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	<title>Libri su libri &#187; Mondadori</title>
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	<description>Il vizio di leggere</description>
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		<title>IL cappotto di Proust, di Lorenza Foschini</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 09:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[il cappotto di Proust]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenza Foschini]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://librisulibri.it/2012/01/17/il-cappotto-di-proust-di-lorenza-foschini/foschini-lettura-profilo/" rel="attachment wp-att-10034"><img class="alignleft size-medium wp-image-10034" title="Foschini lettura profilo" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2012/01/Foschini-lettura-profilo-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a>Ci siete? Bene, allora seguitemi che vi racconto com'è andato il mio incontro con<strong> Il cappotto di Proust</strong> (Mondadori), di <strong>Lorenza Foschini</strong>, e del mio piccolo viaggio alla scoperta del grande Marcel.

<!--more-->

<strong>Siamo a Città della Pieve</strong>, una romantica cittadina rinascimentale dell’Umbria che, appena fuori le mura, accoglie una chiesetta sconsacrata (le cui origini risalgono al 1300) dove arte e cultura fanno capolino con varie manifestazioni.

Il 2012 è ancora in fasce, fresco di belle speranze e buoni propositi e la chiesetta (Santa Maria dei Servi) lo festeggia con l’<strong>evento </strong><em><strong>Parole Suoni e Colori</strong>,</em> un connubio di arte, libri e musica organizzato da Maddalena Santeroni dell’<a href="http://www.amiciartemoderna.org/chisiamo.html">Associazione Amici...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><a href="http://librisulibri.it/2012/01/17/il-cappotto-di-proust-di-lorenza-foschini/foschini-lettura-profilo/" rel="attachment wp-att-10034"><img class="alignleft size-medium wp-image-10034" title="Foschini lettura profilo" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2012/01/Foschini-lettura-profilo-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a>Ci siete? Bene, allora seguitemi che vi racconto com&#8217;è andato il mio incontro con<strong> Il cappotto di Proust</strong> (Mondadori), di <strong>Lorenza Foschini</strong>, e del mio piccolo viaggio alla scoperta del grande Marcel.</p>
<p><span id="more-10023"></span></p>
<p><strong>Siamo a Città della Pieve</strong>, una romantica cittadina rinascimentale dell’Umbria che, appena fuori le mura, accoglie una chiesetta sconsacrata (le cui origini risalgono al 1300) dove arte e cultura fanno capolino con varie manifestazioni.</p>
<p>Il 2012 è ancora in fasce, fresco di belle speranze e buoni propositi e la chiesetta (Santa Maria dei Servi) lo festeggia con l’<strong>evento </strong><em><strong>Parole Suoni e Colori</strong>,</em> un connubio di arte, libri e musica organizzato da Maddalena Santeroni dell’<a href="http://www.amiciartemoderna.org/chisiamo.html">Associazione Amici Arte Moderna a Valle Giulia</a>.</p>
<p><strong>Sono curiosa, </strong>il connubio mi attira e ci capito volentieri. Breve entrè del sindaco e poi , tra opere che oscillano dal soffitto (firmate dall’artista Angelo Bucarelli), incantata dalla chitarra di Giulio Tampalini, assisto alla lettura de<strong> Il cappotto di Proust</strong>, un libretto di un centinaio di pagine tra testo, foto e disegni.</p>
<p><strong><a href="http://librisulibri.it/2012/01/17/il-cappotto-di-proust-di-lorenza-foschini/foschini-lettura-sfondo-chiesa/" rel="attachment wp-att-10035"><img class="alignleft size-medium wp-image-10035" title="Foschini lettura sfondo chiesa" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2012/01/Foschini-lettura-sfondo-chiesa-75x100.jpg" alt="" width="75" height="100" /></a>A leggerlo è la sua autrice, Lorenza Foschini,</strong> giornalista televisiva, appassionata esperta di Proust. Lo legge, dicevo, e nella chiesa cala subito il silenzio. La voce di Lorenza è calda e avvolgente, la dizione naturalmente perfetta, la gestualità discreta e aggraziata. La narrazione è così fluida che rapisce come una favola bella. Letta da lei anche una ricetta medica acquisterebbe fascino.</p>
<p><strong>Scopro così che il libro </strong>è il racconto di una ricerca alla scoperta di Proust. Ovvero, narra degli incontri della giornalista con i diversi personaggi che l’hanno condotta al ritrovamento di molti degli oggetti appartenuti al grande scrittore.</p>
<p><strong>Partendo da un’intervista</strong> al costumista di Luchino Visconti, Piero Tosi, che, negli anni 70 aveva condotto dei sopralluoghi a Parigi in vista di un film sulla Ricerca che non è mai stato realizzato, Lorenza arriva a Jacques Guérin, ricco industriale ma, soprattutto, amoroso collezionista di numerose reliquie proustiane tra cui il cappotto del titolo, quello che il noto Marcel indossava quando scriveva la Recherche.<strong></strong></p>
<p><strong></strong><strong>Il cappotto di Proust</strong> è quindi un piccolo viaggio d&#8217;amore e di ricerca, da leggersi magari in treno, cullati dal suono delle rotaie (evabbè, non sarà la chitarra di Tampalino ma un po’ di atmosfera la fa) mentre l&#8217;occhio cade sui paesaggi che si susseguono rapidi e sfumati e l&#8217;immaginazione dà vita a mondi lontani. Se avete in programma un viaggetto o un breve spostamento, ecco fatto, ora sapete con “chi” accompagnarvi.</p>
<p><strong>Il cappotto, dite?</strong> Bè, come l’abbia scovato Lorenza e dove si trovi adesso non ve lo posso proprio dire. Fra me e voi, queste sono informazioni che troverete nel libro.  Aggiungo e poi scappo che se vi dovesse capitare di essere in zona di presentazione, fiondatevi. Ne vale la pena. Buon viaggio e buona lettura a tutti.</p>
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		<title>Le prime luci del mattino, di Fabio Volo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 06:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Quartararo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://librisulibri.it/2011/11/04/le-prime-luci-del-mattino-di-fabio-volo/leprimelucidelmattino/" rel="attachment wp-att-9901"><img class="alignleft size-medium wp-image-9901" title="leprimelucidelmattino" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/11/leprimelucidelmattino-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a><em>Il ragazzone di Carcinate è tornato. <strong>Fabio Volo</strong>, al secolo Fabio Bonetti, è di nuovo nelle librerie con <strong>Le prime luci del mattino</strong>, semper fidelis a <strong>Mondadori</strong>. A poco più di una settimana dall'uscita il libro, con una tiratura iniziale di 600mila copie, è già in testa alle classifiche (anche digitali!) dei libri più venduti. </em><!--more-->

