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	<title>Libri su libri &#187; scrittori emergenti</title>
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	<description>Il vizio di leggere</description>
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		<title>Vangelo del cavolo di Edoardo Monti. La recensione</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 10:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[<em><a rel="attachment wp-att-9115" href="http://librisulibri.it/2011/05/20/vangelo-del-cavolo-di-edoardo-monti-la-recensione/vangelo-cavolo/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9115" title="vangelo cavolo" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/vangelo-cavolo-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a>Il <strong>Vangelo del cavolo, </strong>opera prima di narrativa <strong>di</strong> <strong>Edoardo Monti,</strong> edito da <strong>I Libri di Emil </strong> fa riflettere: quanto incide la differenza generazionale sull'efficacia della critica di un testo?
</em>

<!--more--><strong>In 14 istantanee, scattate in 85 pagine</strong>, l’obiettivo di<strong> Vangelo del cavolo</strong> punta sul cinismo umano. Si sofferma fugacemente sui piccoli meccanismi, innescati per caso o per calcolo, in cui l’uomo inciampa al fine di ottenere un riconoscimento sociale o un obiettivo.

<strong>14 momenti di ordinaria immoralità</strong> più o meno consapevoli, in cui il flusso del pensiero sovrasta la descrizione di ambienti, situazioni e personaggi che sembrano essere lì al solo scopo di dare voce alle riflessioni dell’autore.

<strong>Titolo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><a rel="attachment wp-att-9115" href="http://librisulibri.it/2011/05/20/vangelo-del-cavolo-di-edoardo-monti-la-recensione/vangelo-cavolo/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9115" title="vangelo cavolo" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/vangelo-cavolo-100x75.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a>Il <strong>Vangelo del cavolo, </strong>opera prima di narrativa <strong>di</strong> <strong>Edoardo Monti,</strong> edito da <strong>I Libri di Emil </strong> fa riflettere: quanto incide la differenza generazionale sull&#8217;efficacia della critica di un testo?<br />
</em></p>
<p><span id="more-9114"></span><strong>In 14 istantanee, scattate in 85 pagine</strong>, l’obiettivo di<strong> Vangelo del cavolo</strong> punta sul cinismo umano. Si sofferma fugacemente sui piccoli meccanismi, innescati per caso o per calcolo, in cui l’uomo inciampa al fine di ottenere un riconoscimento sociale o un obiettivo.</p>
<p><strong>14 momenti di ordinaria immoralità</strong> più o meno consapevoli, in cui il flusso del pensiero sovrasta la descrizione di ambienti, situazioni e personaggi che sembrano essere lì al solo scopo di dare voce alle riflessioni dell’autore.</p>
<p><strong>Titolo dopo titolo, si incontrano teste senza corpo né storia</strong> in cui il lettore entra, vedendone per un attimo il flusso dei pensieri. Ma Joyce (e giusto lui) docet , quel flusso raramente è lineare e nel Vangelo del cavolo a volte bisogna riavvolgere e rileggere, alla ricerca di quel capo e di quella coda che fanno di un’idea una storia e poi un racconto.</p>
<p><strong>Eh sì, tocca ammetterlo. Per me il racconto è</strong> quello che porta la firma di tipi come J.Cortázar,  R.Carver, I.Calvino, B.Gasperini, per citare alcuni tra i più amati. Il racconto inteso cioè come componimento in prosa che ha una struttura armonica, una definizione chiara e un suo perché.</p>
<p><strong>Epperò qui, a parte il de gustibus,</strong> temo entri  in gioco l’incidenza di un gap(pino) generazionale che, per onestà personale e rispetto ad un “largo ai giovani” ben predicato e mal razzolato, sarebbe scorretto non considerare. Edoardo Monti è nato dieci anni dopo di me. Un soffio, dieci anni, ma denso, come ogni decade, di accadimenti che formano individui con diversi bagagli culturali e modelli narrativi.</p>
<p><strong>Il Vangelo del cavolo segue modelli </strong>che, forse proprio alla luce di queste diversità, non mi appartengono ma che potrebbero stimolare la curiosità e l’interesse di un lettore più contemporaneo di me. Tanto più perché  la scrittura è agile, fluida e gradevole.</p>
<p><strong>L’autore stesso, alla fine del libro</strong>, in una sorta di invito ai lettori a consacrarlo scrittore aldilà degli intrallazzi e dei compromessi del mondo editoriale, si definisce uno che: “<em>sa scrivere in modo discreto, anche gradevole quando vuole. E due-tre pagine, quando richiesto, le potrà stendere in ogni occasione.</em>”</p>
<h3><span style="color: #888888;">LINK DI APPROFONDIMENTO:</span></h3>
<ul>
<li><a href="http://www.ilibridiemil.it/index.php?main_page=product_book_info&amp;cPath=27&amp;products_id=335" target="_blank">Scheda libro</a></li>
<li><a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_134024986654089#!/profile.php?id=100001026945769&amp;sk=wall" target="_blank">Pagina Facebook</a></li>
</ul>
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		<title>Autodafé, nuova casa editrice cerca nuovi scrittori</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 10:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[autodafe]]></category>
		<category><![CDATA[case editrici italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Diventare scrittori]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/04/autodafe-case-editrici.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-3096" title="autodafe case editrici" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/04/autodafe-case-editrici-300x84.gif" alt="" width="180" height="50" /></a>Il panorama editoriale italiano si arricchisce di nuove proposte:<strong> nasce Autodafé, una casa editrice con sede a Milano</strong> che promette di pubblicare nuovi autori in grado di riflettere sull'Italia contemporanea e di metterla nero su bianco.

