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	<title>Libri su libri &#187; Rizzoli</title>
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	<description>Il vizio di leggere</description>
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		<title>Gianrico Carofiglio presenta “Il silenzio dell’onda”</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 09:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<em><a href="http://librisulibri.it/2011/12/03/gianrico-carofiglio-presenta-%e2%80%9cil-silenzio-dell%e2%80%99onda%e2%80%9d/carofiglio-londa/" rel="attachment wp-att-9949"><img class="alignleft size-medium wp-image-9949" title="carofiglio l'onda" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/12/carofiglio-londa-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a>Napoli, la Feltrinelli Libri e Musica, Venerdì 25 novembre, h 18,00. <strong>Gianrico Carofiglio</strong> è passato a presentare il suo ultimo libro <strong>Il silenzio dell'onda</strong>, edito da Rizzoli. La nostra fedelissima e avida lettrice Tina Pane c'era ed è passata di qui per raccontarci com'è andata.</em>

<!--more--><strong>La saletta</strong> di Feltrinelli è già piena, soprattutto di signore di una certa età. Lo scrittore arriva puntualissimo e solo, scambia qualche parola con l’addetta all’evento e per prima cosa gira verso il muro il grosso cartellone pubblicitario, con la sua faccia e la copertina del suo libro, posto di fianco al tavolo dove poi si accomoda. “Uno basta”, dice.

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			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><a href="http://librisulibri.it/2011/12/03/gianrico-carofiglio-presenta-%e2%80%9cil-silenzio-dell%e2%80%99onda%e2%80%9d/carofiglio-londa/" rel="attachment wp-att-9949"><img class="alignleft size-medium wp-image-9949" title="carofiglio l'onda" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/12/carofiglio-londa-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a>Napoli, la Feltrinelli Libri e Musica, Venerdì 25 novembre, h 18,00. <strong>Gianrico Carofiglio</strong> è passato a presentare il suo ultimo libro <strong>Il silenzio dell&#8217;onda</strong>, edito da Rizzoli. La nostra fedelissima e avida lettrice Tina Pane c&#8217;era ed è passata di qui per raccontarci com&#8217;è andata.</em></p>
<p><span id="more-9948"></span><strong>La saletta</strong> di Feltrinelli è già piena, soprattutto di signore di una certa età. Lo scrittore arriva puntualissimo e solo, scambia qualche parola con l’addetta all’evento e per prima cosa gira verso il muro il grosso cartellone pubblicitario, con la sua faccia e la copertina del suo libro, posto di fianco al tavolo dove poi si accomoda. “Uno basta”, dice.</p>
<p>Ha già dichiarato lo stile dell’incontro.</p>
<p><strong>Gianrico – ma che nome, poi</strong> – è più alto di quanto mi aspettavo, e mi fa subito simpatia. Veste in jeans e giacca blu, senza cravatta, e porta a tracolla, sulle spalle larghe, un tascapane di tela chiara dal quale caccia, appena seduto, un acetato un po’ sgualcito che protegge una decina di fogli dattiloscritti.</p>
<p><strong>Siede in punta alla sedia</strong>, il busto sporto verso il tavolo su cui appoggia i gomiti. Forse un filino di tensione ce l’ha, forse la notte sogna femminili eserciti di fans che lo inseguono, forse per un contrattempo manca un presentatore e lui sta metabolizzando la situazione.</p>
<p>“Come disse un certo professore universitario alla presentazione di un mio libro, questo è un uomo che non ha bisogno di presentazioni….solo che poi parlò per 15 minuti”. <strong>E così spiega che non è da solo per caso</strong>. Poi  una battuta sulla temperatura della sala e si toglie la giacca. “Tutti avete visto che l’avevo”.</p>
<p><strong>Comincia</strong>. Spiega che a settembre, quando il libro era quasi in uscita e alla casa editrice approntavano il marketing per il lancio (e lui non aveva voglia di sottoporsi alla corvée delle presentazioni), un editor aveva suggerito di portare in giro i bonus track, i ritagli, quello che dal testo definitivo viene tagliato.</p>
<p><strong>Ci legge  un lungo dialogo</strong> tra il protagonista del libro, Roberto, e un signore incontrato in libreria, che poi si rivelerà uno scrittore di fama. Parte da qui, e dalla curiosità che ha scatenato nell’uditorio, per fare una serie di considerazioni sulla scrittura, per dirci dell’estate di inferno che ha passato per consegnare la stesura  definitiva (la quinta!) a settembre e di quanto il lavoro dello scrittore sia di sottrazione.</p>
<p><strong>Cita Simenon</strong> – “la riscrittura consiste nel tagliare le cose che ci piacciono di più”. Ricorda Michelangelo, che procedeva “liberando” la scultura già esistente nel blocco di marmo e rivela di attingere ogni tanto a quello che ha buttato, tagliato, rimosso dai suoi scritti e che tutta questa roba sta conservata sul computer, in una “cartella del maiale”.</p>
<p><strong>Dice dell’etica della scrittura</strong>: “Quando si scrive bisogna dire la verità, la verità dei personaggi e delle emozioni. Scrivere è un percorso nell’oscurità perché scriviamo di ciò di cui abbiamo paura”. Racconta di una volta che ha letto le bozze di un libro di un famoso scrittore, un libro esteticamente perfetto, ma vuoto, e spiega con la metafora calcistica che se un calciatore fa solo grandi numeri a centrocampo ma poi non arriva a segnare, è un calciatore inutile, atteso che lo scopo del gioco sia quello di fare goal.</p>
<p><strong>Nella letteratura d’evasione</strong>, che pure ha la sua funzione, dice, “i personaggi non si possono ribellare allo scrittore, altrimenti questi li elimina”. Perché scrivere, ribadisce, “è un’attività penosa, un esercizio di disciplina, la capacità di non ammiccare al lettore”. Se quest’etica è rispettata lo scrittore sarà ripagato dalla gratificazione del lettore che gli dirà “bellissimo, mi sono commosso, ho riso”.</p>
<p><strong>La chiacchierata</strong> – perché l’uditorio è fatto partecipe dalle battute, dagli aneddoti personali, dal tono sempre ironico con cui Carofiglio (che bel cognome) porge le sue considerazioni – prosegue con le domande del pubblico: se Guerrieri tornerà in vita (“non è un personaggio seriale”), se fare il parlamentare gli piace (“non è quello che voglio fare da grande”), se editare i propri scritti è difficile (ma non l’aveva già detto…?).</p>
<p><strong>Si fa una lunga fila per farsi autografare la copia del libro.</strong> A ciascuno – che s’adda fa’ pe’ campa’ &#8211; l’ autore scrive “A …….”. Poi smailino, luogo e data, firma.</p>
<p>È tutto business, d’accordo, però <strong>con le amiche concordiamo che sembra davvero una bella persona.</strong></p>
<p><strong>by</strong> Tina Pane</p>
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		<title>Non chiedere perché di Franco di Mare, la recensione</title>
		<link>http://librisulibri.it/2011/06/13/non-chiedere-perche-di-franco-di-mare-la-recensione/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 05:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Quartararo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[<a rel="attachment wp-att-9404" href="http://librisulibri.it/2011/06/13/non-chiedere-perche-di-franco-di-mare-la-recensione/nonchiedereperche/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9404" title="nonchiedereperché" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/06/nonchiedereperché-62x100.jpg" alt="" width="62" height="100" /></a><em><strong>Non chiedere perché è un altro "libro su libro"</strong> interessante che ho avuto la fortuna di leggere, edito da <strong>Rizzoli </strong>e scritto da <strong>Franco Di Mare</strong>, noto giornalista e conduttore televisivo. Un opera prima che ci rivela già dal suo esordio un sorprendente talento narrativo.<!--more--></em>