<strong>Questa volta la storia non è</strong> quella a cui la scrittura di Volo ci aveva abituati - avventure di single con grandi sogni  - ma narra le insicurezze di una donna sposata che, insoddisfatta della propria vita e del suo matrimonio, si rende conto che un'altra vita può esistere, una vita dove  la passione e...]]></description>
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<p><strong>Questa volta la storia non è</strong> quella a cui la scrittura di Volo ci aveva abituati &#8211; avventure di single con grandi sogni  - ma narra le insicurezze di una donna sposata che, insoddisfatta della propria vita e del suo matrimonio, si rende conto che un&#8217;altra vita può esistere, una vita dove  la passione e il desiderio sono ancora possibili.</p>
<p><strong>A farle trovare il coraggio</strong> di buttarsi e mettere in discussione tutte le sicurezze a cui si era abituata è l&#8217;incontro con un affascinante collega, che la porterà a riscoprire la felicità che merita e che pensava perduta.</p>
<p><strong>La scrittura di Volo – con </strong><em><a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?autoreUUID=0d02f9e9-9eaa-11dc-9517-454a8637094f&amp;isbn=978880461389" target="_blank">Le prime luci del mattino</a></em><strong> ormai al suo sesto romanzo</strong> &#8211;  è molto più matura, anche se rimane sempre leggera. Per capire davvero chi è il fenomeno Volo basta leggere le sue parole su Facebook:  alla domanda su come mai non abbia mai lasciato la Mondadori, spiega con una sorprendente genuinità: &#8220;Perché sono sempre stati bravi e gentili con me. Hanno creduto in me e per riconoscenza rimango li&#8221;.</p>
<p><strong>Daleggere tuttodunfiato.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La bambina che raccontava i film di Hernan Rivera Letelier, la recensione</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 05:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Quartararo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[<em><strong><a rel="attachment wp-att-9230" href="http://librisulibri.it/2011/05/30/la-bambina-che-raccontava-i-film-di-hernan-rivera-letelier-la-recensione/labambinacheraccontavaifilm/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9230" title="labambinacheraccontavaifilm" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/labambinacheraccontavaifilm-72x100.jpg" alt="" width="72" height="100" /></a>La bambina che raccontava i film (Mondadori)</strong> è l’ultimo libro di <strong>Hernan Rivera Letelier</strong> che con dolcezza e tenerezza descrive le vicende di Maria Margherita, unica figlia femmina di una famiglia povera, destinata a diventare la star del suo piccolo paese cileno.<!--more-->
</em>

<strong>Hernan Rivera Letelier mantiene alto</strong> il nome degli scrittori cileni, basti pensare a Luís Sepúlveda che ci ha deliziato con favole e romanzi come <em>Storia di una gabbianella ed il gatto che le insegnò a volare</em> e <em>Il vecchio che leggeva romanzi d'amore</em> (tra i miei preferiti), e Antonio Skármeta, che ci ha commosso con <em>Il postino di Neruda</em>.

<strong>Maria Margherita ha un papà invalido</strong> e molto povero...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-9230" href="http://librisulibri.it/2011/05/30/la-bambina-che-raccontava-i-film-di-hernan-rivera-letelier-la-recensione/labambinacheraccontavaifilm/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9230" title="labambinacheraccontavaifilm" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/labambinacheraccontavaifilm-72x100.jpg" alt="" width="72" height="100" /></a>La bambina che raccontava i film (Mondadori)</strong> è l’ultimo libro di <strong>Hernan Rivera Letelier</strong> che con dolcezza e tenerezza descrive le vicende di Maria Margherita, unica figlia femmina di una famiglia povera, destinata a diventare la star del suo piccolo paese cileno.<span id="more-9229"></span><br />
</em></p>
<p><strong>Hernan Rivera Letelier mantiene alto</strong> il nome degli scrittori cileni, basti pensare a Luís Sepúlveda che ci ha deliziato con favole e romanzi come <em>Storia di una gabbianella ed il gatto che le insegnò a volare</em> e <em>Il vecchio che leggeva romanzi d&#8217;amore</em> (tra i miei preferiti), e Antonio Skármeta, che ci ha commosso con <em>Il postino di Neruda</em>.</p>
<p><strong>Maria Margherita ha un papà invalido</strong> e molto povero che ama il cinema. Di necessità virtù, e poiché non può permettersi di pagare il biglietto a tutta la famiglia, indice una gara tra i suoi figli: andrà al cinema chi si dimostrerà il più abile nel raccontare le trame dei film.</p>
<p><strong>Sorprendendo tutti sarà proprio la piccola Maria</strong> a spuntarla su tutti i fratelli, rivelandosi una stupefacente oratrice. La fama della bambina si diffonde ben presto in tutto il villaggio fino a diventare una vera attrazione, al punto che gli abitanti del villaggio preferiscono ascoltare lei piuttosto che guardare i film al cinema.</p>
<p><strong>Il romanzo incuriosisce, emoziona </strong>e prende il lettore come una sirena di odissiaca memoria, e leggerlo tutto d&#8217;un fiato diventa la cosa più naturale da fare. <em><a title="www.librimondadori.it" href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?isbn=978880460646" target="_blank">La bambina che raccontava i film </a></em>ha il sapore di una fiaba antica che consiglio assolutamente di leggere.</p>
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		<title>La strada dritta. Il romanzo dell&#8217;autostrada del Sole di Francesco Pinto</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 06:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[francesco pinto]]></category>
		<category><![CDATA[la strada dritta]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><strong><a rel="attachment wp-att-9055" href="http://librisulibri.it/2011/05/18/la-strada-dritta-il-romanzo-dellautostrada-del-sole-di-francesco-pinto/autosole/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9055" title="autosole" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/autosole-70x100.jpg" alt="" width="70" height="100" /></a>La strada dritta.Il romanzo dell'autostrada del Sole</strong> scritto da <strong>Francesco Pinto</strong>, edizioni Mondadori. Una gloria italiana tutta da scoprire.</em>