Comincio subito col dirvi, tanto per evitare fraintendimenti, che <strong>Autodafé NON è una casa editrice a pagamento.</strong> I contratti di collaborazione sono assolutamente regolari e non verrà chiesto agli autori nessun contributo, se non quello di scrivere.

<strong>Autodafé si distingue  dalle tante case editrici per due motivi:<!--more--></strong>

1- ha intenzione di costruire una collana di opere che aiutino a comprendere la realtà sociale dell’Italia contemporanea.

2- accetta racconti singoli, in modo tale da creare raccolte di...]]></description>
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		//--></script></span><p><a href="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/04/autodafe-case-editrici.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-3096" title="autodafe case editrici" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/04/autodafe-case-editrici-300x84.gif" alt="" width="180" height="50" /></a>Il panorama editoriale italiano si arricchisce di nuove proposte:<strong> nasce Autodafé, una casa editrice con sede a Milano</strong> che promette di pubblicare nuovi autori in grado di riflettere sull&#8217;Italia contemporanea e di metterla nero su bianco.</p>
<p>Comincio subito col dirvi, tanto per evitare fraintendimenti, che <strong>Autodafé NON è una casa editrice a pagamento.</strong> I contratti di collaborazione sono assolutamente regolari e non verrà chiesto agli autori nessun contributo, se non quello di scrivere.</p>
<p><strong>Autodafé si distingue  dalle tante case editrici per due motivi:<span id="more-3095"></span></strong></p>
<p>1- ha intenzione di costruire una collana di opere che aiutino a comprendere la realtà sociale dell’Italia contemporanea.</p>
<p>2- accetta racconti singoli, in modo tale da creare raccolte di autori vari.</p>
<p><strong>Autodafé è costituita da un team di esperti</strong> che lavorano da anni nell&#8217;editoria quindi dubito che verrà pubblicato materiale scadente. Inoltre, parlando con loro, mi sono resa conto di<strong> quanto amore e di quanto entusiasmo </strong>ci sia in questo progetto.</p>
<p>Insomma, non vedo l&#8217;ora di leggere le prime opere e di raccontarvele. Nell&#8217;attesa <strong>vi rimando <a href="http://www.autodafe-edizioni.com/" target="_blank">al loro sito</a>,</strong> dove gli scrittori troveranno tutte le indicazioni per inviare i loro manoscritti.</p>
<p><strong>In bocca al lupo a questa nuova casa editrice e agli autori che collaboreranno con loro!</strong></p>
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		<title>Libri in tempo reale, scrivete una storia rispettando i tempi di lettura</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 10:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<strong>Il racconto spopola,</strong> non c'è dubbio. E lo fa perché probabilmente rispetta la frenesia dei nostri tempi e la brevità di quelli di Internet. Sull'autobus, al mattino, un racconto è di compagnia, e termina con il vostro viaggio. Nella pausa pranzo, se qualche volta preferite un po' solitudine, potete chiudervi nella magia di un racconto.

