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	<title>Libri su libri &#187; narrativa</title>
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	<description>Il vizio di leggere</description>
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		<title>Tomba di famiglia di Katarina Mazetti. Ne vale la pena.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 06:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<strong><em><a href="http://librisulibri.it/2012/01/16/tomba-di-famiglia-di-katarina-mazetti-ne-vale-la-pena/tomba-di-famiglia_laura_deep-purple-copia-4/" rel="attachment wp-att-10057"><img class="alignleft size-medium wp-image-10057" title="tomba di famiglia_laura_deep purple copia 4" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2012/01/tombadifamiglia-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a></em></strong><strong><em>Ilaria Puglia ha recensito per Librisulibri.it Tomba di famiglia, l'ultimo libro di Katarina Mazetti, edito da Elliot e già in libreria</em></strong>

<strong><em><!--more--></em></strong><strong>Tomba di famiglia. E ci si potrebbe già fermare qui.</strong> Perché il senso del libro è questo, anche se una tragicità come quella che emerge da queste tre parole che lo definiscono non è la stessa che si legge tra le righe delle 230 pagine complessive.

<strong>La lettura è piacevole per tutto il testo</strong>, attraverso piccoli capitoli scritti in prima persona dai tre protagonisti: Benny, agricoltore sempre sull’orlo di una crisi finanziaria; Desirée, donna indipendente e dinamica che commette l’errore di innamorarsi ed il cui orologio biologico continua a fare tic- tac;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><strong><em><a href="http://librisulibri.it/2012/01/16/tomba-di-famiglia-di-katarina-mazetti-ne-vale-la-pena/tomba-di-famiglia_laura_deep-purple-copia-4/" rel="attachment wp-att-10057"><img class="alignleft size-medium wp-image-10057" title="tomba di famiglia_laura_deep purple copia 4" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2012/01/tombadifamiglia-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a></em></strong><strong><em>Ilaria Puglia ha recensito per Librisulibri.it Tomba di famiglia, l&#8217;ultimo libro di Katarina Mazetti, edito da Elliot e già in libreria</em></strong></p>
<p><strong><em><span id="more-10056"></span></em></strong><strong>Tomba di famiglia. E ci si potrebbe già fermare qui.</strong> Perché il senso del libro è questo, anche se una tragicità come quella che emerge da queste tre parole che lo definiscono non è la stessa che si legge tra le righe delle 230 pagine complessive.</p>
<p><strong>La lettura è piacevole per tutto il testo</strong>, attraverso piccoli capitoli scritti in prima persona dai tre protagonisti: Benny, agricoltore sempre sull’orlo di una crisi finanziaria; Desirée, donna indipendente e dinamica che commette l’errore di innamorarsi ed il cui orologio biologico continua a fare tic- tac; Anita, la compagna perfetta, che ti accoglie di ritorno dal lavoro con il tuo piatto preferito ed il cucito tra le mani.</p>
<p><strong>Benny vive per la sua fattoria,</strong> a tratti sembra che ami le vacche più degli esseri umani: rinuncia a Desirée per Anita perché non ha tempo per cucinare, la sera, e perché cerca chi lo rassicuri, nella migliore tradizione domestica maschile. E però gli manca qualcosa. Così, con la scusa di aiutare Desirée a realizzare il suo capriccio di diventare mamma grazie al suo seme, torna indietro e sceglie la donna indipendente.</p>
<p><strong>Ci fa tre figli, divide con lei le pene della vita quotidiana</strong>, quella in cui l’obiettivo primario è sfamare i tuoi figli, guarda la sua donna mentre diventa sempre più insoddisfatta e supera insieme a lei mille difficoltà e tutte le fasi dell’amore e di un rapporto di coppia in una casa con tre bambini piccoli.</p>
<p><strong>Alla fine ti sembra quasi che possano farcela</strong>, come tanti altri prima e dopo di loro. Per i figli, certo, ma anche e soprattutto per amore. Solo che ti ritrovi a chiederti perché debbano sempre essere le donne a fare il lavoro duro, sporco, a sacrificarsi più di tutti.</p>
<p><strong>E neppure capisci se davvero ce la faranno</strong>, quando chiudi il libro. Ma c’è un pezzo che secondo me è da incorniciare: è a pagina 160, alla fine<br />
della pagina. Leggetelo, <em><strong><a title="www.elliotedizioni.com" href="http://www.elliotedizioni.com/catalog/title/title_card.php?title_id=198" target="_blank">Tomba di famiglia</a></strong></em>. Ne vale la pena.</p>
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		<title>Mia suocera beve, di Diego Da Silva</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 09:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<em><a href="http://librisulibri.it/2011/11/05/mia-suocera-beve-di-diego-da-silva/mia-suocera-beve/" rel="attachment wp-att-9911"><img class="alignleft size-medium wp-image-9911" title="mia suocera beve" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/11/mia-suocera-beve-73x100.jpg" alt="" width="73" height="100" /></a>Gustoso, ironico, originale e spumeggiante. Signori e Signore: <strong>Mia suocera beve, di Diego Da Silva</strong>, edizioni Einaudi, annata 2010.</em>

<!--more-->Quando ho letto<strong> <em>Non avevo capito niente</em> di Diego Da Silva</strong>, grazie ad un’amica che me l’aveva regalato (nonostante avesse vinto il Premio Napoli e fosse arrivato finalista allo Strega, non lo conoscevo), l’ho giudicato semplicemente <strong>strepitoso</strong>.E l’ho regalato a mia volta a tanti amici.