<!--more--><em>"Gli italiani nati dopo il 1964 non si sono mai posti il problema della presenza di una rete autostradale, a più corsie, da percorrere in automobile, con velocità diverse da quelle del centro urbano". (</em><a href="http://www.wuz.it/recensione-libro/5810/strada-dritta-francesco-pinto.html" target="_blank">Wuz</a>)

<strong>Francesco Pinto</strong>, direttore del centro di produzione Rai di Napoli, invece, quella rete autostradale, che dalla nebbia di Milano porta al sole di Napoli, l’ha vista appena nata:
<blockquote>"<em>Ero bambino, e un giorno mio padre mi caricò in macchina, accese l'autoradio e mi portò a vedere l'<strong>Autosole</strong> appena costruita. Partimmo da Napoli la mattina, pranzammo nel...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-9055" href="http://librisulibri.it/2011/05/18/la-strada-dritta-il-romanzo-dellautostrada-del-sole-di-francesco-pinto/autosole/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9055" title="autosole" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/autosole-70x100.jpg" alt="" width="70" height="100" /></a>La strada dritta.Il romanzo dell&#8217;autostrada del Sole</strong> scritto da <strong>Francesco Pinto</strong>, edizioni Mondadori. Una gloria italiana tutta da scoprire.</em></p>
<p><span id="more-9052"></span><em>&#8220;Gli italiani nati dopo il 1964 non si sono mai posti il problema della presenza di una rete autostradale, a più corsie, da percorrere in automobile, con velocità diverse da quelle del centro urbano&#8221;. (</em><a href="http://www.wuz.it/recensione-libro/5810/strada-dritta-francesco-pinto.html" target="_blank">Wuz</a>)</p>
<p><strong>Francesco Pinto</strong>, direttore del centro di produzione Rai di Napoli, invece, quella rete autostradale, che dalla nebbia di Milano porta al sole di Napoli, l’ha vista appena nata:</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Ero bambino, e un giorno mio padre mi caricò in macchina, accese l&#8217;autoradio e mi portò a vedere l&#8217;<strong>Autosole</strong> appena costruita. Partimmo da Napoli la mattina, pranzammo nel Mottagrill alle porte di Roma e tornammo indietro con l&#8217;impressione di aver toccato con mano la modernità. Era un Paese che voleva correre. Allora puntavamo in alto, eravamo orgogliosi, ambiziosi e coraggiosi</em>&#8220;.</p>
<h6 style="text-align: center;"><a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/booknews_dettaglio_recensione.asp?id_contenuto=3722841" target="_blank">Il mio libro.it</a></h6>
</blockquote>
<p>Tanti anni dopo, quel paese orgoglioso e quel capolavoro d’asfalto  lungo 755 chilometri, cui nel 1964 il MoMa di NewYork dedicò una mostra dal titolo <em>Un’opera d’arte italiana</em>, Francesco Pinto li ha raccontati ne <strong><em>La strada dritta</em></strong>. <strong><em>Il romanzo dell’Autostrada del Sole</em></strong>, in un misto di realtà, immaginazione e fantasia.</p>
<p>A fare da sfondo sono<strong> il progetto e la realizzazione di quell’anello stradale</strong> che oggi , noi che siamo nati dopo il 1964, percorriamo ignari e indifferenti ma su cui nessuno, nel  1956, avrebbe scommesso una lira bucata. L’impresa era titanica, non c’erano né i soldi né l’esperienza eppure Fedele Cova<span style="color: #ff6600;">*</span>, l’allora presidente della Cementir, accettò la sfida.</p>
<p>E anche se il Fedele Cova della <strong><em>Strada dritta</em></strong>, pur essendo un personaggio reale, è “romanzato” dall’immaginazione dell’autore che, deliberatamente, non ha voluto documentarsi presso i parenti, il suo ruolo è stato determinante.</p>
<p>Con Fedele Cova, <strong>migliaia di “piccoli” uomini decisero di partecipare a quella grande opera</strong>, ognuno con la propria piccola speranza:  guadagnare abbastanza da potersi sposare, da far studiare il figlio o da permettersi di tornare a casa, al sud. Ma tutti, nel racconto di Pinto, accomunati dal senso di appartenenza a quello che sentivano essere un grande paese, da una grande volontà di ricostruirlo e dalla dignità e dal rispetto del lavoro.</p>
<p><strong>Una decina di quegli uomini persero la vita </strong>durante i lavori e a compimento di ogni 700 metri di autostrada, come ha raccontato l’autore a Che tempo che fa, i loro compagni ne ricordavano la scomparsa.</p>
<p>Secondo Francesco Pinto, per quanto dettata dalle esigenze di accorciare i tempi di collegamento tra nord e sud allo scopo di facilitare il commercio e rilanciare l’economia nazionale, <strong>l’Autostrada del Sole non fu un’opera politica.</strong></p>
<p>E forse, anche se fortemente voluta dal governo per le ragioni addotte, non lo fu. O forse <strong>Francesco Pinto ha voluto soffermarsi, per una volta, sull’aspetto umano</strong>, per sottolineare come la fatica e il coraggio di quegli uomini abbiano prodotto una cosa bella che lasciò tutti, Stati Uniti compresi, a bocca  aperta.</p>
<h3><span style="color: #808080;">NOTA</span>:</h3>
<p><span style="color: #ff6600;">*</span><strong>Fedele Cova: </strong>Nel 1956 viene firmata la prima convenzione tra ANAS e Autostrade, in base alla quale quest’ultima si impegna a co-finanziare, costruire e gestire l’Autostrada del Sole tra Milano e Napoli. Per la realizzazione di questa opera il presidente dell’IRI, Aldo Fascetti, chiama l’allora presidente della Cementir, Fedele Cova, uomo di grande volontà e con idee chiare sul futuro sviluppo italiano: «L’automobile è il grande mezzo che ha permesso all’operaio e al contadino di finire il proprio isolamento e di sentire di essere qualcuno in una società di eguali». (<a href="http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=387" target="_blank">La storia siamo noi</a>).</p>
<h3><span style="color: #888888;"><strong><em>Vuoi acquistare il libro?</em></strong></span></h3>
<ul>
<li><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804608986/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=librisulibri-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8804608986"><em><strong>La strada dritta</strong></em> a 13.50 euro</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=librisulibri-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8804608986" border="0" alt="" width="1" height="1" /></li>
</ul>
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		<title>La signora dei funerali di Madeleine Wickam. La recensione</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 06:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Caruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[La cantina dei libri: consigli e sconsigli]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[Sophie Kinsella]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><strong><a rel="attachment wp-att-9037" href="http://librisulibri.it/2011/05/17/la-signora-dei-funerali-di-madeleine-wickam-la-recensione/wickam/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9037" title="wickam" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/wickam-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a>La signora dei funerali di Madeleine Wickam</strong>, prodotto nelle altolocate cantine Mondadori: un vino insospettatamente gustoso...</em>