<strong>La storia è ispirata a vicende realmente accadute</strong> durante il conflitto sanguinario dell'ex Jugoslavia: il giornalista Marco De Luca, reporter di guerra, torna dopo quasi vent'anni a Sarajevo per dare l'ultimo saluto ad un amico morente. Ripercorrere quei luoghi e camminare su quelle strade, dove i cecchini sparavano a qualsiasi cosa si muovesse, porterà alla luce tanti brutti ricordi, ma anche un episodio che ha...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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<p><strong>La storia è ispirata a vicende realmente accadute</strong> durante il conflitto sanguinario dell&#8217;ex Jugoslavia: il giornalista Marco De Luca, reporter di guerra, torna dopo quasi vent&#8217;anni a Sarajevo per dare l&#8217;ultimo saluto ad un amico morente. Ripercorrere quei luoghi e camminare su quelle strade, dove i cecchini sparavano a qualsiasi cosa si muovesse, porterà alla luce tanti brutti ricordi, ma anche un episodio che ha cambiato per sempre la sua vita.</p>
<p><strong>Durante uno dei tanti servizi</strong> in un orfanotrofio appena bombardato, incontrerà gli occhi di una bambina che si legheranno al suo cuore con un sottilissimo filo inscindibile. Un grande atto d&#8217;amore che lo porterà a compiere, attraverso mille peripezie, la follia più saggia della sua vita.</p>
<p><strong>Un romanzo fluido, commovente ed emozionante</strong>, che non si riesce a smettere di leggere tanta è la curiosità disconoscere le sorti di Marco e della bambina. La riflessione più naturale che mi è venuta in mente, leggendo <strong><em><a title="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it" href="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4462_non_chiedere_perche_di_mare.html" target="_blank">Non chiedere perché</a></em></strong>, è che in un paese dove la guerra stravolge le quotidianità e si rischia la vita per un nonnulla, la generosità umana ha ancora forza di germogliare, regalandoci la speranza che la bontà umana non è solo una mera utopia.</p>
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		<title>Un grande paese, di Luca Sofri. Si può fare?</title>
		<link>http://librisulibri.it/2011/05/09/un-grande-paese-di-luca-sofri-si-puo-fare/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 14:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[luca sofri]]></category>
		<category><![CDATA[Rizzoli]]></category>
		<category><![CDATA[saggi]]></category>
		<category><![CDATA[un grande paese]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><a rel="attachment wp-att-8979" href="http://librisulibri.it/2011/05/09/un-grande-paese-di-luca-sofri-si-puo-fare/un-grande-paese/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8979" title="un grande paese" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/un-grande-paese-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Un romantico ingenuo o un teorico del rinnovamento? <strong>Luca Sofri</strong>, autore di <strong>Un grande paese</strong>, (Bur) <strong>Rizzoli</strong>, suggerisce come ricostruire l’orgoglio nazionale. Beppe Severgnini dice la sua e io dico la mia, umile e modesta.</em>

<em><!--more--></em><strong>Luca Sofri </strong>pensa che con un po’ di impegno potremo, tra una ventina d’anni, essere orgogliosi cittadini di <strong><em>Un grande paese</em></strong>. Come? <strong>Aggiornando i contenuti</strong>.

Cioè, va bene Michelangelo e ancor di più il David di Donatello, per  non parlare dei Faraglioni di Capri e dello splendore di Venezia ma non  possiamo continuare a vivere di rendita. <strong>Un grande paese è fatto anche  di valori moderni </strong>e contemporanei:
<blockquote>“<em>ognuno ha una...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><a rel="attachment wp-att-8979" href="http://librisulibri.it/2011/05/09/un-grande-paese-di-luca-sofri-si-puo-fare/un-grande-paese/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8979" title="un grande paese" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/un-grande-paese-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Un romantico ingenuo o un teorico del rinnovamento? <strong>Luca Sofri</strong>, autore di <strong>Un grande paese</strong>, (Bur) <strong>Rizzoli</strong>, suggerisce come ricostruire l’orgoglio nazionale. Beppe Severgnini dice la sua e io dico la mia, umile e modesta.</em></p>
<p><em><span id="more-8960"></span></em><strong>Luca Sofri </strong>pensa che con un po’ di impegno potremo, tra una ventina d’anni, essere orgogliosi cittadini di <strong><em>Un grande paese</em></strong>. Come? <strong>Aggiornando i contenuti</strong>.</p>
<p>Cioè, va bene Michelangelo e ancor di più il David di Donatello, per  non parlare dei Faraglioni di Capri e dello splendore di Venezia ma non  possiamo continuare a vivere di rendita. <strong>Un grande paese è fatto anche  di valori moderni </strong>e contemporanei:</p>