<strong>Mi ero trovato di fronte a un personaggio particolarissimo</strong>, l’avvocato Vincenzo Malinconico, uno sfigato di successo che sembrava ripreso dalla saga dei perdenti metropolitani della letteratura o del cinema americani: un quarantenne con due figli, separato ma sempre in comunicazione non solo formale con...]]></description>
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		//--></script></span><p><em><a href="http://librisulibri.it/2011/11/05/mia-suocera-beve-di-diego-da-silva/mia-suocera-beve/" rel="attachment wp-att-9911"><img class="alignleft size-medium wp-image-9911" title="mia suocera beve" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/11/mia-suocera-beve-73x100.jpg" alt="" width="73" height="100" /></a>Gustoso, ironico, originale e spumeggiante. Signori e Signore: <strong>Mia suocera beve, di Diego Da Silva</strong>, edizioni Einaudi, annata 2010.</em></p>
<p><span id="more-9871"></span>Quando ho letto<strong> <em>Non avevo capito niente</em> di Diego Da Silva</strong>, grazie ad un’amica che me l’aveva regalato (nonostante avesse vinto il Premio Napoli e fosse arrivato finalista allo Strega, non lo conoscevo), l’ho giudicato semplicemente <strong>strepitoso</strong>.E l’ho regalato a mia volta a tanti amici.</p>
<p><strong>Mi ero trovato di fronte a un personaggio particolarissimo</strong>, l’avvocato Vincenzo Malinconico, uno sfigato di successo che sembrava ripreso dalla saga dei perdenti metropolitani della letteratura o del cinema americani: un quarantenne con due figli, separato ma sempre in comunicazione non solo formale con la ex moglie, lo studio legale interamente arredato con mobili Ikea, abitudini alimentari fondate sul sugo pronto al pesto.</p>
<p><strong>Un tipo decisamente imbranato,</strong> nella professione come nella vita, ma anche per questo esercitante un certo fascino sulle donne, nonostante le sue incoercibili nevrosi.</p>
<p>E quella di Da Silva mi era apparsa <strong>una scrittura tanto spumeggiante</strong> da ricordare il miglior Pennac, con un ritmo frenetico ma preciso da musicista che scrive, uno humour straordinario, mai volgare, a volte veramente irresistibile. E una capacità di sorprendere il lettore con intrecci di avvenimenti da grandissimo narratore sullo sfondo dei ragionamenti e delle divagazioni di Vincenzo, sempre con un tocco di straordinaria leggerezza.</p>
<p><strong>In questa seconda prova <em>Mia suocera beve</em> Malinconico</strong> è alle prese con la madre della ex moglie che si ammala gravemente e stranamente vuole incontrare solo lui; viene coinvolto in uno stravagante ma drammatico processo che una vittima della camorra prova ad organizzare in un supermercato contro l’assassino di suo figlio; si trova in crisi sentimentale con la più desiderata avvocata del foro di Napoli, che curiosamente si era invaghita proprio di lui nel finale del romanzo precedente.</p>
<p><strong>E sullo sfondo c’è ancora una volta Napoli.</strong> Ma la Napoli di Da Silva non è quella che conosciamo attraverso le inchieste o la letteratura. Gli unici luoghi riconoscibili nel primo romanzo erano l’aeroporto di Capodichino, piazza Carità, il Tribunale e lo scalone dell’università Federico II.</p>
<p>In questo secondo romanzo invece non troviamo neppure quelli, <strong>la vicenda si svolge certamente in città ma non appare mai il mare,</strong> tantomeno il Vesuvio o Mergellina, Posillipo, ma neanche la Sanità, Scampia o Secondigliano. E le stesse problematiche della città sono assunte nella trama narrativa solo come aspetto particolare di una nevrosi contemporanea più generale.</p>
<p><strong>Anche la camorra,</strong> raccontata mostrando soprattutto il suo lato grottesco e ottuso in <em>Non avevo capito niente,</em> dove si avanzava pure la paradossale proposta della “camorra sostenibile”, cioè tale da diventare tollerabile, pur nella sua persistenza secondo gli standard universali del disagio psicologico da criminalità; in quest’altra prova fa da sfondo alla drammatica condizione personale di uno dei protagonisti del romanzo, come detto, con un’analisi di rara lucidità del suo aspetto di regressione civile e antropologica:</p>
<blockquote><p>“<em>i camorristi sono professionisti dell’ambiguità, maestri della comunicazione, pubblicitari perfetti. Il messaggio che mandano fa molto più che intimidire il destinatario: gli toglie lo stato di diritto. Propone una concezione involuta della società, dove le leggi non contano perché è il più forte a decidere. È questo sottotesto autoritario che ci offende nell’intimo, che porta indietro le lancette con una fermezza che ci fa dubitare del secolo in corso; è la possibilità di tornare così indietro che ci destabilizza. Il camorrese è un latino reazionario, che rimanda a un mondo da cui credevamo d’essere usciti per sempre</em>”.</p></blockquote>
<p><strong>In <em>Mia suocera beve</em> poi l’autore offre un ricchissimo campionario del suo virtuosismo di scrittore</strong>, con la parodia degli stili dei più celebri corsivisti, da Maria Laura Rodotà a Michele Serra; credo pure che dietro la figura di una fantomatica inviata di una tv locale si nasconda la gustosa caricatura di una celebre giornalista della stampa e della tv nazionale; mentre non manca, come in <em>Non avevo capito niente</em>, un capitolo di digressione interamente dedicato alla sociologia della musica pop italiana, con un’analisi tutt’altro che insignificante. Vi è pure un omaggio non convenzionale a Roberto Saviano.</p>
<p><strong>Finito di leggere con grande gusto anche questo secondo romanzo</strong>, mi sono domandato: la storia di Vincenzo Malinconico, avvocato del foro di Napoli e filosofo metropolitano, finisce qui oppure Da Silva ha in mente nuovi episodi con le strampalate traversie, le irresistibili riflessioni e le varie cause perse del suo personaggio?</p>
<p>Sì, forse siamo solo alla seconda puntata. <strong>Anche <em>Mia suocera beve</em> appare infatti strutturato con un finale aperto</strong>, che lascia spazio alle ulteriori vicende del suo protagonista. Per cui: ce n&#8217;est qu&#8217;un au revoir. Anche se poi lo stesso Vincenzo non è che sia tanto entusiasta di tutta questa attenzione nei suoi confronti…</p>
<blockquote><p>“<em><strong>Questo sono, va bene?</strong> Sono fatto così, e non posso farci niente. Nessuno può farci niente con se stesso, e questo è quanto. Io non mi piaccio, ma non voglio cambiare, okay? Lasciatemi in pace</em>”.</p></blockquote>
<p><strong>AP</strong>: gettonatissimo anche dai lettori di <a href="http://www.qlibri.it/narrativa-italiana/romanzi/mia-suocera-beve/">QLibri</a></p>
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		<title>Le prime luci del mattino, di Fabio Volo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 06:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Quartararo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
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		<category><![CDATA[fabio Volo]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://librisulibri.it/2011/11/04/le-prime-luci-del-mattino-di-fabio-volo/leprimelucidelmattino/" rel="attachment wp-att-9901"><img class="alignleft size-medium wp-image-9901" title="leprimelucidelmattino" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/11/leprimelucidelmattino-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a><em>Il ragazzone di Carcinate è tornato. <strong>Fabio Volo</strong>, al secolo Fabio Bonetti, è di nuovo nelle librerie con <strong>Le prime luci del mattino</strong>, semper fidelis a <strong>Mondadori</strong>. A poco più di una settimana dall'uscita il libro, con una tiratura iniziale di 600mila copie, è già in testa alle classifiche (anche digitali!) dei libri più venduti. </em><!--more-->