<!--more--> In uno dei suoi tanti aforismi, Carl William Brown, pseudonimo anglosassone di un italianissimo scrittore e star della rete, sostiene che è un’ottima cosa che il denaro qualche volta cambi di mano. <strong>Fleur Daxeny</strong>, affascinante quarantenne inglese protagonista del romanzo di Madeleine Wickam (meglio nota da noi col nome di Sophie Kinsella) <strong><em>La signora dei funerali</em>,</strong> questa massima deve averla mandata bene a memoria, perché <strong>di mestiere fa proprio questo, far passare di mano il denaro</strong>: da quella degli altri alla sua.

Ma non tranciate giudizi affrettati: <strong>Fleur non è una ladra</strong> e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-9037" href="http://librisulibri.it/2011/05/17/la-signora-dei-funerali-di-madeleine-wickam-la-recensione/wickam/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9037" title="wickam" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/05/wickam-64x100.jpg" alt="" width="64" height="100" /></a>La signora dei funerali di Madeleine Wickam</strong>, prodotto nelle altolocate cantine Mondadori: un vino insospettatamente gustoso&#8230;</em></p>
<p><span id="more-9035"></span> In uno dei suoi tanti aforismi, Carl William Brown, pseudonimo anglosassone di un italianissimo scrittore e star della rete, sostiene che è un’ottima cosa che il denaro qualche volta cambi di mano. <strong>Fleur Daxeny</strong>, affascinante quarantenne inglese protagonista del romanzo di Madeleine Wickam (meglio nota da noi col nome di Sophie Kinsella) <strong><em>La signora dei funerali</em>,</strong> questa massima deve averla mandata bene a memoria, perché <strong>di mestiere fa proprio questo, far passare di mano il denaro</strong>: da quella degli altri alla sua.</p>
<p>Ma non tranciate giudizi affrettati: <strong>Fleur non è una ladra</strong> e neppure, in senso stretto, una truffatrice. Fleur <strong>si limita ad intrecciare storie sentimentali con ricchi vedovi attempati </strong>e inconsolabili che incontra di proposito ai funerali e alle commemorazioni delle defunte signore.</p>
<p><strong>Li abborda, li seduce, </strong>tesse attorno a loro una rete irresistibile di charme, bellezza e classe e poi, dopo qualche settimana di “fidanzamento”, li molla, non prima però di aver prelevato dalla pingue carta di credito del malcapitato (che,senza nulla sospettare, gliel’ha in precedenza cointestata o comunque affidata) una quantità tale di denaro da non renderle vana la fatica e, allo stesso tempo, da non indurre il raggirato di turno a sporgere denunzia.  E via al prossimo funerale e al prossimo vedovo da ripulire.</p>
<p><strong>Va avanti così da anni quando sulla sua strada incontra Richard Favour</strong>, perfetto esemplare della upper class britannica tanto riservato e pudico da sembrare il risultato della clonazione di un gentiluomo di campagna dell’età vittoriana.</p>
<p>Tra l’altro Richard in campagna ci abita davvero, in una bella casa nel Surrey, a pochi chilometri da Londra, dove con lui vivono, dopo la morte dell’adorata moglie Emily, anche il figlio adolescente Anthony e la sciatta, ruvida e scontrosa sorella nubile della moglie, Gillian.</p>
<p>Richard ha anche un’altra figlia quasi trentenne, la dolce e complessata Philippa, sposata da poco col viscido Lambert, un dipendente della società di Richard che la maltratta e la trascura.</p>
<p><strong>L’innesto di Fleur nel clima ingessato e ipocrita </strong>che si respira a casa Favour provoca, com’è prevedibile, un vero terremoto. L’iniziale diffidenza con cui è stata accolta si scioglie dopo pochi giorni in un abbraccio convinto ed entusiasta.</p>
<p>Chi però non riesce a commuoversi per tanta devozione è proprio Fleur, il cui unico intento resta quello di accertare le effettive disponibilità finanziarie di Richard ed agire di conseguenza. Ma non c’è solo lei a interessarsi ai soldi del vedovo&#8230;</p>
<p><strong>Madeleine Wickam </strong>appartiene a quella schiera di scrittori e scrittrici di successo che fanno storcere il naso ai critici, i quali giudicano i loro libri vile letteratura da supermarket, buona per attrarre l’attenzione di lettori di livello culturale medio-basso e a caccia di storie poco impegnative per le meningi.</p>
<p>Eppure indubbiamente<strong> sa narrare,</strong> costruisce trame e dialoghi interessanti e, udite udite, anche con un sottofondo etico che induce alla riflessione. Ovviamente è sconsigliata a tutti quelli che cercano in un romanzo il trattato di filosofia o di psicanalisi, ma chiediamoci pure una volta per tutte se debba essere considerata letteratura solo quella che costringe il lettore a consultare il vocabolario ad ogni rigo oppure se la novellistica pura e semplice (la buona novellistica, naturalmente) possa finalmente dismettere i panni della parente povera e aspirare pure lei ogni tanto ad un invito ai balli di corte.</p>
<p>Tra l’altro, nella <em><strong>Signora dei funerali</strong></em> i<strong> </strong>toni leggeri e briosi<strong> </strong>della <strong>commedia</strong> cedono il passo, capitolo dopo capitolo, all’agrodolce della<strong> satira sociale e di costume,</strong> con un’esplicita messa alla berlina di quelle ritrosie e di quei ritegni  alto borghesi tanto lodati e praticati oltremanica e che tanti guasti, tuttavia, hanno provocato e provocano nella vita degli individui e nei loro rapporti interpersonali.</p>
<p>Non c’è dubbio che si tratta di tematiche abbondantemente saccheggiate e meglio trattate in passato da altri, ma <strong>la Wickam di suo ci mette una “sfacciataggine” narrativa che la rende simpatica</strong>, oltre ad un disincantato ammonimento, costante nelle sue opere, sul predominio incontrastato del dio denaro nelle dinamiche della società moderna e nelle condotte dei singoli che lascia in bocca al lettore quel retrogusto amaro tipico dei libri che comunque val la pena di comprare.</p>
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		<title>Vacanze in villa di Madeleine Wickham</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 05:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[madeleine wickham]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa straniera]]></category>
		<category><![CDATA[Sophie Kinsella]]></category>