<strong>Immaginate</strong> <strong>una serie</strong> di racconti la cui lettura rispetti i tempi della storia narrata. Un uomo entra in un bar, incontra una donna, gli piace, la conquista, la porta a casa, si lasciano travolgere dalla passione e poi, in silenzio, si lasciano. Lei va via e lui torna alla sua vita di sempre. Il tutto in quanto tempo potrebbe accadere?<!--more-->

<strong>Fate finta che la </strong>vicenda accada in...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><strong>Il racconto spopola,</strong> non c&#8217;è dubbio. E lo fa perché probabilmente rispetta la frenesia dei nostri tempi e la brevità di quelli di Internet. Sull&#8217;autobus, al mattino, un racconto è di compagnia, e termina con il vostro viaggio. Nella pausa pranzo, se qualche volta preferite un po&#8217; solitudine, potete chiudervi nella magia di un racconto.</p>
<p><strong>Immaginate</strong> <strong>una serie</strong> di racconti la cui lettura rispetti i tempi della storia narrata. Un uomo entra in un bar, incontra una donna, gli piace, la conquista, la porta a casa, si lasciano travolgere dalla passione e poi, in silenzio, si lasciano. Lei va via e lui torna alla sua vita di sempre. Il tutto in quanto tempo potrebbe accadere?<span id="more-2004"></span></p>
<p><strong>Fate finta che la </strong>vicenda accada in due ore e provate a scrivere due ore di storia. Due ore deve essere il tempo che il lettore impiegherà a leggere la breve avventura di queste due persone. Impossibile? Forse no, perché se lo fosse Il Segnalibro non avrebbe ideato una nuova collana basata proprio su queste modalità.</p>
<p><strong>Chissà cosa ne</strong> verrà fuori. Forse, dei racconti (brevi o lunghi) o dei romanzi davvero bizzarri. Se volete partecipare, avete tempo fino al 30 giugno. Per saperne di più, andate sul <a href="http://www.ilsegnalibro.it/tempo-reale-inviaci-il-tuo-inedito" target="_blank">Segnalibro</a>.</p>
<p>Via | <a href="http://www.pianeta.com/map/index.php?id=30363" target="_blank">Pianeta.com </a></p>
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		<title>Scrivere un racconto per niente natalizio</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 13:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[80144 edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
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		<category><![CDATA[scrittori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere un racconto]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1223" title="natale_trash" src="http://www.librisulibri.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/natale_trash-277x300.jpg" alt="natale_trash" width="277" height="300" />Non sempre il Natale piace. </strong>Anzi, diciamoci la verità, per molti di noi è davvero una rottura: la cena con parenti che non vediamo mai e ai quali non sappiamo cosa dire, <strong>i soldi spesi in regali inutili,</strong> l'albero fatto controvoglia...