<strong>Questa volta la storia non è</strong> quella a cui la scrittura di Volo ci aveva abituati - avventure di single con grandi sogni  - ma narra le insicurezze di una donna sposata che, insoddisfatta della propria vita e del suo matrimonio, si rende conto che un'altra vita può esistere, una vita dove  la passione e...]]></description>
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<p><strong>Questa volta la storia non è</strong> quella a cui la scrittura di Volo ci aveva abituati &#8211; avventure di single con grandi sogni  - ma narra le insicurezze di una donna sposata che, insoddisfatta della propria vita e del suo matrimonio, si rende conto che un&#8217;altra vita può esistere, una vita dove  la passione e il desiderio sono ancora possibili.</p>
<p><strong>A farle trovare il coraggio</strong> di buttarsi e mettere in discussione tutte le sicurezze a cui si era abituata è l&#8217;incontro con un affascinante collega, che la porterà a riscoprire la felicità che merita e che pensava perduta.</p>
<p><strong>La scrittura di Volo – con </strong><em><a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?autoreUUID=0d02f9e9-9eaa-11dc-9517-454a8637094f&amp;isbn=978880461389" target="_blank">Le prime luci del mattino</a></em><strong> ormai al suo sesto romanzo</strong> &#8211;  è molto più matura, anche se rimane sempre leggera. Per capire davvero chi è il fenomeno Volo basta leggere le sue parole su Facebook:  alla domanda su come mai non abbia mai lasciato la Mondadori, spiega con una sorprendente genuinità: &#8220;Perché sono sempre stati bravi e gentili con me. Hanno creduto in me e per riconoscenza rimango li&#8221;.</p>
<p><strong>Daleggere tuttodunfiato.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cosa sognano le donne, di Barbara Codogno</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 10:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Craus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<description><![CDATA[<em><strong><a rel="attachment wp-att-9753" href="http://librisulibri.it/2011/08/24/cosa-sognano-le-donne-di-barbara-codogno/codogno/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9753" title="codogno" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/08/codogno-66x100.jpg" alt="" width="66" height="100" /></a>Ho letto Cosa sognano le donne</strong> di <strong>Barbara Codogno</strong><strong> </strong>(edizioni Cleup)<strong> tutto d’un fiato</strong>, se così si può dire di una che ha fiato (e tempi) molto lenti. A dire il vero ero un po’ prevenuta. Il titolo mi induceva a pensare che mi sarei trovata invischiata in una raccolta di quei racconti rosa melensi e sdolcinati che avrebbero messo a dura prova la mia pazienza e il mio palato. E invece...</em>

<!--more-->

E invece Barbara Codogno mi ha piacevolmente sorpreso con <strong>undici racconti nei temi e nello stile ben legati tra loro</strong> che assolutamente nulla cedono al sogno e alle illusioni. Magari, a tratti, sfuggono da una realtà pensabile,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-9753" href="http://librisulibri.it/2011/08/24/cosa-sognano-le-donne-di-barbara-codogno/codogno/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9753" title="codogno" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/08/codogno-66x100.jpg" alt="" width="66" height="100" /></a>Ho letto Cosa sognano le donne</strong> di <strong>Barbara Codogno</strong><strong> </strong>(edizioni Cleup)<strong> tutto d’un fiato</strong>, se così si può dire di una che ha fiato (e tempi) molto lenti. A dire il vero ero un po’ prevenuta. Il titolo mi induceva a pensare che mi sarei trovata invischiata in una raccolta di quei racconti rosa melensi e sdolcinati che avrebbero messo a dura prova la mia pazienza e il mio palato. E invece&#8230;</em></p>
<p><span id="more-9750"></span></p>
<p>E invece Barbara Codogno mi ha piacevolmente sorpreso con <strong>undici racconti nei temi e nello stile ben legati tra loro</strong> che assolutamente nulla cedono al sogno e alle illusioni. Magari, a tratti, sfuggono da una realtà pensabile, accettabile.</p>
<p>Anche <strong>la struttura è interessante. </strong>Realizzata in forma di partitura musicale, è divisa in  “movimenti” che descrivono i diversi momenti della stesura del libro. Un <em>Sipario</em> iniziale, dove autrice ed editore si confrontano su come completare l’opera; due <em>Intermezzi</em> o racconti che introducono il carattere del movimento successivo e una <em>Ouverture</em> finale  sulla casa dell’autrice.E forse  l&#8217;ouverture è sull&#8217;intimo e sulla realtà  dell&#8217;autrice. Quasi a mettere pace tra lei e le parole urlate.  Nell&#8217;intimità della sua casa. A letto con il suo bambino, a telefono con  un&#8217;amica.</p>
<p><strong>L’insieme è fresco e cinico, di rara, intelligente ironia</strong>. La prosa viva, giovane, tagliente. A tratti anche troppo. Ci sarà chi storcerà il naso davanti ad alcune crudezze che sono invece necessarie ad aprire lo sguardo su alcuni silenzi, quelli che tante volte le donne tengono nascosti nell’anima. Traspaiono in questi racconti una sincerità ed un realismo dirompenti, dissacranti,  anche in ciò che ci piacerebbe classificare come assurdo.</p>
<p><strong>Barbara Codogno è, a tutti gli effetti, una donna di oggi, vera e senza peli sulla lingua.</strong> Il suo è uno stile coinvolgente al punto che al lettore sembra quasi di “ infilarsi” in un racconto di confidenze tra amiche. Tra amiche vere e sincere che più che sogni si raccontano desideri, fantasie, rabbie, rimpianti.</p>
<p><strong>E non sarebbe male se ad infilarci il naso ci fossero anche i “maschietti</strong>”: potrebbero scoprire che le donne non sognano affatto principi azzurri e cavalli bianchi; che hanno sogni e desideri molto simili ai loro; che questi universi non sono poi così lontani e che esistono strade perché rette parallele si incontrino.</p>
<h2><strong><span style="color: #888888;">Note d&#8217;autrice:</span></strong></h2>
<p>Barbara Codogno è nata a Padova dove risiede. È laureata in filosofia estetica. Giornalista, collabora con la pagina della cultura nazionale del gruppo Finegil l&#8217;Espresso (<em>il mattino di Padova</em>, <em>Tribuna di Treviso</em>, <em>Nuova Venezia</em> <em>e Mestre</em>), per <em>il Piccolo</em> di Trieste, per <em>Rovigo Oggi</em> dove tiene la seguita rubrica “Sex and the country”, e altre testate nazionali. Tra le sue altre pubblicazioni alcuni racconti con Ediarco nell&#8217;antologia <em>Italia Ama</em> e con Perrone Editore nelle antologie <em>La Nascita</em> e <em>In cucina</em>.</p>
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		<title>La signora dei funerali di Madeleine Wickam. La recensione</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 06:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Caruso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<em><strong><a rel="attachment wp-att-9037" href="http://librisulibri.it/2011/05/17/la-signora-dei-funerali-di-madeleine-wickam-la-recensione/wickam/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9037" title="wickam" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/wickam-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a>La signora dei funerali di Madeleine Wickam</strong>, prodotto nelle altolocate cantine Mondadori: un vino insospettatamente gustoso...</em>