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		<description><![CDATA[<a rel="attachment wp-att-8692" href="http://librisulibri.it/2011/04/14/vacanze-in-villa-di-madeleine-wickham/vacanzeinvilla-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8692" title="vacanzeinvilla" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/04/vacanzeinvilla1-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a><em><strong>Vacanze in villa (Mondadori)</strong> è uscito solo un paio di settimane fa, ma <strong>Madeleine Wickham</strong> lo ha scritto tanto tempo fa, quando ancora non si chiamava <strong>Sophie Kinsella </strong>e I love shopping non era ancora un tormentone.</em><!--more-->

<strong>Ovvio che dopo il successo dei libri della Kinsella </strong>si ripropongano, un po’ come i peperoni, tutti i romanzi scritti prima e pure durante il polpettone dello shopping. Il fatto è questo, penso io però: non bisogna condannare tutti i libri di un’autrice perché ha fatto fortuna con libri che gli intellettuali definiscono male.

<strong>Vuoi vedere che invece <em>Vacanze in villa</em> è un libro carino?</strong> Madeleine/Sophie, comunque la vediate, sa scrivere, ha humour...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><a rel="attachment wp-att-8692" href="http://librisulibri.it/2011/04/14/vacanze-in-villa-di-madeleine-wickham/vacanzeinvilla-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8692" title="vacanzeinvilla" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/04/vacanzeinvilla1-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a><em><strong>Vacanze in villa (Mondadori)</strong> è uscito solo un paio di settimane fa, ma <strong>Madeleine Wickham</strong> lo ha scritto tanto tempo fa, quando ancora non si chiamava <strong>Sophie Kinsella </strong>e I love shopping non era ancora un tormentone.</em><span id="more-8690"></span></p>
<p><strong>Ovvio che dopo il successo dei libri della Kinsella </strong>si ripropongano, un po’ come i peperoni, tutti i romanzi scritti prima e pure durante il polpettone dello shopping. Il fatto è questo, penso io però: non bisogna condannare tutti i libri di un’autrice perché ha fatto fortuna con libri che gli intellettuali definiscono male.</p>
<p><strong>Vuoi vedere che invece <em>Vacanze in villa</em> è un libro carino?</strong> Madeleine/Sophie, comunque la vediate, sa scrivere, ha humour ed è di penna lesta e spigliata. Certo la sua produzione non rientra nella definizione di letteratura impegnata ma chi, ogni tanto, non ha bisogno di un po’ di svago?</p>
<p><strong>In <em>Vacanze in villa</em> succede che</strong> Gerard è il proprietario di una villa in Spagna e la presta a due coppie di amici nello stesso periodo. Piccolo particolare non trascurabile: le due coppie di amici, di questa concomitanza temporale, sono all’oscuro.</p>
<p><strong>Che Gerard lo abbia fatto apposta?</strong> Oppure è solo rimbambito? Quale che sia la risposta, Chloe e Philip si ritrovano a convivere con Hugh, Amanda e prole al carico.</p>
<p><strong>Chloe è stanca del suo lavoro</strong> e ha bisogno di una vacanza, Philip ha problemi con il lavoro ed è assente e deconcentrato. Stessa solfa per Hugh e Amanda, presi dalle rispettive manie e dimentichi di avere una famiglia a cui badare.</p>
<p><strong>Capirete che una convivenza tra quattro persone</strong> affatto bendisposte verso il mondo e il prossimo, non può che regalare momenti di tensione e scene di ordinaria follia. Che la Wickham, con quel suo fare simpatico e sveglio, rende perfettamente reale e il lettore si ritrova a sorridere ed annuire ritrovando nei personaggi del libro le proprie insofferenze e manie.</p>
<p><strong><em><a title="www.librimondadori.it" href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?autoreUUID=b3aa057f-a59f-11dd-afe8-938d880b7337&amp;isbn=978880460639" target="_blank">Vacanze in villa </a></em>è un po’ così: allegro andante </strong>con possibilità di riflessione sull’amore, sull’abitudine all’amore, sulla quotidianità dell’amore. E sull’impegno che l’amore comporta.</p>
<p><strong>Un libro leggero? Sissignore. </strong>E sappiamo quanto ne abbiamo bisogno, di questi tempi…</p>
<h3><em><strong><span style="color: #888888;">Per acquistare il libro al prezzo più basso:</span></strong></em></h3>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804606398/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=librisulibri-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8804606398"><strong><em>Vacanze in villa</em></strong> a 12.35 euro</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=librisulibri-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8804606398" border="0" alt="" width="1" height="1" /></p>
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		<title>Viaggio al termine di una stanza, di Tibor Fischer</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 09:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Caruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[La cantina dei libri: consigli e sconsigli]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[<em><a rel="attachment wp-att-8076" href="http://librisulibri.it/2011/02/23/viaggio-al-termine-di-una-stanza-di-tibor-fischer/stanza/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8076" title="stanza" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/02/stanza-72x100.jpg" alt="" width="72" height="100" /></a>Stappo un altro vinello doc per chi ne voglia un bicchiere: <strong>Viaggio al termine di una stanza</strong>, di <strong>Tibor Fischer</strong>. Un sapore surreale, con sentore di alienazione e toni amarostici di estrema contemporaneità. </em>

<!--more--><strong>Leggere un libro di Tibor Fisher è come prendersi una pausa dalla normalità</strong>. Se ne astengano tassativamente gli appassionati di letteratura “borghese”, gli amanti delle storie cinematografiche alla Nora Ephron e tutti coloro che credono fermamente nei lumi della ragione.

