malinverno</a></strong></em><strong>,</strong> sarebbe come ridurre a poche parole un libro che, secondo noi, va letto. Perché non crediamo possibile che, nonostante sia in giro da un po’, non ne parlino ancora tutti.</p>
<p>Lo diciamo con ammirazione, e con un pizzico di invidia nei confronti di Fabio Lubrano che lo ha scritto.</p>
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		<title>Mi sento già molto inserito, di Mauro Orletti</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 13:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
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		<category><![CDATA[zandegù editore]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>A quasi un anno dalla sua comparsa in libreria</strong>, recentemente siamo incappate in un titolo dall’aria giovane e frizzante. <em>Mi sento già molto inserito</em> di Mauro Orletti ci ha attirato come il topo con il formaggio ed abbiamo deciso di indagare.

<strong>Abbiamo scoperto che avevamo visto giusto</strong>, che la storia riflette la vivacità del titolo. E’ infatti una panoramica surreale e dettagliata del mondo del precariato, degli stage non retribuiti, del mobbing e dei tentativi dei giovani di sopravvivere nella giungla dei brain-storming.

<strong>Ma la nostra curiosità ci ha spinto oltre</strong>, ed abbiamo scoperto che <em>Mi sento già molto inserito </em>è pubblicato da quella che è stata definita la casa editrice più giovane d’Italia: <a href="http://www.zandegu.it/">Zandegù</a>. Oltre ad essere giovane perché è...]]></description>
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		//--></script></span><p><strong>A quasi un anno dalla sua comparsa in libreria</strong>, recentemente siamo incappate in un titolo dall’aria giovane e frizzante. <em>Mi sento già molto inserito</em> di Mauro Orletti ci ha attirato come il topo con il formaggio ed abbiamo deciso di indagare.</p>
<p><strong>Abbiamo scoperto che avevamo visto giusto</strong>, che la storia riflette la vivacità del titolo. E’ infatti una panoramica surreale e dettagliata del mondo del precariato, degli stage non retribuiti, del mobbing e dei tentativi dei giovani di sopravvivere nella giungla dei brain-storming.</p>
<p><strong>Ma la nostra curiosità ci ha spinto oltre</strong>, ed abbiamo scoperto che <em>Mi sento già molto inserito </em>è pubblicato da quella che è stata definita la casa editrice più giovane d’Italia: <a href="http://www.zandegu.it/">Zandegù</a>. Oltre ad essere giovane perché è sulla scena da non più di quattro anni, intensi e proficui, è giovane perché l’editrice capo è nata nel 1983, ed alla veneranda età di 26 anni ha già fondato una casa editrice con 16 libri all’attivo, tutti pieni di genuinità e freschezza che attirano il lettore verso il mondo del reale immaginario.</p>
<p><strong>L’obiettivo della Zandegù editore</strong> è infatti quello di avere una personalità forte, che si distingua dalla massa, e pare proprio che ci stia riuscendo grazie al filone letterario da cui non intende discostarsi: la narrativa surreale, in cui storie assurde ed elementi fuori dal normale diventano…normalità!</p>
<p><strong>Quindi, per chi è convinto che i giovani di oggi</strong> non hanno gli attributi per affrontare il mondo del lavoro, per chi considera la generazione anni ’80 un gruppo di bamboccioni…noi rispondiamo con una sola parola: Zandegù (editore).</p>
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