<!--more--> In uno dei suoi tanti aforismi, Carl William Brown, pseudonimo anglosassone di un italianissimo scrittore e star della rete, sostiene che è un’ottima cosa che il denaro qualche volta cambi di mano. <strong>Fleur Daxeny</strong>, affascinante quarantenne inglese protagonista del romanzo di Madeleine Wickam (meglio nota da noi col nome di Sophie Kinsella) <strong><em>La signora dei funerali</em>,</strong> questa massima deve averla mandata bene a memoria, perché <strong>di mestiere fa proprio questo, far passare di mano il denaro</strong>: da quella degli altri alla sua.

Ma non tranciate giudizi affrettati: <strong>Fleur non è una ladra</strong> e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-9037" href="http://librisulibri.it/2011/05/17/la-signora-dei-funerali-di-madeleine-wickam-la-recensione/wickam/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9037" title="wickam" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/wickam-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a>La signora dei funerali di Madeleine Wickam</strong>, prodotto nelle altolocate cantine Mondadori: un vino insospettatamente gustoso&#8230;</em></p>
<p><span id="more-9035"></span> In uno dei suoi tanti aforismi, Carl William Brown, pseudonimo anglosassone di un italianissimo scrittore e star della rete, sostiene che è un’ottima cosa che il denaro qualche volta cambi di mano. <strong>Fleur Daxeny</strong>, affascinante quarantenne inglese protagonista del romanzo di Madeleine Wickam (meglio nota da noi col nome di Sophie Kinsella) <strong><em>La signora dei funerali</em>,</strong> questa massima deve averla mandata bene a memoria, perché <strong>di mestiere fa proprio questo, far passare di mano il denaro</strong>: da quella degli altri alla sua.</p>
<p>Ma non tranciate giudizi affrettati: <strong>Fleur non è una ladra</strong> e neppure, in senso stretto, una truffatrice. Fleur <strong>si limita ad intrecciare storie sentimentali con ricchi vedovi attempati </strong>e inconsolabili che incontra di proposito ai funerali e alle commemorazioni delle defunte signore.</p>
<p><strong>Li abborda, li seduce, </strong>tesse attorno a loro una rete irresistibile di charme, bellezza e classe e poi, dopo qualche settimana di “fidanzamento”, li molla, non prima però di aver prelevato dalla pingue carta di credito del malcapitato (che,senza nulla sospettare, gliel’ha in precedenza cointestata o comunque affidata) una quantità tale di denaro da non renderle vana la fatica e, allo stesso tempo, da non indurre il raggirato di turno a sporgere denunzia.  E via al prossimo funerale e al prossimo vedovo da ripulire.</p>
<p><strong>Va avanti così da anni quando sulla sua strada incontra Richard Favour</strong>, perfetto esemplare della upper class britannica tanto riservato e pudico da sembrare il risultato della clonazione di un gentiluomo di campagna dell’età vittoriana.</p>
<p>Tra l’altro Richard in campagna ci abita davvero, in una bella casa nel Surrey, a pochi chilometri da Londra, dove con lui vivono, dopo la morte dell’adorata moglie Emily, anche il figlio adolescente Anthony e la sciatta, ruvida e scontrosa sorella nubile della moglie, Gillian.</p>
<p>Richard ha anche un’altra figlia quasi trentenne, la dolce e complessata Philippa, sposata da poco col viscido Lambert, un dipendente della società di Richard che la maltratta e la trascura.</p>
<p><strong>L’innesto di Fleur nel clima ingessato e ipocrita </strong>che si respira a casa Favour provoca, com’è prevedibile, un vero terremoto. L’iniziale diffidenza con cui è stata accolta si scioglie dopo pochi giorni in un abbraccio convinto ed entusiasta.</p>
<p>Chi però non riesce a commuoversi per tanta devozione è proprio Fleur, il cui unico intento resta quello di accertare le effettive disponibilità finanziarie di Richard ed agire di conseguenza. Ma non c’è solo lei a interessarsi ai soldi del vedovo&#8230;</p>
<p><strong>Madeleine Wickam </strong>appartiene a quella schiera di scrittori e scrittrici di successo che fanno storcere il naso ai critici, i quali giudicano i loro libri vile letteratura da supermarket, buona per attrarre l’attenzione di lettori di livello culturale medio-basso e a caccia di storie poco impegnative per le meningi.</p>
<p>Eppure indubbiamente<strong> sa narrare,</strong> costruisce trame e dialoghi interessanti e, udite udite, anche con un sottofondo etico che induce alla riflessione. Ovviamente è sconsigliata a tutti quelli che cercano in un romanzo il trattato di filosofia o di psicanalisi, ma chiediamoci pure una volta per tutte se debba essere considerata letteratura solo quella che costringe il lettore a consultare il vocabolario ad ogni rigo oppure se la novellistica pura e semplice (la buona novellistica, naturalmente) possa finalmente dismettere i panni della parente povera e aspirare pure lei ogni tanto ad un invito ai balli di corte.</p>
<p>Tra l’altro, nella <em><strong>Signora dei funerali</strong></em> i<strong> </strong>toni leggeri e briosi<strong> </strong>della <strong>commedia</strong> cedono il passo, capitolo dopo capitolo, all’agrodolce della<strong> satira sociale e di costume,</strong> con un’esplicita messa alla berlina di quelle ritrosie e di quei ritegni  alto borghesi tanto lodati e praticati oltremanica e che tanti guasti, tuttavia, hanno provocato e provocano nella vita degli individui e nei loro rapporti interpersonali.</p>
<p>Non c’è dubbio che si tratta di tematiche abbondantemente saccheggiate e meglio trattate in passato da altri, ma <strong>la Wickam di suo ci mette una “sfacciataggine” narrativa che la rende simpatica</strong>, oltre ad un disincantato ammonimento, costante nelle sue opere, sul predominio incontrastato del dio denaro nelle dinamiche della società moderna e nelle condotte dei singoli che lascia in bocca al lettore quel retrogusto amaro tipico dei libri che comunque val la pena di comprare.</p>
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		<title>Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh, la Recensione</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 05:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Quartararo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a rel="attachment wp-att-8932" href="http://librisulibri.it/2011/05/06/il-linguaggio-segreto-dei-fiori-di-vanessa-diffenbaugh/illinguaggiosegretodeifiori/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8932" title="illinguaggiosegretodeifiori" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/illinguaggiosegretodeifiori-66x100.jpg" alt="" width="66" height="100" /></a><em><strong>Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh (Garzanti) </strong>è appena uscito nelle librerie di tutto il mondo ed è già un caso editoriale. Eccone un altro.<!--more-->
</em>
<strong><em>Il linguaggio segreto dei fiori </em>è un romanzo</strong> dal profumo etereo, che mette euforia e una buona dose di romanticismo già nel titolo. Al suo esordio letterario, Vanessa Diffenbaugh ci trascina come la brezza di maggio verso un pout pourri di colori e sensazioni che solo nel profumo dei fiori si possono trovare.