<strong>Con Fisher il mondo diventa una palla impazzita</strong> che ruota vorticosamente senza un’orbita prefissata. Saltella qua e là nell’universo facendo una visitina un po’a tutti.

<strong>I personaggi che vivono dentro questo ottovolante</strong> fuori controllo non sono da...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><a rel="attachment wp-att-8076" href="http://librisulibri.it/2011/02/23/viaggio-al-termine-di-una-stanza-di-tibor-fischer/stanza/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8076" title="stanza" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/02/stanza-72x100.jpg" alt="" width="72" height="100" /></a>Stappo un altro vinello doc per chi ne voglia un bicchiere: <strong>Viaggio al termine di una stanza</strong>, di <strong>Tibor Fischer</strong>. Un sapore surreale, con sentore di alienazione e toni amarostici di estrema contemporaneità. </em></p>
<p><span id="more-8073"></span><strong>Leggere un libro di Tibor Fisher è come prendersi una pausa dalla normalità</strong>. Se ne astengano tassativamente gli appassionati di letteratura “borghese”, gli amanti delle storie cinematografiche alla Nora Ephron e tutti coloro che credono fermamente nei lumi della ragione.</p>
<p><strong>Con Fisher il mondo diventa una palla impazzita</strong> che ruota vorticosamente senza un’orbita prefissata. Saltella qua e là nell’universo facendo una visitina un po’a tutti.</p>
<p><strong>I personaggi che vivono dentro questo ottovolante</strong> fuori controllo non sono da meno del mezzo che li trasporta: trasgressivi fino alla paranoia, schizofrenici, perennemente alla ricerca di qualcosa che dia un senso alla propria vita. Di più: perennemente alla ricerca di qualcosa che li confermi nel loro essere in vita.</p>
<p><strong>Prendiamo un romanzo agorafobico come <em>Viaggio al termine di una stanza</em></strong>: la protagonista principale, Oceane, è una trentenne diventata improvvisamente benestante grazie ai proventi della sua attività di grafica per una casa di videogiochi giapponese.</p>
<p><strong> Non era quello che avrebbe voluto fare </strong>nella vita, nutrendo inappagate ambizioni di ballerina, ma è ciò che ora le permette di essere proprietaria di due appartamenti, uno dei quali sfitto, e di un buon conto in banca.</p>
<p><strong>Già qui, però, sorgono le prime perplessità</strong>, perchè Oceane è sì economicamente abbiente ma si ostina a vivere in un palazzo che sorge in uno dei quartieri più malfamati di Londra e ad avere per coinquilini personaggi che sarebbe anche troppo edulcorato definire stravaganti e eccessivi.</p>
<p><strong>Di positivo per Oceane c’è, però</strong>, che i drogati, gli schizzati, gli sbandati e i morti di fame cronici che transitano negli altri appartamenti solitamente ci vivono per pochi mesi, al massimo qualche anno.</p>
<p><strong>E’ così che la donna si ritrova tra le mani</strong>, ogni volta che scende a prelevare la posta, le tracce di vite ormai sbiadite e lontane, i cui pallidi ricordi tornano faticosamente alla memoria nei minacciosi avvisi delle agenzie di recupero crediti e nei depliant pubblicitari.</p>
<p><strong>Tra la tanta paccottiglia epistolare</strong>, propria e altrui, che Oceane si porta a casa e apre, ce n’è però un giorno una che la riguarda e la riporta indietro negli anni, in un tempo in cui giovanissima aveva trovato lavoro in un locale porno di Barcellona e lì intensamente praticato, insieme ad altre donne e uomini della più varia e sbrindellata umanità, sesso dal vivo per la gioia degli spettatori paganti.</p>
<p><strong>Oceane a quel punto ingaggia</strong> un  improbabile incaricato di recupero crediti, ex mercenario in Iugoslavia, e lo spedisce in un isolotto sperduto della Micronesia alla ricerca dell’uomo che le ha inviato la lettera.</p>
<p><strong>Tutto questo, però, senza spostarsi mai</strong> di un millimetro dal proprio appartamento, che diventa così il vero fulcro della vicenda, al tempo stesso covo rassicurante e singolare telescopio per osservare una realtà urbana e una società che sembrano aver definitivamente smarrito le bussole della logica e del corretto ordito dei rapporti umani, frantumati e dispersi nei mille rivoli dell’egoismo, della competizione e dell’incomunicabilità.</p>
<p><strong>Siamo di fronte, dunque, ad un’opera letteraria </strong> indissolubilmente legata alla contemporaneità, a  quella modernità stranita e centrifuga che caratterizza le esistenze di un’epoca priva di certezze e di ideali  come la nostra, dove la tecnologia ha ibernato le relazioni e la frenesia dell’apparenza e della sopravvivenza e si è sostituita alla faticosa costruzione e affermazione dell’io.</p>
<p><strong>Al di là dell’originalità ed effervescenza dei dialoghi</strong> e delle situazioni descritte, che vagamente ricordano, per la vena di surreale e feroce  pessimismo che li pervade, il miglior Celine (il titolo stesso è un omaggio al più celebre romanzo dello scrittore francese) e lo Swift della modesta proposta, Fischer squaderna agli occhi del lettore un pianeta Terra dove Platone, Cartesio e Kant non hanno mai messo piede, dove il caos primigenio del big bang non si è mai acquietato e gli atomi di Democrito continuano a cozzare disordinatamente gli uni sugli altri, incontrandosi, lasciandosi, amandosi e detestandosi.</p>
<p><strong>Se non avessero sembianze umane,</strong> pare suggerirci lo scrittore, potremmo davvero scambiarli per particelle di materia, tanto appare insensato e meccanico il loro moto perpetuo.</p>
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		<title>Io confesso di John Grisham</title>
		<link>http://librisulibri.it/2010/12/17/io-confesso-di-john-grisham/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 06:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[john grisham]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa straniera]]></category>
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		<description><![CDATA[<em><strong><a rel="attachment wp-att-7277" href="http://librisulibri.it/2010/12/17/io-confesso-di-john-grisham/ioconfesso/"><img class="alignleft size-medium wp-image-7277" title="ioconfesso" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/12/ioconfesso-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Io confesso di John Grisham (Mondadori)</strong>: un thriller in perfetto stile Grisham.<!--more-->
</em>

<strong>Io confesso di John Grisham è una ulteriore conferma </strong>dell’abilità dell’autore di trascinare il lettore nella storia, lasciarlo sospeso in aria e farlo rovinare a terra nella maniera più inaspettata. Che piaccia o no, non se ne può negare la capacità di scrivere thriller.