<blockquote><p>“<em>ognuno ha una sua lista di  cose «italiane»: io senza pensarci troppo ci metterei per esempio i  versi «L’amore che strappa i capelli è perduto ormai» di Fabrizio De  André, la stazione di Santa Maria Novella, i fumetti di Gipi, la lettera  d’addio di Gabriele Cagliari, Soldini quando andò a prendere Isabelle  Autissier, Giorgio Ambrosoli, Alex Langer, gli «angeli del fango»  dell’alluvione fiorentina […]”</em></p>
<h6 style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.ungrandepaese.it/2011/04/28/dieci-cose-per-cui-sono-orgoglioso-dellitalia/" target="_blank">Dieci cose per cui sono orgoglioso dell&#8217;Italia</a></strong><em>,</em> Un grande paese,blog<em><br />
</em></h6>
</blockquote>
<p><strong>Basta con le lagne insomma.</strong> È arrivato il momento di rimboccarsi le  maniche, di decidere in cosa credere e crederci. Forse a questa opzione  di rinnovamento non ci abbiamo mai pensato perché, nella sgradita ma  tutto sommato confortevole melassa della rassegnazione, riusciamo solo a  criticare, disprezzare e distruggere, ammirando però spassionatamente e  indiscriminatamente gli “altri paesi”.</p>
<p>Invece, magari, qualche cosina italiana degna di merito c’è. <strong>Alla lista di Sofri mi viene da aggiungere</strong>, per esempio:</p>
<ul>
<li>
<h5>Il film Benvenuti al Sud</h5>
</li>
<li>
<h5>la magica prosa di Erri de Luca</h5>
</li>
<li>
<h5>gli occhi vispi e arguti di Michela Murgia</h5>
</li>
<li>
<h5>l’affabile saggezza di Andrea Camilleri</h5>
</li>
<li>
<h5>il profumo dei limoni della Sicilia</h5>
</li>
<li>
<h5>l’abnegazione degli abitanti di Lampedusa nel salvare 300 clandestini da morte orrenda e sicura</h5>
</li>
<li>
<h5>il numero di italiani volontari nel mondo, superiore a quello degli altri paesi tanto ammirati</h5>
</li>
<li>
<h5>Gino Strada e pure Sofia Loren che ce l’abbiamo solo noi.</h5>
</li>
</ul>
<p>Ecco,  così su due piedi a me sono venute in mente queste cose chè mica  dobbiamo fare niente di trascendente. <strong>Ma non tutti condividono il  progetto di Sofri.</strong></p>
<p>Anzi, per alcuni si tratta di retorica pura. <strong>Beppe Severgnini pensa che Sofri sia proprio un ingenuo ottimista</strong>, un romantico, uno che:</p>
<blockquote><p>“<em>Appartiene  cioè a un club cui alcuni italiani s&#8217;iscrivono, ogni tanto; per poi  dare le dimissioni, sfiduciati. Un libro intitolato Un grande paese (Bur Rizzoli) lo può firmare l&#8217;orgoglioso residente d&#8217;un popoloso borgo  padano (Orzinuovi?). Il nostro autore, invece, scrive minuscolo e pensa  maiuscolo</em>.”</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.corriere.it/italians/11_Aprile_28/Meglio-l-elitismo-del-populismo_d2ca9424-70e8-11e0-ab04-b531fdc27c0d.shtml" target="_blank">Meglio l&#8217;elitismo del populismo</a></strong>, Beppe Severgnini, Italians</h5>
</blockquote>
<p>Ecco, appunto. Io ho la modestissima impressione che  <strong>ogni volta che qualcuno getta un semino</strong>, si becca tosto una bella  sfilza di etichette: retorico, illuso, idealista. Questo sì, siamo il  paese delle etichette.</p>
<p><strong>Ma…e se, invece,</strong> per una volta, invece di  dissertare, denigrare, liquidare, abbattere e controbattere <strong>si provasse a  lasciarlo germogliare quel semino?</strong> Così, dico, per variare un po’. In  fondo, trovare i nostri valori, crederci, difenderli e diffonderli… che  ci costa?</p>
<h3><span style="color: #888888;">LINK INTERESSANTI:</span></h3>
<ul>
<li><span style="color: #000000;"><em>Un grande paese:</em><a href="http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/3561_un_grande_paese_sofri.html" target="_blank"> scheda</a> libro</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><a href="http://lorenzoalunni.blogspot.com/2011/04/un-grande-paese-luca-sofri.html" target="_blank">Diario di lettura: </a>un pensiero da Parigi<br />
</span></li>
</ul>
<h3><em><strong><span style="color: #888888;">Vuoi acquistare il libro?</span></strong></em></h3>
<ul>
<li><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817035610/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=librisulibri-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8817035610"><strong><em>Un grande paese</em></strong> a 7 euro</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=librisulibri-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8817035610" border="0" alt="" width="1" height="1" /></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Acciaio, di Silvia Avallone. La recensione</title>
		<link>http://librisulibri.it/2011/04/15/acciaio-di-silvia-avallone-la-recensione/</link>
		<comments>http://librisulibri.it/2011/04/15/acciaio-di-silvia-avallone-la-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 09:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Caruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[La cantina dei libri: consigli e sconsigli]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[silvia avallone]]></category>

