Sulle orme di Zeno Cosini: itinerari nella Trieste di Italo Svevo

Italo Svevo è lo pseudonimo sotto cui pubblicò le sue opere Aron Hector Schmitz, uno dei maggiori scrittori della storia italiana e il più importante della letteratura triestina. Anche se scrisse tre soli romanzi in vita (La coscienza di Zeno è il più importante e una pietra miliare della produzione letteraria a livello mondiale), il suo contributo allo stile narrativo è immenso, in quanto introdusse quello che venne chiamato il flusso di coscienza nella narrazione. Le figure di Italo Svevo e di Zeno Cosini, il protagonista di La coscienza di Zeno, sono indissolubilmente legati a Trieste: non solo questa città è l’ambientazione del romanzo in questione, ma anche il luogo di nascita dell’autore nel 1861. Inoltre Svevo vi visse per gran parte della sua vita. Ecco perché un viaggio nel capoluogo friulano non può prescindere da itinerari letterali, in modo da unire turismo, letteratura e luoghi di grande interesse storico, artistico e culturale. Questi tour sono estremamente interessanti e non appassionano soltanto i lettori.

Il punto da cui partire per visitare la Trieste di Italo Svevo e di Zeno Cosini è Piazza Hortis: si tratta di un’area pubblica dominata dalla statua dell’autore e con pregevoli piante ad alto fusto. È stata creata durante la dominazione francese, quando fu demolito il convento della Chiesa di Sant’Antonio Vecchio dei padri minoriti. La piazza è occupata quasi interamente da un giardino di oltre 2mila metri quadrati, al cui centro vi è la statua dello storico e politico triestina a cui l’area è intitolato. Negli ultimi anni la piazza è stato sottoposta a una notevole riqualificazione: grazie a un restyling globale sono stati risistemati aiuole, vialetti e impianti di irrigazione; in più sono state creati spazi per attività culturali e sono state eliminate le barriere architettoniche così da rendere la piazza fruibile a tutti. L’intervento fa parte del programma Pisus, che deve terminare a inizio 2017. Nello specifico i vialetti interni sono stati pavimentati in ghiaia a vista e calcestruzzo architettonico, le aiuole sono state ampliate e nuove piante sono state messe a dimora. Un’area è stata dedicata alla musica, alla lettura e alle rappresentazioni teatrali. In questo modo si crea un collegamento naturale e ideale tra l’area verde e l’attività della vicina Biblioteca civica, a cui si aggiungono i palazzi circostanti di notevole prestigio. Di conseguenza gli spazi chiusi della biblioteca proseguono all’esterno, entrando in contatto con quelli del giardino con la stessa funzione: qui si consultano libri e riviste facente parte del patrimonio bibliotecario e collegarsi alla piattaforma internet in quanto è presente una rete wi-fi gratuita.

La Biblioteca Civica di Piazza Hortis è un altro luogo legato alla figura di Italo Svevo e dei romanzi da lui scritti: qui l’autore si dedicava alla ricerca di informazioni da trasferire nei suoi racconti e alla lettura. Tra l’altro è stata descritta nel romanzo Una vita. All’interno dell’edificio si trova il Museo Sveviano, spazio imperdibile per conoscere lo scrittore e la sua storia: qui sono raccolti molti oggetti appartenenti a Italo Svevo e donati dalla figlia Letizia Svevo Fonda Savio. Ad esempio si trovano il violino dello scrittore e varie foto. In più vi sono numerose carte dell’autore. La donazione alla Biblioteca Civica di Trieste è avvenuta in quanto nell’edificio esisteva già una Saletta sveviana e il museo è stato inaugurato il 19 dicembre 1997: questa data è il giorno di nascita di Italo Svevo. Questo fatto si celebra con un evento ogni anno con il nome “Buon compleanno Svevo”. In più nella biblioteca si svolgono le Serate Sveviane, organizzate in collaborazione con il Teatro Stabile La Contrada. In questo modo nello spazio pedonale davanti alla biblioteca Civica vengono offerte gratuitamente al pubblico tutte le commedie di Italo Svevo, opere poco conosciute nel settore del teatro e della letteratura.

Sulle tracce di Italo Svevo e di Zeno Cosini si può anche prendere un buon caffè in un locale storico e di grande eleganza: per questo si fa tappa al Caffè San Marco, dove lo scrittore si recava spesso. Si trova in via Battisti 18 e fu inaugurato il 3 gennaio 1914, diventando immediatamente uno dei locali più importanti in cui si ritrovavano gli intellettuali e degli studenti triestini. Qui, oltre a Svevo, si incontravano Umberto Saba, Giorgio Voghera, Claudio Magris, Giani Stuparich, Virgilio Gioti e James Joyce durante il suo soggiorno a Trieste. Di proprietà di Marco Lovrinovich, era anche un centro di raccolta di giovani irredentisti (tra l’altro vi venivano creati passaporti falsi per i patrioti antiaustriaci): per questo fu chiuso con un provvedimento d’autorità il 23 maggio 1915. Il locale fu riaperto nel Secondo Dopoguerra e, dopo vari restauri, il Caffè San Marco è ora un caffè, libreria, ristorante e centro culturale, che organizza mostre di artisti locali.