<strong>Devo dire, devo proprio, che con Grisham </strong>vado sempre sul sicuro. Quando ho voglia di leggere una storia che mi prenda, scritta in modo chiara e fluida, allora pesco uno dei suoi libri e so già che quando lo finirò, sarò soddisfatta.

<strong>In<a title="librimondadori.it" href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?autoreUUID=0377d9b0-9ea9-11dc-9517-454a8637094f&#38;isbn=978880460886" target="_blank"> <em>Io confesso</em></a> la storia sembra contorta ma non lo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-7277" href="http://librisulibri.it/2010/12/17/io-confesso-di-john-grisham/ioconfesso/"><img class="alignleft size-medium wp-image-7277" title="ioconfesso" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/12/ioconfesso-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Io confesso di John Grisham (Mondadori)</strong>: un thriller in perfetto stile Grisham.<span id="more-7275"></span><br />
</em></p>
<p><strong>Io confesso di John Grisham è una ulteriore conferma </strong>dell’abilità dell’autore di trascinare il lettore nella storia, lasciarlo sospeso in aria e farlo rovinare a terra nella maniera più inaspettata. Che piaccia o no, non se ne può negare la capacità di scrivere thriller.</p>
<p><strong>Devo dire, devo proprio, che con Grisham </strong>vado sempre sul sicuro. Quando ho voglia di leggere una storia che mi prenda, scritta in modo chiara e fluida, allora pesco uno dei suoi libri e so già che quando lo finirò, sarò soddisfatta.</p>
<p><strong>In<a title="librimondadori.it" href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?autoreUUID=0377d9b0-9ea9-11dc-9517-454a8637094f&amp;isbn=978880460886" target="_blank"> <em>Io confesso</em></a> la storia sembra contorta ma non lo è. </strong>In perfetto stile Grisham, i personaggi sono collegati da un filo di suspense e dipendenza: Dontè Dumm, un giovane condannato a morte alla cui esecuzione mancano quattro giorni, che potrebbe essere giustiziato oppure liberato per ingiusta detenzione; Travis Boyette, che sostiene di poter dimostrare l’innocenza di Dumm; Keith Schroeder, un prete la cui vita cambierà dopo la confessione di Boyette.</p>
<p><strong>Oltre ai tre personaggi principali, una verità</strong> che spesso risulta più incredibile di una bugia: Travis Boyette è un criminale in libertà vigilata deciso a ripulirsi la coscienza prima di cedere ad un tumore incurabile. Deciso a confessarsi solo a Schroeder, il criminale dovrà convincere il sistema giudiziario della veridicità della sua parola.</p>
<p><strong>Trama articolata, ritmo incalzante e fiato sospeso</strong>. Se durante le festività natalizie avrete del tempo libero, approfittatene per leggerlo, accompagnato da un pacchetto di patatine e un buon bicchiere di vino (per i maggiorenni!). Perché per un po’ non vorrete fare altro che leggere…</p>
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		<title>Mondadori reinventa Bol.it, e lo trasforma in un Social Network</title>
		<link>http://librisulibri.it/2010/12/14/mondadori-reinventa-bol-it-e-lo-trasforma-in-un-social-network/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 10:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bol.it]]></category>
		<category><![CDATA[librerie online]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
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		<description><![CDATA[<em><strong>Mondadori rifà il look alla sua libreria online</strong>, e grazie ad un accordo con la società di Gino e Michele, che gestisce i marchi Smemoranda e Zelig, punta a diffondere la lettura in modo giovane e originale.<!--more-->
</em>

Chi più di Zelanda, <strong>la società che cura Zelig e Smemoranda, </strong>può creare contenuti intelligenti e divertenti e offrire un valore differente alla lettura dei libri?