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		<description><![CDATA[<a rel="attachment wp-att-8709" href="http://librisulibri.it/2011/04/15/acciaio-di-silvia-avallone-la-recensione/acciaio-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8709" title="acciaio" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/04/acciaio-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><em>Prodotto da<strong> Rizzoli</strong>, questo<strong> Acciaio </strong>di <strong>Silvia Avallone</strong> ha un retrogusto ferroso e penetrante. Ma bisogna assaggiarlo perchè non si può bere solo champagne.</em>

<!--more--><strong>Cosa c’è di più duro dell’acciaio?</strong> Forse nulla. Eppure in natura non esiste, è una lega, un composto di minerali creato dall’ansia dell’uomo. L’ansia di modificare la natura, plasmarla, inventarla, per sentirsi come Dio, per usurpare le prerogative di Dio.

<strong>Cosa c’è di più duro degli operai che quell’acciaio </strong>lo lavorano, lo piegano incandescente, lo forgiano per le necessità di trasporto e di utilizzo, ne fanno fili, tubi, cavi, pentole, piloni, barre, casseforti? E cosa c’è di più duro di un quartiere operaio, un alveare affacciato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><a rel="attachment wp-att-8709" href="http://librisulibri.it/2011/04/15/acciaio-di-silvia-avallone-la-recensione/acciaio-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8709" title="acciaio" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/04/acciaio-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><em>Prodotto da<strong> Rizzoli</strong>, questo<strong> Acciaio </strong>di <strong>Silvia Avallone</strong> ha un retrogusto ferroso e penetrante. Ma bisogna assaggiarlo perchè non si può bere solo champagne.</em></p>
<p><span id="more-8708"></span><strong>Cosa c’è di più duro dell’acciaio?</strong> Forse nulla. Eppure in natura non esiste, è una lega, un composto di minerali creato dall’ansia dell’uomo. L’ansia di modificare la natura, plasmarla, inventarla, per sentirsi come Dio, per usurpare le prerogative di Dio.</p>
<p><strong>Cosa c’è di più duro degli operai che quell’acciaio </strong>lo lavorano, lo piegano incandescente, lo forgiano per le necessità di trasporto e di utilizzo, ne fanno fili, tubi, cavi, pentole, piloni, barre, casseforti? E cosa c’è di più duro di un quartiere operaio, un alveare affacciato sul mare che gioca a fare Montecarlo con gli stracci appesi ai davanzali, con le urla e le liti nei ballatoi, le risse, il vociare dei bambini nei cortili e la puzza di cavoli e sudore che esce dalle porte e dalle finestre degli appartamenti?</p>
<p><strong>Cosa c’è di più duro di un mondo che sa di aver perso </strong>prima ancora che cominci la partita? Un mondo di schiene spaccate negli altiforni, bollette e affitti che sedimentano nei cassetti,  mogli  e tappezzerie consunte e rattoppate, figlie adolescenti che sculettano per la via divorate dagli sguardi dei maschi e convinte di potersi scansare il destino delle madri, giovani spersi dietro tirate di coca e figa a poco prezzo.</p>
<p><strong>Questo brulicante e tragico microcosmo urbano,</strong> questo girone infernale di anime belle e dannate, Silvia Avallone lo ha vissuto per noi e ce lo racconta in Acciaio, grande e meritato successo editoriale del 2010 che, una volta tanto ci riappacifica con la letteratura contemporanea, e con quella italiana in particolare.</p>
<p><strong>Ci riappacifica con uno scrivere affilato </strong>come la lama di un samurai, una lama che penetra nel corpo vivo di un universo di uomini e donne dove tutto, ma proprio tutto, sembra essersi fermato al giorno della Creazione, quando un Padre Eterno distratto dimenticò un angolo di terra e un po’ di creature da qualche parte del suo laboratorio e là le lasciò in eterno a macerare e a macerarsi dietro sogni di riscatto, case che si sbrecciano e televisori perennemente accesi sulla vita degli altri.</p>
<p><strong>Ci riappacifica, Silvia, perché qui i contorcimenti intimisti </strong>e le masturbazioni mentali di quella borghesia smarrita, che troppo spesso la fa da protagonista in libreria, lasciano il passo alla vita vera, quella fatta di casermoni anonimi, vene varicose e calzini acquistati al mercato. O di giovani irrequieti che pencolano le loro esistenze tra la spiaggia e il bar, tra la fabbrica del mattino e la discoteca della notte, tra la sveltina nel sottoscala e la scazzottata col migliore amico.</p>
<p><strong>Però sono vivi i personaggi della Avallone</strong>. Sono veri e sono vivi. Sembra una cosa scontata quando si parla di trame e scrittori, ma non lo è. Troppi anni di sperimentalismo inconcludente e di letture adulterate della realtà, ci hanno regalato troppi personaggi e troppe storie di plastica, sostituibili gli uni agli altri come le cover di un cellulare e altrettanto facilmente destinati all’oblio.</p>
<p><strong>Invece dimenticare Anna, Francesca</strong>, Sandra, Arturo, Enrico, Alessio, Cristiano, Mattia  e tutta la corte dei miracoli che si agita, respira, scopa, si droga, si sballa, si ama, si odia e si riproduce tra i cubi di cemento armato di via Stalingrado è difficile, molto difficile.</p>
<p><strong>Ti entrano nella pelle e negli occhi,</strong> destinati a restarci a lungo, ciascuno con le sue miserie, i suoi drammi e le sue vanaglorie. Come si conviene ai grandi personaggi della letteratura sociale, dai ragazzi di vita di Pasolini agli intellettuali sfigati di Bianciardi.</p>
<p><strong>E non è un caso, forse, che  la Avallone</strong> condivida proprio con Bianciardi la stessa provenienza geografica, la stessa provincia toscana materna e maledetta. Una Toscana meridionale piatta, scorbutica e priva di belletti e pastorellerie, dominata dalla miniera, in Bianciardi, o dall’acciaio della Lucchini e della Dalmine nella Avallone.</p>
<p><strong>E come in Bianciardi la miniera maremmana </strong>o la Milano straniata  e straniante dei grattacieli del boom alla fine la fanno da padrone, da vere protagoniste, così la Lucchini, la fabbrica mostruosa e incombente che signoreggia sulle vite agre dei suoi operai e delle loro famiglie, il Minotauro multicefalo e insaziabile che divora esistenze e metalli ad ogni ora del giorno e della notte, diventa, via via che si scorrono le pagine del libro, la primadonna della narrazione, un organismo che   sembra pulsare di vita propria e condizionare ogni gesto, ogni emozione, ogni bestemmia di chi vive per e grazie a lui, sia esso uomo, gatto o pantegana.</p>
<p><strong>Ed è viva e vera, infine, la Piombino del romanzo,</strong> vista però nel suo lato meno attraente, con quell’isola d’Elba proprio di fronte a via Stalingrado e alla sua spiaggia spelacchiata di periferia, a ricordare ai reclusi dell’alveare che esiste un mondo diverso e distante dal loro, un mondo di belle macchine e di donne ben vestite, di paeselli ordinati e tranquilli, di sabbia dorata per gente benestante e alla moda. Un mondo anelato e irraggiungibile, malgrado sembri lì a portata di mano: un paio di chilometri di mare, che ci vuole? Invece è più lontano dell’America.</p>
<h3><span style="color: #888888;"><em>Ne abbiamo parlato anche qui</em></span><span style="color: #888888;"><em>: </em></span></h3>
<ul></ul>
<h4><a href="http://librisulibri.it/2010/06/11/silvia-avallone-e-la-finalista-numero-1-del-premio-strega/" target="_blank">Silvia Avallone è la finalista numero 1 del Premio Strega</a></h4>
<h3><em><span style="color: #888888;">Per acquistare il libro al prezzo più basso:</span></em></h3>
<ul>
<li><a href="http://www.amazon.it/gp/product/881703763X/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=librisulibri-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=881703763X"><em><strong>Acciaio</strong></em> a 11.70 euro</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=librisulibri-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=881703763X" border="0" alt="" width="1" height="1" /></li>
</ul>
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		<title>Gesù di Nazaret, di Benedetto XVI (Joseph Ratzinger). La recensione</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 06:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù di Nazaret]]></category>
		<category><![CDATA[joseph ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[Libreria Editrice Vaticana]]></category>
		<category><![CDATA[Rizzoli]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><a rel="attachment wp-att-8549" href="http://librisulibri.it/2011/03/31/gesu-di-nazaret-di-benedetto-xvi-joseph-ratzinger-la-recensione/gesu/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8549" title="gesù" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/03/gesù-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Il <strong>Gesù di Nazaret. </strong>Dall'ingresso a Gerusalemme fino alla risurrezione, raccontato da<strong> Benedetto XVI (Joseph Ratzinger</strong>), edito da <strong>Rizzoli</strong>, stravende, suscitando enorme e contrastato interesse. Non si poteva non leggerlo.</em>

<em><!--more--></em><strong>Non era imprevedibile che questo saggio</strong> scalasse presto i vertici delle classifiche dei libri più venduti di tutto il mondo. Ovviamente a causa del suo autore, il sommo pontefice della Chiesa cattolica romana, ma anche per il tema affrontato, la vita di Gesù.

