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	<title>Libri su libri &#187; narrativa surreale</title>
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	<description>Il vizio di leggere</description>
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		<title>Eudeamon, di Erika Moak</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 10:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Erika Moak]]></category>
		<category><![CDATA[Eudeamon]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa straniera]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa surreale]]></category>
		<category><![CDATA[Zero91 casa editrice]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.librisulibri.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/eudeamon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1396" title="eudeamon" src="http://www.librisulibri.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/eudeamon-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Dopo le prime 60 pagine, ho pensato che<strong><em> Eudeamon </em></strong>fosse il prodotto di una follia allucinogena alla Aldous Huxley. Non esattamente fantascientifico, o almeno non nello stile startrekkiano del termine<strong>, il libro mi appariva, </strong>nella totale assurdità della storia e dei dettagli minuziosi per eccesso, incredibilmente reale.

<strong>Non solo</strong>. Quella precisione descrittiva mi dava la netta sensazione di assistere ad una sequenza di scene cinematografiche. E, mentre <strong><em>Eudeamon </em></strong>mi scorreva davanti come un film, ho ripensato alle parole dei Costantini di <strong>Zero91</strong>, la <strong>casa editrice</strong> che ha pubblicato il libro:”<em>nei libri annusiamo, tra le altre potenzialità, la possibilità di una trasposizione cinematografica</em>” . Niente da eccepire, <strong>l’olfatto di Zero91 è ottimo.</strong>

<strong>Riflettendo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><a href="http://www.librisulibri.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/eudeamon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1396" title="eudeamon" src="http://www.librisulibri.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/eudeamon-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Dopo le prime 60 pagine, ho pensato che<strong><em> Eudeamon </em></strong>fosse il prodotto di una follia allucinogena alla Aldous Huxley. Non esattamente fantascientifico, o almeno non nello stile startrekkiano del termine<strong>, il libro mi appariva, </strong>nella totale assurdità della storia e dei dettagli minuziosi per eccesso, incredibilmente reale.</p>
<p><strong>Non solo</strong>. Quella precisione descrittiva mi dava la netta sensazione di assistere ad una sequenza di scene cinematografiche. E, mentre <strong><em>Eudeamon </em></strong>mi scorreva davanti come un film, ho ripensato alle parole dei Costantini di <strong>Zero91</strong>, la <strong>casa editrice</strong> che ha pubblicato il libro:”<em>nei libri annusiamo, tra le altre potenzialità, la possibilità di una trasposizione cinematografica</em>” . Niente da eccepire, <strong>l’olfatto di Zero91 è ottimo.</strong></p>
<p><strong>Riflettendo e ripensando</strong> sono, dunque, arrivata alla sessantunesima pagina e alle tre del mattino della seconda notte, quando, leggendo avidamente e con addosso la brama di scoprire cosa stava succedendo e cosa sarebbe successo, ho capito che non avrei avuto pace fino a quando quel libro non l’avessi finito.</p>
<p><strong><em>Eudeamon</em></strong><em>,</em> <strong>di Erika Moak</strong> è uno di quei libri che ti strega, volente o nolente.</p>
<p>Brevemente ve ne spiego <strong>la trama</strong>: per scoprire i misteri del <strong>progetto Banishment</strong> che prevede una forma alternativa di incarcerazione, Katrina Nichols, professione giornalista, decide di provare l’esperienza sulla sua pelle. Diventa quindi <strong>un Bane</strong>, ovvero una <strong>carcerata, </strong>imprigionata non in una cella ma in una tuta di lattice che la tiene completamente isolata dal resto del mondo, nonostante sia libera di girare tra la gente.</p>
<p><strong>A dispetto delle iniziali sofferenze</strong>, che arrivano al lettore nitide e vivide fino a percerpire una leggera claustrofobia, Katrina trova l’amore perfetto e la felicità assoluta.</p>
<p>Ecco, naturalmente detto così, sembra una favoletta di Walt Disney ma lungissimi da me ogni riferimento o paragone.  <strong>L’amore di Katrina </strong>non nasce dall’incontro con il George Clooney di turno. È qualcosa che <strong>sorge ed esplode dentro di lei</strong>, tra il suo cervello e la sua tuta di lattice nero scintillante che, da prigione, si trasforma in una seconda, bellissima pelle.</p>
<p><strong><em>Eudeamon</em></strong> è, al tempo stesso un giallo intrigante, un cammino nell’animo umano e un’affascinante rivelazione: l’amore non è altro che una proiezione del sè in quanto, essenzialmente, ci innamoriamo di noi stessi.</p>
<p><strong>In una parola</strong>, anzi tre, da leggere absolument.</p>
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		<title>Malinverno, di Fabio Lubrano</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Lubrano]]></category>
		<category><![CDATA[Malinverno]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa surreale]]></category>
		<category><![CDATA[zandegù editore]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-450" title="malinverno" src="http://www.librisulibri.it/home/wp-content/uploads/2009/11/malinverno-150x150.jpg" alt="malinverno" width="150" height="150" /><strong>Noi siamo fatte a forma di donna</strong>, ce ne rendiamo conto, anche se vorremmo che <strong>librisulibri.it</strong> non rientrasse nei confini del “genere”. Ma siamo donne (e chi canticchia <em>oltre le gambe c’è di più</em> peste lo colga) e non possiamo combattere la nostra natura.