Vittorio Veltroni, direttore generale di Mondadori Digital, ha deciso di ospitare la società <strong>sul sito della libreria online </strong><a title="Bol.it, la libreria online Mondadori" href="http://www.bol.it/" target="_blank"><strong>Bol.it</strong></a>, permettendo agli utenti/lettori di acquistare libri, musica e film e di commentarli come in un social network (ne parla in maniera approfondita <a href="http://www3.lastampa.it/libri/sezioni/news/articolo/lstp/379889/" target="_blank">LaStampa</a>). <strong>Le pagine del sito verranno arricchite con video</strong>, booktrailer, citazioni, schede...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong>Mondadori rifà il look alla sua libreria online</strong>, e grazie ad un accordo con la società di Gino e Michele, che gestisce i marchi Smemoranda e Zelig, punta a diffondere la lettura in modo giovane e originale.<span id="more-7187"></span><br />
</em></p>
<p>Chi più di Zelanda, <strong>la società che cura Zelig e Smemoranda, </strong>può creare contenuti intelligenti e divertenti e offrire un valore differente alla lettura dei libri?</p>
<p>Vittorio Veltroni, direttore generale di Mondadori Digital, ha deciso di ospitare la società <strong>sul sito della libreria online </strong><a title="Bol.it, la libreria online Mondadori" href="http://www.bol.it/" target="_blank"><strong>Bol.it</strong></a>, permettendo agli utenti/lettori di acquistare libri, musica e film e di commentarli come in un social network (ne parla in maniera approfondita <a href="http://www3.lastampa.it/libri/sezioni/news/articolo/lstp/379889/" target="_blank">LaStampa</a>). <strong>Le pagine del sito verranno arricchite con video</strong>, booktrailer, citazioni, schede di libri, presentazioni di eventi culturali e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Lo scopo è di <strong>attirare soprattutto i giovani</strong> e di avvicinarli alla cultura, che con Zelanda dovrebbe acquistare un volto più &#8220;ricreativo&#8221;.</p>
<h2><span style="color: #003300;">Cosa ne pensa la rete?</span></h2>
<p><strong>Sul Blog di <a title="Bol e Zelanda | Grazia Blog" href="http://blog.graziamagazine.it/blog/2010/12/13/bol-zelanda-culturanuove-generazioni/">Grazia</a> </strong>si legge che l&#8217;accordo Mondadori-Zelanda potrebbe addirittura cambiare il volto della cultura italiana. Decisamente ambizioso e troppo poco realistico.</p>
<p>Interessante invece è il commento di Mauro Garofalo sul <a title="Zelanda Mondadori | Generazione X 2.0 di Mauro Garofalo" href="http://maurogarofalo.nova100.ilsole24ore.com/2010/12/la-non-solitudine-dei-numeri-in-rete.html" target="_blank"><strong>Sole24Ore</strong></a>, che spiega in una sola frase un&#8217;azione di marketing così ben studiata: <em>Equazione: <strong>Mondadori + Zelanda = bol.it, ovvero come ti conquisto un </strong></em><strong><em>consumer</em>.</strong> E aggiunge: <em>saremo in grado di scegliere tra così tante alternative in conflitto? Chi/cosa sedurrà il consumatore del futuro? Con quali armi e quali operazioni?</em></p>
<h2><span style="color: #003300;">Cosa ne penso io?</span></h2>
<p>In tutta onestà, sono convinta che Mondadori stia per fare Bingo. Perché:</p>
<ol>
<li> i giovani, e non soltanto loro, amano la Smemoranda.</li>
<li>i giovani, e soltanto loro (ma neanche tanto) amano i social network perché si sentono integrati.</li>
<li>i giovani, e non soltanto loro, impazziscono per i video.</li>
<li>i bloggers che si occupano di libri e che sono affiliati a Bol, hanno fatto un buon affare.</li>
<li>molti bloggers, dopo la notizia, di affilieranno a Bol.</li>
<li>bloggers, giornalisti e case editrici utilizzeranno Bol per conoscere i gusti dei ragazzi e dei lettori in genere.</li>
<li>un altro social network (o luogo digitale di condivisione, non ha importanza il nome, il significato è lo stesso) significa più visibilità per scrittori, editori eccetera.</li>
</ol>
<h2><span style="color: #003300;">Cosa ne pensate voi?</span></h2>
<p>Parliamone.</p>
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		<title>I dolori del giovane Walter, di Luciana Littizzetto</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 06:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[luciana littizzetto]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-medium wp-image-6947" title="Copertina de I dolori del giovane Walter" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/11/idoloridelgiovanewalter-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /><strong><em>Ne I dolori del giovane Walter Luciana Littizzetto</em></strong><em> prende in giro l’universo maschile e…il giovane Walter. Ma chi, o cosa è veramente Walter?</em><!--more-->

<strong><em>I dolori del giovane Walter</em> di Luciana Littizzetto (Mondadori)</strong> è in libreria, nel caso i fans si stessero chiedendo quando sarebbe uscito il prossimo dissacrante libro della Lucianina nazionale.

<strong>A dispetto di ciò che si potrebbe pensare, il Walter </strong>protagonista del libro non è uno dei politici nel mirino di Luciana ma, ed evitiamo battutacce e sillogismi (o battute sillogiche) il simbolo del potere maschile, ovviamente secondo l’autrice. Capito,no?

<strong>Il Walter è il corrispettivo femminile della <a title="Librimondadori.it" href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?isbn=978880458341" target="_blank">Jolanda</a>,</strong> su cui Lucianina si è...]]></description>
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		//--></script></span><p><img class="alignleft size-medium wp-image-6947" title="Copertina de I dolori del giovane Walter" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2010/11/idoloridelgiovanewalter-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /><strong><em>Ne I dolori del giovane Walter Luciana Littizzetto</em></strong><em> prende in giro l’universo maschile e…il giovane Walter. Ma chi, o cosa è veramente Walter?</em><span id="more-6946"></span></p>
<p><strong><em>I dolori del giovane Walter</em> di Luciana Littizzetto (Mondadori)</strong> è in libreria, nel caso i fans si stessero chiedendo quando sarebbe uscito il prossimo dissacrante libro della Lucianina nazionale.</p>
<p><strong>A dispetto di ciò che si potrebbe pensare, il Walter </strong>protagonista del libro non è uno dei politici nel mirino di Luciana ma, ed evitiamo battutacce e sillogismi (o battute sillogiche) il simbolo del potere maschile, ovviamente secondo l’autrice. Capito,no?</p>
<p><strong>Il Walter è il corrispettivo femminile della <a title="Librimondadori.it" href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?isbn=978880458341" target="_blank">Jolanda</a>,</strong> su cui Lucianina si è già prodotta con un libro, battezzando così gli innominabili organi genitali di entrambi i sessi. Ed è partendo da il Walter e dalla Jolanda che l’autrice descrive, sempre con fare ironico e poco politically correct, attitudini, tendenze e comportamenti del maschio contemporaneo, il cui Walter più che semplice organo genitale viene descritto come status symbol.</p>
<p><strong>E’ brava, la Littizzetto, ammettiamolo.</strong> Sicuramente poliedrica e creativa, riesce ad essere una brava comica, una brava attrice e una brava scrittrice. Ce l’ha dentro, la satira, e riesce a tirarla fuori in qualsiasi cosa si cimenti, beata lei.</p>
<p><strong><em><a title="Librimondadori.it" href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?isbn=978880459814" target="_blank">I dolori del giovane Walter</a></em> non è sicuramente</strong> un libro di culto, forse nemmeno uno di quelli che si conservano gelosamente nella propria libreria. Ma se ve lo regalano leggetelo, ché due risate non ve le toglie nessuno.</p>
<h3><strong><span style="color: #888888;"><em>Ne parlano anche:</em></span></strong></h3>
<ul>
<li><a href="http://magazine.excite.it/luciana-littizzetto-presenta-i-dolori-del-giovane-walter-N59190.html" target="_blank">Excite</a></li>
<li><a href="http://www.booksblog.it/post/6894/in-uscita-i-dolori-del-giovane-walter-di-luciana-littizzetto" target="_blank">BooksBlog</a></li>
<li><a href="http://libriblog.com/comici/i-dolori-del-giovane-walter/" target="_blank">LibriBlog</a></li>
</ul>
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