<strong>In realtà, quella pubblicata in questi giorni</strong> è la seconda parte del lavoro ratzingeriano, che completa la prima, edita nel 2007. Non si tratta affatto di un testo destinato solo ai credenti e animato da finalità prevalentemente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><a rel="attachment wp-att-8549" href="http://librisulibri.it/2011/03/31/gesu-di-nazaret-di-benedetto-xvi-joseph-ratzinger-la-recensione/gesu/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8549" title="gesù" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/03/gesù-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Il <strong>Gesù di Nazaret. </strong>Dall&#8217;ingresso a Gerusalemme fino alla risurrezione, raccontato da<strong> Benedetto XVI (Joseph Ratzinger</strong>), edito da <strong>Rizzoli</strong>, stravende, suscitando enorme e contrastato interesse. Non si poteva non leggerlo.</em></p>
<p><em><span id="more-8541"></span></em><strong>Non era imprevedibile che questo saggio</strong> scalasse presto i vertici delle classifiche dei libri più venduti di tutto il mondo. Ovviamente a causa del suo autore, il sommo pontefice della Chiesa cattolica romana, ma anche per il tema affrontato, la vita di Gesù.</p>
<p><strong>In realtà, quella pubblicata in questi giorni</strong> è la seconda parte del lavoro ratzingeriano, che completa la prima, edita nel 2007. Non si tratta affatto di un testo destinato solo ai credenti e animato da finalità prevalentemente catechetiche.</p>
<p><strong>È invece un libro suggestivo</strong>, sotto vari profili, per chiunque. Anche se la scelta editoriale è stata quella di dichiarare il papa <strong>Benedetto XVI</strong> come autore, mettendo in parentesi il suo nome “secolare”, non vi è nulla di autoritativo nella lettura e nelle interpretazioni proposte.</p>
<p><strong>Non si tratta affatto</strong>, come si dice nel linguaggio ecclesiastico, di una dottrina impartita <em>ex cathedra</em> da un pontefice. Anzi, Ratzinger fin dall’inizio scrive esplicitamente che &#8220;ognuno è libero di contraddirmi&#8221;. Questo libro è, infatti, prima di tutto l’esito del lavoro e della riflessione pluriennale del teologo Joseph Ratzinger.</p>
<p><strong>L’intento della ricerca ratzingeriana</strong> è quello di far convivere i due piani del Gesù storico col Cristo della fede. È questa una problematica iniziata nel XVIII secolo e che ha visto, soprattutto dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rudolf_Bultmann" target="_blank">Bultmann</a> in poi, contrapposti vari fronti, che hanno diviso la storiografia e attraversato anche orizzontalmente le stesse confessioni cristiane.</p>
<p><strong>E se dall’autore non possono essere condivisi </strong>certi esiti dell’esegesi (<span style="color: #0000ff;">1</span>) della scuola storico-critica, d’altro canto è netta la diffidenza ratzingeriana anche nei confronti di una visione intellettualistico-fideista (<span style="color: #0000ff;">2</span>) della figura di Gesù, disincarnata dalla storia e astratta dalla realtà: “una fede che lascia cadere in questo modo la dimensione storica diventa, in realtà, ‘gnosticismo’(<span style="color: #0000ff;">3</span>). Si lascia alle spalle la carne, l&#8217;incarnazione, la vera storia appunto&#8221;.</p>
<p><strong>Così nella lettura proposta, </strong>lo stesso evento della fede dei primi apostoli diventa un fatto storico, utile per una migliore comprensione della figura del Cristo: “<em>solo se era successo qualcosa di straordinario, se la figura e le parole di Gesù avevano superato tutte le speranze e le aspettative dell&#8217;epoca, si spiega (…) la sua efficacia. Già circa vent&#8217;anni dopo la morte di Gesù troviamo pienamente dispiegata nel grande inno a Cristo della Lettera ai Filippesi (2,6-11) una cristologia, in cui si dice che Gesù era uguale a Dio ma spogliò se stesso (…)</em>”.</p>
<p><strong>Attraverso una scrittura trasparente e benevola</strong> verso il lettore, i due piani della rigorosa ricerca storica, che cerca di preservare gli aspetti migliori del metodo storico-critico, e della fede nel “salto ontologico”(<span style="color: #0000ff;">4</span>) costituito dalla resurrezione, perciò si intersecano, e l’uno non esclude, ma illumina l’altro.</p>
<p><strong>E l’impegno del pontefice</strong> &#8211; &#8220;<em>ho voluto fare il tentativo di presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, come il ‘Gesù storico’ in senso vero e proprio</em>” – si sostanzia sia dell’uso sapiente e tutt’affatto scontato dei risultati delle scienze storiche, dell’analisi comparativistica tra le religioni, dell’archeologia o dell’epigrafia, sia della ripresa di alcuni temi provenienti dalla stessa riflessione del Bultmann.</p>
<p><strong>Molte sono le suggestioni </strong>e le novità interpretative presenti nei due volumi che ora compongono l’opera ma lascio al lettore il gusto di scoprile. Mi limito soltanto a ricordare la ricomposizione della discrasia (<span style="color: #0000ff;">5</span>) presente tra i vari testi evangelici sulla datazione dell’Ultima Cena, attraverso il richiamo ai rotoli di Qumran; oppure l’analisi della Preghiera sacerdotale (Giovanni, 17) alla luce del rito ebraico dello Yom Kippur.</p>
<p><strong>In realtà, la ricognizione ratzingeriana su Gesù </strong>attraverso questa “congiunzione tra le due ermeneutiche” (Ravasi), in un testo che si presenta quasi come il suggello definitivo della ricerca di una vita, si interseca a sua volta con la lezione ora del papa Benedetto sulla non opponibilità e anzi sulla necessaria tensione tra ragione e fede, ponendosi come suo conseguente corollario.</p>
<p><strong>È questa la fiducia <em>umanistica</em> </strong>- e perciò in tal senso forse pure <em>cattolica</em> e <em>romana</em> – del pontefice tedesco, che si appalesa anche dalla sua citazione di quel verso di Goethe, che recita: &#8220;L&#8217;occhio non potrebbe vedere il sole se non avesse in sé la natura del sole&#8221;.</p>
<h2><strong><span style="color: #666699;"> <span style="color: #808080;">Dizionarietto:</span></span></strong></h2>
<ul>
<li>(<span style="color: #0000ff;">1</span>)    <span style="color: #000000;"><strong>Eseges</strong>i</span>: In filologia l&#8217;<em>esegesi</em> è l&#8217;interpretazione critica di testi finalizzata alla comprensione del significato.</li>
<li>(<span style="color: #0000ff;">2</span>)    <strong>Fideista</strong>: Il <em>fideismo</em> è l&#8217;atteggiamento o la dottrina di chi, constatando discordanza tra fede e ragione, è incline a seguire la prima.</li>
<li>(<span style="color: #0000ff;">3</span>)    <strong>Gnosticismo</strong>: lo <em>gnosticismo</em> è un movimentofilosofico-religioso, la cui massima diffusione si ebbe nel II e III secolo dell&#8217;era cristiana. Una definizione piuttosto parziale del movimento può essere: &#8220;dottrina della salvezza tramite la conoscenza&#8221;</li>
<li>(<span style="color: #0000ff;">4</span>)    <strong>Ontologico</strong>: che si riferisce all&#8217;essere in generale, alle sue strutture immutabili, oggettive e reali</li>
<li>(<span style="color: #0000ff;">5</span>)    <strong>Discrasia</strong>: squilibrio</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Fate i bravi!di Lucia Rizzi: dedicato agli adolescenti</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[fate i bravi]]></category>
		<category><![CDATA[libri per mamme]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Rizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Rizzoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><strong><a rel="attachment wp-att-7172" href="http://librisulibri.it/2010/12/13/fate-i-bravidi-lucia-rizzi-dedicato-agli-adolescenti/fateibravi_0_15/"><img class="alignleft size-medium wp-image-7172" title="fateibravi_0_15" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/12/fateibravi_0_15-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Lucia Rizzi si rivolge ai genitori degli adolescenti con Fate i bravi! (10-15 anni) edito da Rizzoli</strong>, per aiutare genitori e figli a superare la grande prova dell’adolescenza.<!--more--></em>

<strong>Di <a title="Librisulibri.it" href="http://librisulibri.it/2010/01/27/fate-i-bravidi-lucia-rizzi-direttamente-da-s-o-s-tata/" target="_blank">Lucia Rizz</a>i, la super-tata di S.O.S. Tata </strong>in onda sui canali Sky, abbiamo già parlato. Del libro no, perché il precedente <strong><em>Fate i bravi!</em></strong> era rivolto ai genitori di nani pestiferi, o potenzialmente tali, da 0 a 3 anni. questo <strong><em>Fate i Bravi! </em></strong>qui è rivolto, benedetta sia Tata Lucia, ai genitori che devono affrontare la fase teen dai 10 ai 15 anni.