<strong>Questa premessa per spiegare</strong> l’istinto materno e l’impulsivo entusiasmo infantile che ci hanno colto quando abbiamo incontrato <strong><a href="http://www.librisulibri.it/home/2009/10/21/mi-sento-gia-molto-inserito-di-mauro-orletti/">Zandegù editore</a></strong>, e soprattutto quando abbiamo scoperto che è una casa editrice creata da una intraprendente e coraggiosa e giovane Marianna Martino che non ha avuto paura di lanciarsi nel mondo dell’editoria senza paracadute.

<strong>Detto questo, passo al dunque</strong>. Quando abbiamo cominciato a leggere uno dei libri editi da Zandegù, <em>Malinverno</em>...]]></description>
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<p><strong>Questa premessa per spiegare</strong> l’istinto materno e l’impulsivo entusiasmo infantile che ci hanno colto quando abbiamo incontrato <strong><a href="http://www.librisulibri.it/home/2009/10/21/mi-sento-gia-molto-inserito-di-mauro-orletti/">Zandegù editore</a></strong>, e soprattutto quando abbiamo scoperto che è una casa editrice creata da una intraprendente e coraggiosa e giovane Marianna Martino che non ha avuto paura di lanciarsi nel mondo dell’editoria senza paracadute.</p>
<p><strong>Detto questo, passo al dunque</strong>. Quando abbiamo cominciato a leggere uno dei libri editi da Zandegù, <em>Malinverno</em> di Fabio Lubrano, abbiamo sperato con tutto il cuore che non ci deludesse, che ci piacesse sul serio, perché una recensione anche solo un po’ negativa avrebbe fatto male al nostro cuore di mamme infantili.</p>
<p><strong>E invece. Mai negare il proprio istinto</strong>. Leggere <em>Malinverno</em> è come scartocciare un cioccolatino alle spezie, gustarne lentamente prima il fondente croccante per poi arrivare, sorridendo di felicità, al morbido cuore di cioccolato al latte, fino a sentire sulla lingua e negli occhi le lacrime delle spezie piccanti che non ci si aspetta.</p>
<p><em>Malinverno</em> trascina il lettore  &#8211; attraverso sorrisi sornioni, stupore surreale, ironia cinica, scoppi improvvisi di risate e la sorpresa di un finale forse immaginato ma non venuto a galla -  in uno stato di istupidimento, con la bocca aperta e con un ribollire di emozioni che neanche le montagne russe.</p>
<p><strong>Inutile spiegare qui la storia di </strong><em><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788889831151/LUBRANO-FABIO/MALINVERNO.html?shop=4909" target="_blank">Malinverno</a></strong></em><strong>,</strong> sarebbe come ridurre a poche parole un libro che, secondo noi, va letto. Perché non crediamo possibile che, nonostante sia in giro da un po’, non ne parlino ancora tutti.</p>
<p>Lo diciamo con ammirazione, e con un pizzico di invidia nei confronti di Fabio Lubrano che lo ha scritto.</p>
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		<title>Mi sento già molto inserito, di Mauro Orletti</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 13:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<strong>A quasi un anno dalla sua comparsa in libreria</strong>, recentemente siamo incappate in un titolo dall’aria giovane e frizzante. <em>Mi sento già molto inserito</em> di Mauro Orletti ci ha attirato come il topo con il formaggio ed abbiamo deciso di indagare.

<strong>Abbiamo scoperto che avevamo visto giusto</strong>, che la storia riflette la vivacità del titolo. E’ infatti una panoramica surreale e dettagliata del mondo del precariato, degli stage non retribuiti, del mobbing e dei tentativi dei giovani di sopravvivere nella giungla dei brain-storming.

<strong>Ma la nostra curiosità ci ha spinto oltre</strong>, ed abbiamo scoperto che <em>Mi sento già molto inserito </em>è pubblicato da quella che è stata definita la casa editrice più giovane d’Italia: <a href="http://www.zandegu.it/">Zandegù</a>. Oltre ad essere giovane perché è...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><strong>A quasi un anno dalla sua comparsa in libreria</strong>, recentemente siamo incappate in un titolo dall’aria giovane e frizzante. <em>Mi sento già molto inserito</em> di Mauro Orletti ci ha attirato come il topo con il formaggio ed abbiamo deciso di indagare.</p>
<p><strong>Abbiamo scoperto che avevamo visto giusto</strong>, che la storia riflette la vivacità del titolo. E’ infatti una panoramica surreale e dettagliata del mondo del precariato, degli stage non retribuiti, del mobbing e dei tentativi dei giovani di sopravvivere nella giungla dei brain-storming.</p>
<p><strong>Ma la nostra curiosità ci ha spinto oltre</strong>, ed abbiamo scoperto che <em>Mi sento già molto inserito </em>è pubblicato da quella che è stata definita la casa editrice più giovane d’Italia: <a href="http://www.zandegu.it/">Zandegù</a>. Oltre ad essere giovane perché è sulla scena da non più di quattro anni, intensi e proficui, è giovane perché l’editrice capo è nata nel 1983, ed alla veneranda età di 26 anni ha già fondato una casa editrice con 16 libri all’attivo, tutti pieni di genuinità e freschezza che attirano il lettore verso il mondo del reale immaginario.</p>
<p><strong>L’obiettivo della Zandegù editore</strong> è infatti quello di avere una personalità forte, che si distingua dalla massa, e pare proprio che ci stia riuscendo grazie al filone letterario da cui non intende discostarsi: la narrativa surreale, in cui storie assurde ed elementi fuori dal normale diventano…normalità!</p>
<p><strong>Quindi, per chi è convinto che i giovani di oggi</strong> non hanno gli attributi per affrontare il mondo del lavoro, per chi considera la generazione anni ’80 un gruppo di bamboccioni…noi rispondiamo con una sola parola: Zandegù (editore).</p>
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