<strong>La storia è una classica favola dai sapori antichi</strong>: l'infanzia di Victoria non è stata delle più facili. Abbandonata da piccola e affidata a diverse famiglie adottive si ritrova disillusa e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><a rel="attachment wp-att-8932" href="http://librisulibri.it/2011/05/06/il-linguaggio-segreto-dei-fiori-di-vanessa-diffenbaugh/illinguaggiosegretodeifiori/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8932" title="illinguaggiosegretodeifiori" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/illinguaggiosegretodeifiori-66x100.jpg" alt="" width="66" height="100" /></a><em><strong>Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh (Garzanti) </strong>è appena uscito nelle librerie di tutto il mondo ed è già un caso editoriale. Eccone un altro.<span id="more-8931"></span><br />
</em><br />
<strong><em>Il linguaggio segreto dei fiori </em>è un romanzo</strong> dal profumo etereo, che mette euforia e una buona dose di romanticismo già nel titolo. Al suo esordio letterario, Vanessa Diffenbaugh ci trascina come la brezza di maggio verso un pout pourri di colori e sensazioni che solo nel profumo dei fiori si possono trovare.</p>
<p><strong>La storia è una classica favola dai sapori antichi</strong>: l&#8217;infanzia di Victoria non è stata delle più facili. Abbandonata da piccola e affidata a diverse famiglie adottive si ritrova disillusa e con una scarsa fiducia nell&#8217;amore.</p>
<p><strong>Un giorno però incontra Elizabeth, </strong>un donna che le cambierà la vita e che le farà conoscere l&#8217;incantevole magia del linguaggio dei fiori. La passione per i fiori è l&#8217;unico modo che Victoria conosce per comunicare, e trova patria in un parco pubblico &#8211; suo riparo  dalle emozioni che il mondo esterno le trasmette &#8211;  dove coltiva i suoi fiori preferiti. Solo un ragazzo saprà risvegliarla da quella solitudine che proprio per colpa del passato rende ermetico il suo cuore.</p>
<p><strong>Disponibile dal 5 maggio</strong>, <a title="www.garzantilibri.it" href="http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&amp;CPID=2753" target="_blank">Il linguaggio segreto dei fiori</a> si presenta con una trama vestita da una livrea indubbiamente interessante. Curiosa è la scelta delle quattro copertine diverse: quattro fiori, ognuno con un significato diverso.</p>
<p><strong>Se avete intenzione di regalarlo </strong>ad una persona cara, scegliendo una delle quattro copertine, oltre ad un buon libro, regalerete un messaggio cifrato nel meraviglioso linguaggio dei fiori.<br />
Buona lettura!</p>
<h3><em><strong><span style="color: #888888;">Vuoi acquistare il libro?</span></strong></em></h3>
<ul>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/881168661X/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=librisulibri-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=881168661X"><strong><em>Il linguaggio segreto dei fiori </em></strong>a 13.02 euro</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=librisulibri-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=881168661X" border="0" alt="" width="1" height="1" /></span></li>
</ul>
<h3><span style="color: #888888;"><em><strong>Del Linguaggio segreto dei fiori ne parlano anche:</strong></em></span></h3>
<ul>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small;">
<p style="display: inline !important;"><strong><a href="http://www.booksblog.it/post/7521/il-linguaggio-segreto-dei-fiori-di-vanessa-diffenbaugh">Booksblog</a></strong></p>
<p></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small;">
<p style="display: inline !important;"><strong>LibriBlog</strong></p>
<p></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small;">
<p style="display: inline !important;"><a style="font-weight: bold;" href="http://greenyellowale.blogspot.com/2011/04/anteprima-il-linguaggio-segreto-dei.html">Greenyellowale</a> (con un&#8217;anteprima)</p>
<p></span></li>
</ul>
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		<title>Acciaio, di Silvia Avallone. La recensione</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 09:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Caruso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a rel="attachment wp-att-8709" href="http://librisulibri.it/2011/04/15/acciaio-di-silvia-avallone-la-recensione/acciaio-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8709" title="acciaio" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/04/acciaio-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><em>Prodotto da<strong> Rizzoli</strong>, questo<strong> Acciaio </strong>di <strong>Silvia Avallone</strong> ha un retrogusto ferroso e penetrante. Ma bisogna assaggiarlo perchè non si può bere solo champagne.</em>

<!--more--><strong>Cosa c’è di più duro dell’acciaio?</strong> Forse nulla. Eppure in natura non esiste, è una lega, un composto di minerali creato dall’ansia dell’uomo. L’ansia di modificare la natura, plasmarla, inventarla, per sentirsi come Dio, per usurpare le prerogative di Dio.