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			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-7172" href="http://librisulibri.it/2010/12/13/fate-i-bravidi-lucia-rizzi-dedicato-agli-adolescenti/fateibravi_0_15/"><img class="alignleft size-medium wp-image-7172" title="fateibravi_0_15" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/12/fateibravi_0_15-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Lucia Rizzi si rivolge ai genitori degli adolescenti con Fate i bravi! (10-15 anni) edito da Rizzoli</strong>, per aiutare genitori e figli a superare la grande prova dell’adolescenza.<span id="more-7171"></span></em></p>
<p><strong>Di <a title="Librisulibri.it" href="http://librisulibri.it/2010/01/27/fate-i-bravidi-lucia-rizzi-direttamente-da-s-o-s-tata/" target="_blank">Lucia Rizz</a>i, la super-tata di S.O.S. Tata </strong>in onda sui canali Sky, abbiamo già parlato. Del libro no, perché il precedente <strong><em>Fate i bravi!</em></strong> era rivolto ai genitori di nani pestiferi, o potenzialmente tali, da 0 a 3 anni. questo <strong><em>Fate i Bravi! </em></strong>qui è rivolto, benedetta sia Tata Lucia, ai genitori che devono affrontare la fase teen dai 10 ai 15 anni.</p>
<p><strong>Una volta ho assistito ad una conversazione </strong>illuminante: due donne chiacchieravano di figli, quando una delle due rivelò l’età della sua pargola, 12 anni, e la paura dell’imminente adolescenza. Le uniche parole di conforto che l’amica seppe darle furono:<em> tieniti forte</em>.</p>
<p><strong>E lì ho capito che attraversare l’adolescenza </strong>non è dura solo per i ragazzi, ma anche per i genitori che si trovano ad affrontare “la tragedia” per la prima volta. Umori e amori, contrasti e dissapori, ormoni pazzi e incontrollabili che rendono gli adolescenti svogliati, nervosi, arrabbiati con il mondo, insicuri e, non sempre ma spesso, taciturni.</p>
<p><strong>Non esiste la formula segreta per uscire</strong> indenni da cotanta prova, ma sono sicura che <strong><em>Fate i bravi! (10-15)</em></strong> di Lucia Rizzi, esperta in comportamento nanesco e adolescenziale, può aiutare quei genitori che assistono inermi e confusi alla trasformazione del proprio cucciolo.</p>
<p><strong>L’adolescenza è la conferma </strong>che per diventare adulti bisogna soffrire. Un piccolo aiutino, correggetemi se sbaglio, non blocca la crescita ma aiuta genitori a figli ad affrontare meglio il primo, vero ostacolo della vita.</p>
<h3><span style="color: #888888;"><em>Per approfondire:</em></span></h3>
<ul>
<li>Un po&#8217; di spunti tratti dal libro su <a title="PDF | Spaziomamma" href="http://spaziomamma.altervista.org/Testi/Riassunti/Fate%20i%20bravi.pdf" target="_blank">Spaziomamma</a></li>
</ul>
<h3><strong><span style="color: #888888;"><em>Ne parlano anche:</em></span></strong></h3>
<ul>
<li><strong><span style="color: #888888;"><span style="color: #000000;">Su <a title="Fate i bravi | Anobii" href="http://www.anobii.com/books/Fate_i_bravi_Dalla_tata_pi%C3%B9_famosa_dItalia_regole_e_consigli_per_diventare_genitori_sereni_di_figli_felici/9788817019644/0122793098870e6019/" target="_blank"><span style="color: #ff9900;">Anobii</span></a></span></span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span style="color: #888888;"><em><br />
</em></span></strong></p>
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		<title>Un napoletano come me di Alessandro Siani: tutto da ridere!</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 06:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro siani]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[<em><a rel="attachment wp-att-6922" href="http://librisulibri.it/2010/11/30/un-napoletano-come-me-di-alessandro-siani-tutto-da-ridere/unnapoletanocomeme/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6922" title="unNapoletanocomeme" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/11/unNapoletanocomeme-63x100.jpg" alt="" width="63" height="100" /></a><strong>Un napoletano come me di Alessandro Siani </strong>è un libro per conoscere i luoghi comuni su Napoli più o meno veri, raccontati da un napoletano doc. Senza esclusione di grasse risate.<!--more--></em>

<strong>Alessandro Siani ha scritto <em>Un napoletano come me…e che t’ ‘o dico a fa'! </em>(Rizzoli) </strong>in libreria dal 24 novembre. Finalmente un ottimo motivo per parlare di Napoli senza dover nominare “la monnezza”, o spazzatura.

<strong>Intanto mi complimento con la casa editrice</strong> per la strategia di marketing nel far uscire il libro proprio quando tutti, ma proprio (quasi) tutti parlano di <strong>Benvenuti al sud</strong>, campione d’incassi al botteghino di cui Alessandro è protagonista insieme a Claudio Bisio, .

<strong>Il primo pensiero che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><a rel="attachment wp-att-6922" href="http://librisulibri.it/2010/11/30/un-napoletano-come-me-di-alessandro-siani-tutto-da-ridere/unnapoletanocomeme/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6922" title="unNapoletanocomeme" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/11/unNapoletanocomeme-63x100.jpg" alt="" width="63" height="100" /></a><strong>Un napoletano come me di Alessandro Siani </strong>è un libro per conoscere i luoghi comuni su Napoli più o meno veri, raccontati da un napoletano doc. Senza esclusione di grasse risate.<span id="more-6921"></span></em></p>
<p><strong>Alessandro Siani ha scritto <em>Un napoletano come me…e che t’ ‘o dico a fa&#8217;! </em>(Rizzoli) </strong>in libreria dal 24 novembre. Finalmente un ottimo motivo per parlare di Napoli senza dover nominare “la monnezza”, o spazzatura.</p>
<p><strong>Intanto mi complimento con la casa editrice</strong> per la strategia di marketing nel far uscire il libro proprio quando tutti, ma proprio (quasi) tutti parlano di <strong>Benvenuti al sud</strong>, campione d’incassi al botteghino di cui Alessandro è protagonista insieme a Claudio Bisio, .</p>
<p><strong>Il primo pensiero che poco fuggevolmente </strong>mi attraversa la mente è che ormai chiunque venga nominato più di due volte in tivvù (e se lo dice la tivvù&#8230;) scrive un libro. E allora perché non il simpatico Siani, che scrittore non è ma simpatico proprio si?</p>
<p><strong>Sulla falsariga del film, <em><a title="Rizzoli.rcslibri" href="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4178_un_napoletano_come_me_siani.html" target="_blank">Un napoletano come me</a></em><a title="Rizzoli.rcslibri" href="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4178_un_napoletano_come_me_siani.html" target="_blank"> </a></strong>è una sorta di monologo in cui l’autore racconta i luoghi comuni che fanno dei napoletani dei personaggi di cui, e con cui, ridere. A partire dai soliti cinque sul motorino che si scusano perché gli altri due non sono potuti venire,  alla spiegazione della <em>cazzimma </em>napoletana, che fino ad oggi non ha trovato un corrispettivo linguistico in italiano. Forse, leggendo il libro di Siani, il mistero potrebbe essere svelato.</p>
<p><strong>Sta di fatto che tra aneddoti, storie verosimili e battute </strong>che prendono spunto dalla vita vera a Napoli, leggere <em>Un napoletano come me</em> non può non strapparvi più di un sorriso, e se siete spiritosi direi anche una fragorosa risata. Anche se siete del nord.</p>
<p><strong>Un libro da leggere ovunque</strong>, consigliato soprattutto al mattino (magari in metropolitana) per cominciare bene la giornata.</p>
<p><strong><span style="color: #888888;">Approfondimenti: <span style="color: #333300;">di libri su Napoli e/o di scrittori Napoletani se ne parla su Facebook, nel gruppo aperto <a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_134024986654089" target="_blank"><em>Leggi Napoli e poi muori</em></a>.</span></span></strong></p>
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		<title>Non c&#8217;è silenzio che non abbia fine, di Ingrid Betancourt</title>
		<link>http://librisulibri.it/2010/10/20/non-ce-silenzio-che-non-abbia-fine-di-ingrid-betancourt/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 13:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[ingrid betancourt]]></category>
		<category><![CDATA[non c'è silenzio che non abbia fine]]></category>
		<category><![CDATA[Rizzoli]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><a rel="attachment wp-att-6345" href="http://librisulibri.it/2010/10/20/non-ce-silenzio-che-non-abbia-fine-di-ingrid-betancourt/libri-rizzoli-non-ce-silenzio-che-non-abbia-fine/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6345" title="Libri Rizzoli, non c'è silenzio che non abbia fine" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/10/Libri-Rizzoli-non-cè-silenzio-che-non-abbia-fine-63x100.jpg" alt="" width="63" height="100" /></a>Nel 2002,<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%8Dngrid_Betancourt" target="_blank"><strong> Ingrid Betancourt</strong></a>, candidata alla presidenza colombiana, viene sequestrata dai guerriglieri delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forze_Armate_Rivoluzionarie_della_Colombia" target="_blank">Farc </a>(Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) insieme alla sua assistente e ad altre persone del suo staff. La liberazione arriva nel luglio del 2008, dopo 6 lunghi anni di prigionia nella giungla in condizioni disumane.  Il suo libro <strong><a title="Non c'è silenzio che non abbia fine, su Unilibro" href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-betancourt_ingrid/isbn-9788817044523/non_c_e_silenzio_che_non_abbia_fine_.htm?idaff=KLEJNY461104" target="_blank">Non c’è silenzio che non abbia fine</a>, </strong>edito da<strong> Rizzoli, </strong>racconta la storia di quell’orrore.</em>