<strong>Se avete qualcosa da dire in proposito, </strong>provate a scrivere un racconto e ad inviarlo a 80144, la casa editrice che pubblica la rivista Toilet e che ha ultimamente dato alla luce <span style="color: #ff6600;"><em><a href="http://www.librisulibri.it/blog/669/la-mia-banda-suona-il-porn-di-paolo-baron-e-raffaella-ferre/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;">La mia banda suona il porn</span></a></em>. </span><strong>Fatelo adesso che siete completamente presi dalle feste di Natale </strong>e che siete, come scritto nel bando: <em>"autentici, scoglionati, nervosi e pieni di tensione e di cinico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1223" title="natale_trash" src="http://www.librisulibri.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/natale_trash-277x300.jpg" alt="natale_trash" width="277" height="300" />Non sempre il Natale piace. </strong>Anzi, diciamoci la verità, per molti di noi è davvero una rottura: la cena con parenti che non vediamo mai e ai quali non sappiamo cosa dire, <strong>i soldi spesi in regali inutili,</strong> l&#8217;albero fatto controvoglia&#8230;</p>
<p><strong>Se avete qualcosa da dire in proposito, </strong>provate a scrivere un racconto e ad inviarlo a 80144, la casa editrice che pubblica la rivista Toilet e che ha ultimamente dato alla luce <span style="color: #ff6600;"><em><a href="http://www.librisulibri.it/blog/669/la-mia-banda-suona-il-porn-di-paolo-baron-e-raffaella-ferre/" target="_blank"><span style="color: #ff6600;">La mia banda suona il porn</span></a></em>. </span><strong>Fatelo adesso che siete completamente presi dalle feste di Natale </strong>e che siete, come scritto nel bando: <em>&#8220;autentici, scoglionati, nervosi e pieni di tensione e di cinico umorismo&#8230;&#8221;.</em></p>
<p>80144 <a href="http://www.80144edizioni.it/racconti_poco_natalizi.htm" target="_blank"><span style="color: #ff6600;">vi invita</span></a> a scrivere qualcosa che abbia come tema<strong> il Natale come festa (troppo) commerciale</strong> e per questo forse (troppo) noiosa.</p>
<p><strong>Le direttive sono chiare: </strong>non superate le 15 cartelle e non inviate racconti dopo il 30 maggio del 2010.</p>
<p><strong>L&#8217;antologia che raccoglierà gli scritti uscirà il prossimo Natale, </strong>quindi mettetevi sotto. Noi nel frattempo vi mandiamo un grande in bocca al lupo e nessun augurio di buone feste (perché rientriamo nella categoria di cui sopra e di fare gli auguri proprio non ci va).</p>
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		</item>
		<item>
		<title>RomAmoreMorte, racconti noir di una Roma nascosta</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 08:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[noir]]></category>
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		<description><![CDATA[<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-943" title="roma amore morte" src="http://www.librisulibri.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/roma-amore-morte1-224x300.jpg" alt="roma amore morte" width="224" height="300" /></strong>

<strong>Roma a viso scoperto. </strong>Roma nuda e cruda oltre i fasti del Vaticano, le vestigia del Colosseo e l’incanto delle piazze più belle d’Europa.

Quattro autori emergenti (<strong>Aristos</strong>, <strong>Cristina Del Ferraro</strong>, <strong>Marco Marsullo</strong>, <strong>Mauro Petrelli</strong>) spogliano l’Urbe delle sue vesti da imperatrice e ne raccontano, in quattro storie diverse, <strong>le realtà meno visibili</strong> fatte di violenza, sesso, emarginazione e amori tragici. <strong>Un pizzico di <em>noir </em>tutto romano</strong> e di verità sommersa per rivelare l’altra faccia della città eterna.

Questo, in breve, il succo amaro ma fortemente <strong>realista o neo-realista</strong>, che dir si voglia, di <strong><em>RomAmoreMorte</em></strong>, edito dalla giovane <strong>Enzo Delfino Editore</strong>.