<strong>Cosa c’è di più duro degli operai che quell’acciaio </strong>lo lavorano, lo piegano incandescente, lo forgiano per le necessità di trasporto e di utilizzo, ne fanno fili, tubi, cavi, pentole, piloni, barre, casseforti? E cosa c’è di più duro di un quartiere operaio, un alveare affacciato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><a rel="attachment wp-att-8709" href="http://librisulibri.it/2011/04/15/acciaio-di-silvia-avallone-la-recensione/acciaio-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8709" title="acciaio" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/04/acciaio-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><em>Prodotto da<strong> Rizzoli</strong>, questo<strong> Acciaio </strong>di <strong>Silvia Avallone</strong> ha un retrogusto ferroso e penetrante. Ma bisogna assaggiarlo perchè non si può bere solo champagne.</em></p>
<p><span id="more-8708"></span><strong>Cosa c’è di più duro dell’acciaio?</strong> Forse nulla. Eppure in natura non esiste, è una lega, un composto di minerali creato dall’ansia dell’uomo. L’ansia di modificare la natura, plasmarla, inventarla, per sentirsi come Dio, per usurpare le prerogative di Dio.</p>
<p><strong>Cosa c’è di più duro degli operai che quell’acciaio </strong>lo lavorano, lo piegano incandescente, lo forgiano per le necessità di trasporto e di utilizzo, ne fanno fili, tubi, cavi, pentole, piloni, barre, casseforti? E cosa c’è di più duro di un quartiere operaio, un alveare affacciato sul mare che gioca a fare Montecarlo con gli stracci appesi ai davanzali, con le urla e le liti nei ballatoi, le risse, il vociare dei bambini nei cortili e la puzza di cavoli e sudore che esce dalle porte e dalle finestre degli appartamenti?</p>
<p><strong>Cosa c’è di più duro di un mondo che sa di aver perso </strong>prima ancora che cominci la partita? Un mondo di schiene spaccate negli altiforni, bollette e affitti che sedimentano nei cassetti,  mogli  e tappezzerie consunte e rattoppate, figlie adolescenti che sculettano per la via divorate dagli sguardi dei maschi e convinte di potersi scansare il destino delle madri, giovani spersi dietro tirate di coca e figa a poco prezzo.</p>
<p><strong>Questo brulicante e tragico microcosmo urbano,</strong> questo girone infernale di anime belle e dannate, Silvia Avallone lo ha vissuto per noi e ce lo racconta in Acciaio, grande e meritato successo editoriale del 2010 che, una volta tanto ci riappacifica con la letteratura contemporanea, e con quella italiana in particolare.</p>
<p><strong>Ci riappacifica con uno scrivere affilato </strong>come la lama di un samurai, una lama che penetra nel corpo vivo di un universo di uomini e donne dove tutto, ma proprio tutto, sembra essersi fermato al giorno della Creazione, quando un Padre Eterno distratto dimenticò un angolo di terra e un po’ di creature da qualche parte del suo laboratorio e là le lasciò in eterno a macerare e a macerarsi dietro sogni di riscatto, case che si sbrecciano e televisori perennemente accesi sulla vita degli altri.</p>
<p><strong>Ci riappacifica, Silvia, perché qui i contorcimenti intimisti </strong>e le masturbazioni mentali di quella borghesia smarrita, che troppo spesso la fa da protagonista in libreria, lasciano il passo alla vita vera, quella fatta di casermoni anonimi, vene varicose e calzini acquistati al mercato. O di giovani irrequieti che pencolano le loro esistenze tra la spiaggia e il bar, tra la fabbrica del mattino e la discoteca della notte, tra la sveltina nel sottoscala e la scazzottata col migliore amico.</p>
<p><strong>Però sono vivi i personaggi della Avallone</strong>. Sono veri e sono vivi. Sembra una cosa scontata quando si parla di trame e scrittori, ma non lo è. Troppi anni di sperimentalismo inconcludente e di letture adulterate della realtà, ci hanno regalato troppi personaggi e troppe storie di plastica, sostituibili gli uni agli altri come le cover di un cellulare e altrettanto facilmente destinati all’oblio.</p>
<p><strong>Invece dimenticare Anna, Francesca</strong>, Sandra, Arturo, Enrico, Alessio, Cristiano, Mattia  e tutta la corte dei miracoli che si agita, respira, scopa, si droga, si sballa, si ama, si odia e si riproduce tra i cubi di cemento armato di via Stalingrado è difficile, molto difficile.</p>
<p><strong>Ti entrano nella pelle e negli occhi,</strong> destinati a restarci a lungo, ciascuno con le sue miserie, i suoi drammi e le sue vanaglorie. Come si conviene ai grandi personaggi della letteratura sociale, dai ragazzi di vita di Pasolini agli intellettuali sfigati di Bianciardi.</p>
<p><strong>E non è un caso, forse, che  la Avallone</strong> condivida proprio con Bianciardi la stessa provenienza geografica, la stessa provincia toscana materna e maledetta. Una Toscana meridionale piatta, scorbutica e priva di belletti e pastorellerie, dominata dalla miniera, in Bianciardi, o dall’acciaio della Lucchini e della Dalmine nella Avallone.</p>
<p><strong>E come in Bianciardi la miniera maremmana </strong>o la Milano straniata  e straniante dei grattacieli del boom alla fine la fanno da padrone, da vere protagoniste, così la Lucchini, la fabbrica mostruosa e incombente che signoreggia sulle vite agre dei suoi operai e delle loro famiglie, il Minotauro multicefalo e insaziabile che divora esistenze e metalli ad ogni ora del giorno e della notte, diventa, via via che si scorrono le pagine del libro, la primadonna della narrazione, un organismo che   sembra pulsare di vita propria e condizionare ogni gesto, ogni emozione, ogni bestemmia di chi vive per e grazie a lui, sia esso uomo, gatto o pantegana.</p>
<p><strong>Ed è viva e vera, infine, la Piombino del romanzo,</strong> vista però nel suo lato meno attraente, con quell’isola d’Elba proprio di fronte a via Stalingrado e alla sua spiaggia spelacchiata di periferia, a ricordare ai reclusi dell’alveare che esiste un mondo diverso e distante dal loro, un mondo di belle macchine e di donne ben vestite, di paeselli ordinati e tranquilli, di sabbia dorata per gente benestante e alla moda. Un mondo anelato e irraggiungibile, malgrado sembri lì a portata di mano: un paio di chilometri di mare, che ci vuole? Invece è più lontano dell’America.</p>
<h3><span style="color: #888888;"><em>Ne abbiamo parlato anche qui</em></span><span style="color: #888888;"><em>: </em></span></h3>
<ul></ul>
<h4><a href="http://librisulibri.it/2010/06/11/silvia-avallone-e-la-finalista-numero-1-del-premio-strega/" target="_blank">Silvia Avallone è la finalista numero 1 del Premio Strega</a></h4>
<h3><em><span style="color: #888888;">Per acquistare il libro al prezzo più basso:</span></em></h3>
<ul>
<li><a href="http://www.amazon.it/gp/product/881703763X/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=librisulibri-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=881703763X"><em><strong>Acciaio</strong></em> a 11.70 euro</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=librisulibri-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=881703763X" border="0" alt="" width="1" height="1" /></li>
</ul>
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		<title>Festa della Donna 2011: tre libri da regalare</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 06:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[ananke]]></category>
		<category><![CDATA[festa della donna]]></category>
		<category><![CDATA[libri di donne]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[ponte alle grazie]]></category>
		<category><![CDATA[Sperling & Kupfer]]></category>