<em><!--more--></em><strong>Prigioniera scomoda e  “antipatica”</strong>, a suo tempo screditata dalla stampa colombiana e liquidata come amante del comandante delle Farc, Ingrid...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><a rel="attachment wp-att-6345" href="http://librisulibri.it/2010/10/20/non-ce-silenzio-che-non-abbia-fine-di-ingrid-betancourt/libri-rizzoli-non-ce-silenzio-che-non-abbia-fine/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6345" title="Libri Rizzoli, non c'è silenzio che non abbia fine" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/10/Libri-Rizzoli-non-cè-silenzio-che-non-abbia-fine-63x100.jpg" alt="" width="63" height="100" /></a>Nel 2002,<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%8Dngrid_Betancourt" target="_blank"><strong> Ingrid Betancourt</strong></a>, candidata alla presidenza colombiana, viene sequestrata dai guerriglieri delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forze_Armate_Rivoluzionarie_della_Colombia" target="_blank">Farc </a>(Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) insieme alla sua assistente e ad altre persone del suo staff. La liberazione arriva nel luglio del 2008, dopo 6 lunghi anni di prigionia nella giungla in condizioni disumane.  Il suo libro <strong><a title="Non c'è silenzio che non abbia fine, su Unilibro" href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-betancourt_ingrid/isbn-9788817044523/non_c_e_silenzio_che_non_abbia_fine_.htm?idaff=KLEJNY461104" target="_blank">Non c’è silenzio che non abbia fine</a>, </strong>edito da<strong> Rizzoli, </strong>racconta la storia di quell’orrore.</em></p>
<p><em><span id="more-6277"></span></em><strong>Prigioniera scomoda e  “antipatica”</strong>, a suo tempo screditata dalla stampa colombiana e liquidata come amante del comandante delle Farc, Ingrid Betancourt , oltre alla crudeltà dei suoi carcerieri, ha dovuto anche affrontare i giudizi di una parte della Colombia.</p>
<p><strong>Oggi, coerente con una politica velatamente denigratoria,</strong> la Colombia ha accolto con ostilità Il libro <strong><em>Non c’è silenzio che non abbia fine</em></strong> (il titolo riprende un verso della poesia “Para todos”di Pablo Neruda) in cui la Betancourt descrive le umiliazioni subite, i tentativi di fuga e la certezza di non farcela. Ma racconta anche, e soprattutto, il ritorno della speranza e la scoperta di una forza insospettabile:</p>
<blockquote><p>&#8220;[...]sentí que me fortalecía a cada paso, pues era más consciente de mi extremada fragilidad. Sometida a todas las humillaciones, llevada de cabestro como un animal, atravesando todo el campamento en medio de los gritos de victoria del resto de la tropa, incitando los más bajos instintos de abuso y dominación, acababa de ser testigo y víctima de lo peor. Eran cobardes en su violencia, medrosos en una crueldad que se ejercía bajo el manto de la impunidad y sin testigos”.</p>
<p>&#8220;[...] mi sentivo ad ogni passo più forte perché più consapevole della mia fragilità. Sottoposta a tutte le umiliazioni, legata ad un cappio come un animale, trascinata per l’accampamento tra le urla di vittoria del resto della truppa, incitando gli istinti più bassi di abuso e dominazione, sentivo di essere testimone e vittima del peggio. Nella loro violenza erano codardi, intimoriti nella loro crudeltà che esercitavano protetti dal manto dell’impunità e dell’assenza di testimoni.&#8221;</p></blockquote>
<p><strong>Sere fa, ospite della trasmissione“Parla con me”,</strong> ad una Serena Dandini visibilmente emozionata, Ingrid Betancourt  ha raccontato di come, nonostante i soprusi e le violenze subite, è riuscita a non morire; di come si è disperatamente aggrappata alla sua dignità e alla libertà di scegliere “chi voleva essere” , all’amore per la madre e per i figli, che non l’hanno mai abbandonata, ai momenti belli della sua infanzia, al ricordo del padre adorato, deceduto a un mese esatto dal suo sequestro. “<em>L’ultima dimostrazione di amore di mio padre</em>” ha detto.</p>
<p><strong>Un volto di angelo su un corpo sottile come un giunco</strong>, Ingrid Betancourt ha avuto la forza di rompere il silenzio e di ripercorrere sulla carta un orrore che le ha rubato 6 anni di vita. Il suo è un messaggio di speranza che, forse, dovremmo cogliere aldilà delle polemiche e delle critiche.</p>
<p><strong>Pubblicato in 14 paesi</strong> e tradotto in 6 lingue<strong><em>, Non c’è silenzio che non abbia fine </em></strong>è in libreria da settembre.</p>
<h3><em><span style="color: #888888;">Ne parlano anche:</span></em></h3>
<p><a href="http://www.net1news.org/betancourt-sei-anni-di-prigionia-in-un-libro.html" target="_blank">Net1News</a></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/15/betancourtla-conquista-della-morte/71727/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a></p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/esteri/betancourt_lex_ostaggio_antipatico_tutti_e_perche_sono_donna_forte/15-10-2010/articolo-id=480177-page=0-comments=1" target="_blank">Il Giornale</a></p>
<p><a href="http://www.elpais.com/articulo/internacional/Colombia/clama/indignada/Ingrid/Betancourt/elpepuint/20100712elpepuint_1/Tes" target="_blank">El Paìs</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Libri per Ragazze: i Consigli di Settembre</title>
		<link>http://librisulibri.it/2010/09/16/libri-per-ragazze-i-consigli-di-settembre/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 12:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri per ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[libri per ragazze]]></category>
		<category><![CDATA[Rizzoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><strong><a rel="attachment wp-att-5708" href="http://librisulibri.it/2010/09/16/libri-per-ragazze-i-consigli-di-settembre/la-stagione-delle-bombe/"><img class="alignleft size-medium wp-image-5708" title="la stagione delle bombe" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/09/la-stagione-delle-bombe-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Storie per ragazze</strong></em> edito da <strong>Einaudi</strong>; <em><strong>La stagione delle bombe</strong></em> di Judith Kerr, edito da <strong>Rizzol</strong>i. <strong>Due libri per ragazze in uscita nel mese di settembre </strong>selezionati per aiutarvi nella scelta dei libri da leggere (o da far leggere) questo mese.<!--more-->