Come New York, Londra, Parigi o Berlino anche Roma...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-943" title="roma amore morte" src="http://www.librisulibri.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/roma-amore-morte1-224x300.jpg" alt="roma amore morte" width="224" height="300" /></strong></p>
<p><strong>Roma a viso scoperto. </strong>Roma nuda e cruda oltre i fasti del Vaticano, le vestigia del Colosseo e l’incanto delle piazze più belle d’Europa.</p>
<p>Quattro autori emergenti (<strong>Aristos</strong>, <strong>Cristina Del Ferraro</strong>, <strong>Marco Marsullo</strong>, <strong>Mauro Petrelli</strong>) spogliano l’Urbe delle sue vesti da imperatrice e ne raccontano, in quattro storie diverse, <strong>le realtà meno visibili</strong> fatte di violenza, sesso, emarginazione e amori tragici. <strong>Un pizzico di <em>noir </em>tutto romano</strong> e di verità sommersa per rivelare l’altra faccia della città eterna.</p>
<p>Questo, in breve, il succo amaro ma fortemente <strong>realista o neo-realista</strong>, che dir si voglia, di <strong><em>RomAmoreMorte</em></strong>, edito dalla giovane <strong>Enzo Delfino Editore</strong>.</p>
<p>Come New York, Londra, Parigi o Berlino anche Roma ha un suo <strong>sottobosco</strong> tutto da scoprire. E se lo fate prima di noi, come sempre&#8230;fateci sapere!</p>
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		<title>Intervista a Fabio Lubrano</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Lubrano]]></category>
		<category><![CDATA[Malinverno]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[zandegù editore]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-645" title="foto_lubrano-271x300" src="http://www.librisulibri.it/home/wp-content/uploads/2009/11/foto_lubrano-271x300-150x150.jpg" alt="foto_lubrano-271x300" width="150" height="150" />Eccolo qui <strong>Fabio Lubrano</strong>, che si racconta e ci racconta <a href="http://www.librisulibri.it/home/2009/11/07/malinverno-fabio-lubrano-zandegu/" target="_blank">Malinverno</a>.

<strong>Quando gli abbiamo proposto questa mini intervista </strong>ha accettato con lo stesso entusiasmo che abbiamo intravisto nel libro, ed in poche ed efficaci risposte ci ha confermato che si, è uno scrittore (schizofrenia compresa), che si, assomiglia al suo protagonista e si, ci piace ancora più di prima.

<strong>Detto questo, aspettiamo il prossimo libro</strong>, con la speranza che non ci metta altri 15 anni per farlo pubblicare.

<strong>L’intervista è breve</strong>, intensa e sincera. Leggetela, e diteci se non abbiamo ragione!