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		<description><![CDATA[<a rel="attachment wp-att-8283" href="http://librisulibri.it/2011/03/07/festa-della-donna-2011-tre-libri-da-regalare/finalmentelibere/"><img class="size-medium wp-image-8283 alignleft" title="finalmentelibere" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/03/finalmentelibere-66x100.jpg" alt="" width="66" height="100" /></a><strong>Se qualcuno tra voi pensa che regalare un libro ad una donna</strong> in occasione della <strong>Festa della Donna</strong> sia sbagliato, o banale, oppure scontato be', vuol dire che non ha capito niente delle donne.<!--more-->

<strong>In occasione di questa Festa della Donna A.D. 2011</strong>, anno in cui la presenza delle donne è più che mai insistente, ho pensato di presentare tre dico tre libri sulle donne, da regalare alle donne ma anche, ancora e per sempre, agli uomini, affinché trovino il famoso spiraglio per entrare nella complessità femminile

<strong><em>1. <a title="www.ponteallegrazie.it" href="http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&#38;idlibro=7142&#38;titolo=PAROLA+DI+DONNA" target="_blank">Parola      di Donna</a></em>, AA.VV. (autori vari, tutte donne) a cura di Ritanna Armeni,  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><a rel="attachment wp-att-8283" href="http://librisulibri.it/2011/03/07/festa-della-donna-2011-tre-libri-da-regalare/finalmentelibere/"><img class="size-medium wp-image-8283 alignleft" title="finalmentelibere" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/03/finalmentelibere-66x100.jpg" alt="" width="66" height="100" /></a><strong>Se qualcuno tra voi pensa che regalare un libro ad una donna</strong> in occasione della <strong>Festa della Donna</strong> sia sbagliato, o banale, oppure scontato be&#8217;, vuol dire che non ha capito niente delle donne.<span id="more-8282"></span></p>
<p><strong>In occasione di questa Festa della Donna A.D. 2011</strong>, anno in cui la presenza delle donne è più che mai insistente, ho pensato di presentare tre dico tre libri sulle donne, da regalare alle donne ma anche, ancora e per sempre, agli uomini, affinché trovino il famoso spiraglio per entrare nella complessità femminile</p>
<p><strong><em>1. <a title="www.ponteallegrazie.it" href="http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&amp;idlibro=7142&amp;titolo=PAROLA+DI+DONNA" target="_blank">Parola      di Donna</a></em>, AA.VV. (autori vari, tutte donne) a cura di Ritanna Armeni,      edito da Ponte alle Grazie.</strong> Un dizionario tutto al femminile in cui cento      donne con cento diverse professioni, diversi stati sociali, diverse tendenze politiche, ma tutte accomunate dall’essere donna, spiegano attraverso      cento parole  la storia delle donne.</p>
<p style="text-align: left;">Dov’eravamo e perché, cosa è cambiato e perché, dove siamo adesso e dove vogliamo andare. Parole come <strong><em>lavoro, zitella, pari opportunità, verginità</em></strong>. Parole attraverso cui ascoltare la voglia di essere donne.</p>
<p><a href="http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&amp;idlibro=7142&amp;titolo=PAROLA+DI+DONNA"></a> 2. <strong><em><a title="www.ananke-edizioni.com" href="http://www.ananke-edizioni.com/4shopping.asp?ij=3&amp;qa=p&amp;qb=sc&amp;xy=cl001&amp;jk=468&amp;zp=104D&amp;ln=I " target="_blank">Donne      del Risorgimento </a> &#8211; Le eroine      invisibili dell’unità d’Italia</em>, di Bruna Bertolo, edito da Ananke</strong>. Titolo e      sottotitolo spiegano tutto, anche ciò che il bravo Benigni non ha detto.      Perché se è vero che sul palco di Sanremo ci ha fatto commuovere almeno un      po’, mentre cantava il nostro inno nazionale, è vero pure che neanche lui      ha nominato nessuna delle donne che, insieme agli uomini, hanno fatto il      risorgimento.</p>
<p>3. <strong><em><a title="www.sperling.it" href="http://www.sperling.it/scheda/978882004992" target="_blank">Finalmente      libere</a> </em>di Antonio Mancinelli, edito da Sperling&amp;Kupfer. </strong>Cinquanta      over-45 raccontano com’è veramente superare “la soglia” dei 45 anni e scoprire che non è così      terribile come ci vogliono far credere. E sentirsi, alla faccia di chi ci      vuole male, finalmente libere. Con una bella<strong> prefazione di Lella Costa </strong> (che ammetto amare assaje) di cui riporto un pezzetto: &#8220;<em>Il mio augurio ad una donna che sta per      compiere 45 anni è questo. Vai. Cammina. Cammina, non correre. E&#8217;      importante allenarsi a cambiare passo: che non vuole dire stare fermi, ma      imparare un nuovo ritmo. Donne, riprendiamoci il tempo perduto e      riconciliamoci con il tempo che passa.&#8221;</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Tutti e tre i libri sono disponibili anche in <a title="www.unilibro.it" href="http://www.unilibro.it/find_buy/ebook/" target="_blank">Ebook</a>.  Evviva! </em><em> </em></p>
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		<title>Libri in Uscita a Novembre 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 16:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri in uscita]]></category>
		<category><![CDATA[libri per ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><strong>Una selezione di libri in uscita a novembre.</strong> Tornano Giorgio Faletti, Daria Bignardi e Benedetta Parodi. E tra i libri per ragazzi editi da Mondadori,  il grande ritorno di Percy Jackson.<!--more-->
</em>

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Quali tra questi avete intenzione di leggere?]]></description>
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		//--></script></span><p><em><strong>Una selezione di libri in uscita a novembre.</strong> Tornano Giorgio Faletti, Daria Bignardi e Benedetta Parodi. E tra i libri per ragazzi editi da Mondadori,  il grande ritorno di Percy Jackson.<span id="more-6457"></span><br />
</em></p>
<p><script src="http://storify.com/librisulibri/libri-in-uscita-a-novembre-2010.js"></script></p>
<p>Quali tra questi avete intenzione di leggere?</p>
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		<title>Nonsolodue, di Claudia De Lillo</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 07:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[claudia de lillo]]></category>
		<category><![CDATA[essere mamma]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><strong><a rel="attachment wp-att-6411" href="http://librisulibri.it/2010/10/28/nonsolodue-di-claudia-de-lillo/nonsolodueg/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6411" title="Nonsolodueg" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/10/Nonsolodueg-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a>Claudia De Lillo</strong>, in arte Elastigirl e autrice del blog <a href="http://nonsolomamma.splinder.com/" target="_blank">Nonsolomamma</a>, è alla sua seconda pubblicazione: <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-de_lillo_claudia/isbn-9788850217267/nonsolodue_viaggi_avventure_e_stress_quotidiano_della_mamma_elastica_piu_famosa_d_italia_con_due_hobbit_1_e_un_marito_sempre_part_time_.htm" target="_blank"><strong>Nonsolodue</strong></a>. Ovvero, diario di vita di una mamma che lavora, che ha un marito che pure lavora -  maperò a Londra  e quindi due giorni c’è e cinque no-, due figli piccoli e l’arrivo di un terzo. Edito da <a href="http://www.tealibri.it/" target="_blank">TEA</a>, <strong>Nonsolodue</strong> è in libreria dal 29 settembre.</em>