<strong><em>Storie per ragazze</em></strong> è una raccolta di racconti e di brani di <strong>romanzi classici.</strong> I brani estrapolati hanno un inizio e una fine e possono essere letti senza il contesto generale. Lo scopo di questo libro è di incuriosire le ragazze e invogliarle a leggere i grandi romanzi di Lewis Carroll, di <strong>Charlotte Bronte</strong>, di<strong> Louisa May Alcott.</strong> Ma se anche non ruscisse nell'intento, sicuramente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-5708" href="http://librisulibri.it/2010/09/16/libri-per-ragazze-i-consigli-di-settembre/la-stagione-delle-bombe/"><img class="alignleft size-medium wp-image-5708" title="la stagione delle bombe" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/09/la-stagione-delle-bombe-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Storie per ragazze</strong></em> edito da <strong>Einaudi</strong>; <em><strong>La stagione delle bombe</strong></em> di Judith Kerr, edito da <strong>Rizzol</strong>i. <strong>Due libri per ragazze in uscita nel mese di settembre </strong>selezionati per aiutarvi nella scelta dei libri da leggere (o da far leggere) questo mese.<span id="more-5707"></span></p>
<p><strong><em>Storie per ragazze</em></strong> è una raccolta di racconti e di brani di <strong>romanzi classici.</strong> I brani estrapolati hanno un inizio e una fine e possono essere letti senza il contesto generale. Lo scopo di questo libro è di incuriosire le ragazze e invogliarle a leggere i grandi romanzi di Lewis Carroll, di <strong>Charlotte Bronte</strong>, di<strong> Louisa May Alcott.</strong> Ma se anche non ruscisse nell&#8217;intento, sicuramente lascerà un piccolo segno che, prima o poi, tornerà a farsi vivo (provare per credere).</p>
<p><em><strong>La stagione delle bombe</strong></em><strong> </strong>è un romanzo tratto da una <strong>storia vera</strong>. La scrittrice, Judith Kerr, ebrea,  a 11 anni è stata costretta a <strong>lasciare Berlino per fuggire a Londra</strong>. L&#8217;insieme dei suoi ricordi è diventato dapprima <em>Quando Hitler rubò il coniglio rosa </em>e poi il seguito<em> La stagione delle bombe, </em>in cui Anna, la protagonista, si trasferisce a Londra con la famiglia. Qui la vita non è per nulla semplice, ma Anna trova consolazione nel disegno e nel <strong>primo amore</strong>.</p>
<p>Se il primo è una raccolta di <strong>grandi classici</strong>, impossibile da non tenere nella libreria di famiglia, il secondo è una storia vera, adatto a descrivere un periodo (la seconda guerra mondiale) che per molti ragazzi è solo un noioso capitolo di storia. La <strong>narrativa,</strong> in questi casi, non può essere che d&#8217;aiuto.</p>
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		<item>
		<title>Taricone-La vita che desideri, di Tommaso Labranca</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 06:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Rizzoli]]></category>
		<category><![CDATA[taricone la vita che desideri]]></category>
		<category><![CDATA[tommaso labranca]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><a rel="attachment wp-att-5656" href="http://librisulibri.it/2010/09/13/taricone-la-vita-che-desideri-di-tommaso-labranca/taricone_lavitache-desideri/"><img class="alignleft size-medium wp-image-5656" title="taricone_lavitache desideri" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/09/taricone_lavitache-desideri-67x100.jpg" alt="" width="67" height="100" /></a><strong>Taricone – La vita che desideri, di Tommaso Labranca (Rizzoli). </strong></em><em>Per capire chi non era il guerriero del Grande Fratello.<!--more-->
</em>

<strong><em><a href="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4584_taricone_la_vita_che_desideri_labranca.html" target="_blank">Taricone – La vita che desideri</a></em> di Tommaso Labranca</strong>, potrebbe essere l’ennesimo libro che sfrutta la morte, prematura e inaspettata, di un personaggio pubblico. Potrebbe. Ma anche no. Potrebbe anche essere un omaggio a quel ragazzone palestrato e considerato eccentrico perché voleva fare una vita normale, senza dover rinunciare al sogno della recitazione.

<strong>Potrebbero essere 213 pagine di aneddoti</strong> e storie e citazioni di Pietro Taricone "o guerriero” che non lasciano nulla, se non l‘amara sensazione che da postumi so’ bravi tutti. Però resta il dubbio che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><a rel="attachment wp-att-5656" href="http://librisulibri.it/2010/09/13/taricone-la-vita-che-desideri-di-tommaso-labranca/taricone_lavitache-desideri/"><img class="alignleft size-medium wp-image-5656" title="taricone_lavitache desideri" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/09/taricone_lavitache-desideri-67x100.jpg" alt="" width="67" height="100" /></a><strong>Taricone – La vita che desideri, di Tommaso Labranca (Rizzoli). </strong></em><em>Per capire chi non era il guerriero del Grande Fratello.<span id="more-5657"></span><br />
</em></p>
<p><strong><em><a href="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4584_taricone_la_vita_che_desideri_labranca.html" target="_blank">Taricone – La vita che desideri</a></em> di Tommaso Labranca</strong>, potrebbe essere l’ennesimo libro che sfrutta la morte, prematura e inaspettata, di un personaggio pubblico. Potrebbe. Ma anche no. Potrebbe anche essere un omaggio a quel ragazzone palestrato e considerato eccentrico perché voleva fare una vita normale, senza dover rinunciare al sogno della recitazione.</p>
<p><strong>Potrebbero essere 213 pagine di aneddoti</strong> e storie e citazioni di Pietro Taricone &#8220;o guerriero” che non lasciano nulla, se non l‘amara sensazione che da postumi so’ bravi tutti. Però resta il dubbio che ci sia qualcosa di più, e lo dice una che non solo non ha ancora letto il libro, ma che non ha mai approfondito la conoscenza di Taricone anzi, mi stava pure un po’ antipatico.</p>
<p>P<strong>oi il volo traditore, anzi l’atterraggio, e le luci </strong>e i riflettori improvvisamente si accendono, la musica si fa insistente e Pietro diventa l’eroe del momento. Perché? mi sono chiesta. Che cosa ha fatto se non morire in modo brutale lasciando moglie e figlia piccola?</p>
<p><strong>Verità? Ho dovuto cambiare la domanda, e un po’ è cambiato</strong> anche il mio punto di vista al riguardo. La domanda non è cosa ha fatto ma cosa non ha fatto, Taricone, perché tutti ne continuino a parlare bene, a parlarne come se fosse un amico, un compagnone.</p>
<p><strong>Non si è venduto, mai. Neanche una volta. </strong>Non è diventato figlio del Grande Fratello. Lo ha utilizzato come trampolino per tuffarsi in modo discreto in un mondo che, in fondo, non gli apparteneva. Ha rifiutato ospitate e comparsate probabilmente lesive per l’immagine di una persona seria.</p>
<p><strong>Non ha accettato compromessi, si è fatto nemici </strong>nel mondo dello spettacolo e non ha venduto l’anima al diavolo. Ecco cosa non ha fatto, il guerriero. Peccato non abbia avuto il tempo di costruire una carriera solida, lui che non aveva scelto la via più facile.</p>
<p><strong>Non credevo che l’avrei detto</strong>, ma questo libro lo leggerò. Se qualcuno di voi lo ha già letto fatemi sapere com’è.</p>
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