<strong>Fabio, il tuo lavoro è “analista      informatico”, ma secondo noi sei uno scrittore. Esiste un legame tra...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-645" title="foto_lubrano-271x300" src="http://www.librisulibri.it/home/wp-content/uploads/2009/11/foto_lubrano-271x300-150x150.jpg" alt="foto_lubrano-271x300" width="150" height="150" />Eccolo qui <strong>Fabio Lubrano</strong>, che si racconta e ci racconta <a href="http://www.librisulibri.it/home/2009/11/07/malinverno-fabio-lubrano-zandegu/" target="_blank">Malinverno</a>.</p>
<p><strong>Quando gli abbiamo proposto questa mini intervista </strong>ha accettato con lo stesso entusiasmo che abbiamo intravisto nel libro, ed in poche ed efficaci risposte ci ha confermato che si, è uno scrittore (schizofrenia compresa), che si, assomiglia al suo protagonista e si, ci piace ancora più di prima.</p>
<p><strong>Detto questo, aspettiamo il prossimo libro</strong>, con la speranza che non ci metta altri 15 anni per farlo pubblicare.</p>
<p><strong>L’intervista è breve</strong>, intensa e sincera. Leggetela, e diteci se non abbiamo ragione!</p>
<p><strong>Fabio, il tuo lavoro è “analista      informatico”, ma secondo noi sei uno scrittore. Esiste un legame tra      logica e creatività o hai un lato schizofrenico che ti permette di essere l’uno      o l’altro?</strong></p>
<p><em>Penso che logica e creatività siano molto più complementari di quanto sembri a prima vista, che siano due facce della stessa medaglia. Nel mio lavoro di analista informatico metto molta creatività e in quella di scrittore, nella definizione della struttura e degli sviluppi, molta logica. Premesso questo sì, sono schizofrenico. La mia personalità creativa infatti vi ringrazia, quella logica è mortalmente offesa.<br />
</em><br />
<strong>Una domanda d’obbligo: quanto      c’è di Fabio Lubrano in Gianni Malinverno e viceversa?</strong></p>
<p><em>Gianni Malinverno parla con le piante e le piante gli rispondono. Io parlo con le piante ma le piante non mi rispondono, perlomeno non sempre. In realtà c’è molto di me in Gianni Malinverno, deformato da un filtro surreale, come gli orologi di Dalì, ma sono io a vent’anni. Timido, imbranato, diverso, inadeguato, cocciuto. Mentre rispondo mi rendo conto che sono così tutt’ora. Per quanto riguarda il viceversa penso di aver imparato da Gianni Malinverno la forza che trova nel finale, la volontà di andare avanti per la propria strada senza piangersi addosso.</em></p>
<p><strong>Sono passati 15 anni tra la      prima stesura del libro e la pubblicazione. Te la sei presa comoda o hai      dovuto lottare perché ti notassero?</strong></p>
<p><em>Ho lottato per un anno poi ho lasciato perdere, sbigottito dall’assurdità del mondo editoriale. La pubblicazione di Malinverno ha subito delle vicende più surreali del romanzo stesso. Ho scritto un racconto, Curriculum Vitae, in cui le racconto tutte. L’ho inserito nel mio blog ed è </em><a href="http://malinverno.splinder.com/post/3347206" target="_blank"><em>qui</em></a><em>. Per quattordici anni il romanzo è rimasto in un cassetto. Ogni tanto lo prendevo in mano, leggevo dei pezzi, sospiravo pensando che in fondo non era male, ma che dovevo riscriverlo. Poi però si faceva ora di cena e rimandavo. Finché lo scrittore Matteo B. Bianchi, che all’epoca lo aveva letto, ha creato il legame con Zandegù. A quel punto non ho avuto più scuse, mi sono preso una settimana di ferie dal lavoro (con immenso sdegno della mia personalità logica) e l’ho riscritto dall’inizio alla fine, rispettando i contenuti e la trama e lavorando unicamente sulla forma.</em></p>
<p><strong>Di solito gli scrittori non      riescono a vedere obiettivamente le loro creature se non dopo molto tempo.      Tu ti rendi conto di aver aperto uno spiraglio nel mondo del surreale? Per      meglio dire, ti rendi conto che riesci a far sembrare normale che piante e      rubinetti parlino?</strong></p>
<p><em>Forse è perché per me è normale che piante e rubinetti parlino. Gli oggetti non sono inanimati, sono soltanto molto molto pigri. Colgo la loro espressione, la traduco in parole. Il lato negativo è che è faticosissimo buttare le cose, le vedo che mi guardano con l’espressione da ‘perché?! Cosa abbiamo fatto?!’ Quello positivo è che è impossibile sentirsi soli!<br />
</em><br />
<strong>Ci spieghi Malinverno con 5      aggettivi?</strong></p>
<p><em>Leggero, doloroso, speranzoso, disperato che si riassumono nel quinto e ultimo aggettivo: folle, nell’accezione più coraggiosa possibile.<img class="alignright size-thumbnail wp-image-647" title="malinverno" src="http://www.librisulibri.it/home/wp-content/uploads/2009/11/malinverno2-150x150.jpg" alt="malinverno" width="150" height="150" /><br />
</em></p>
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