<em><!--more-->
</em>

<strong>Se il<em> Diario di Bridget Jones</em> di Helen Fielding </strong> ha aperto le porte al genere letterario della Chick-lit, il diario <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-de_lillo_claudia/sku-12934884/nonsolomamma_diario_di_una_mamma_elastica_con_due_hobbit_un_marito_part_time_e_un_lavoro_a_tempo_pieno_.htm" target="_blank">Nonsolomamma</a> di  <strong>Claudia De Lillo </strong> -affermatasi in Rete con il blog omonimo-  è uno dei più...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-6411" href="http://librisulibri.it/2010/10/28/nonsolodue-di-claudia-de-lillo/nonsolodueg/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6411" title="Nonsolodueg" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/10/Nonsolodueg-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a>Claudia De Lillo</strong>, in arte Elastigirl e autrice del blog <a href="http://nonsolomamma.splinder.com/" target="_blank">Nonsolomamma</a>, è alla sua seconda pubblicazione: <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-de_lillo_claudia/isbn-9788850217267/nonsolodue_viaggi_avventure_e_stress_quotidiano_della_mamma_elastica_piu_famosa_d_italia_con_due_hobbit_1_e_un_marito_sempre_part_time_.htm" target="_blank"><strong>Nonsolodue</strong></a>. Ovvero, diario di vita di una mamma che lavora, che ha un marito che pure lavora -  maperò a Londra  e quindi due giorni c’è e cinque no-, due figli piccoli e l’arrivo di un terzo. Edito da <a href="http://www.tealibri.it/" target="_blank">TEA</a>, <strong>Nonsolodue</strong> è in libreria dal 29 settembre.</em></p>
<p><em><span id="more-6406"></span><br />
</em></p>
<p><strong>Se il<em> Diario di Bridget Jones</em> di Helen Fielding </strong> ha aperto le porte al genere letterario della Chick-lit, il diario <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-de_lillo_claudia/sku-12934884/nonsolomamma_diario_di_una_mamma_elastica_con_due_hobbit_un_marito_part_time_e_un_lavoro_a_tempo_pieno_.htm" target="_blank">Nonsolomamma</a> di  <strong>Claudia De Lillo </strong> -affermatasi in Rete con il blog omonimo-  è uno dei più famosi di un genere che si sta diffondendo a macchia d’olio: la<strong> Mummy-lit.</strong></p>
<p><strong>Grazie ad un’allegra brigata di mamme factotum,</strong> che hanno scelto l’ironia e la blogsfera  per condividere la loro esperienza, si può finalmente parlare non solo di quanto è bello e gratificante gestire casa, figli e lavoro -senza bacchetta magica-  ma anche di quanto è faticoso.</p>
<p><strong>Pur non disdegnando le gioie del multitasking familiar-lavorativo</strong>, la Mummy-lit si sofferma sulla difficoltà di conciliare i ruoli fuori e dentro casa e sui sensi di colpa che deliziano la vita di una donna da mane a sera. Eppure, nonostante la fatigue, Elastigirl non rinuncia al desiderio di un terzo nanetto e in Nonosolodue ci racconta, con molti inediti rispetto al blog:</p>
<blockquote><p>le ultime avventure dell&#8217;elasti-famiglia più amata: una lunga trasferta americana, tra centri commerciali, asili ispirati al modello emiliano e follie varie; le corse in bicicletta dall&#8217;asilo all&#8217;ufficio e il sogno proibito del part-time; le partenze notturne di Mister Wonder (sempre economista marxista e ancor più barese) e le notti faticose; le fidanzate del nano grande e gli amici immaginari del nano piccolo; le gite pugliesi e le vacanze sudtirolesi. ..E la lunga, meditata, dubbiosa, gioiosa, felice strada che ha portato nell&#8217;elasti-casa&#8230;un terzo hobbit.</p></blockquote>
<p><strong>Per concludere,</strong> vi passo nomi, cognomi, blog e libri di alcune delle donne-mamme più famose:</p>
<ul>
<li><strong>Chiara Cecilia Santamaria</strong>, alias <a href="http://machedavvero.blogspot.comhttp://machedavvero.blogspot.com/" target="_blank">Wonderland</a>, autrice di <em><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-santamaria_chiara_c_/isbn-9788817037754/quello_che_le_mamme_non_dicono_se_il_senso_materno_e_in_ritardo_non_ci_resta_che_ridere__.htm" target="_blank">Quello che le mamme non dicono</a></em></li>
<li><strong>Patrizia Violi</strong>, alias<a href="http://www.extramamma.net/blog/" target="_blank"> Extramamma</a>, autrice di <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-violi_patrizia/isbn-9788860736826/una_mamma_da_url_.htm" target="_blank"><em>Una mamma da URL</em></a></li>
<li><strong>Barbara Damiano</strong>, alias<a href="http://www.mammafelice.it/" target="_blank"> Mammafelice</a>, autrice de<em><a href="http://www.mammafelice.it/2010/01/19/il-manuale-pratico-della-felicita/" target="_blank"> Il manuale pratico della felicità</a></em></li>
<li><strong>Carlotta Jesi</strong>: <em><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-jesi_carlotta/isbn-9788861891203/sono_andata_in_vacanza_coi_figli_e_sono_tornata_viva_.htm" target="_blank">Sono andata in vacanza con i figli e sono tornata viva</a></em></li>
<li><strong>Giuliana Girino</strong>: <em><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-girino_giuliana/isbn-9788862981118/il_primo_libro_di_una_mamma_.htm" target="_blank">Il primo libro di Una Mamma</a></em></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Blogger</strong></span>: <a href="http://mammeconitacchi.blogspot.com/" target="_blank"> </a><a href="http://mammeconitacchi.blogspot.com/" target="_blank">Mamme con i tacchi</a> (e apprendiste giardiniere&#8230;)</li>
<li><strong>Blogger</strong>: <a href="http://www.bismama.com/" target="_blank">Bismama</a> (monomama a 23, bismama a 28&#8230;)<em><br />
</em></li>
</ul>
<p><strong>Ah, e se siete una mamma blogger e/o scrittrice, </strong>lasciate pure il vostro link. Grazie.</p>
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