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	<title>Libri su libri &#187; Libri</title>
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	<description>Il vizio di leggere</description>
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		<title>Lettori No, ma Lettori sul Web Sì</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 09:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<em>Secondo i dati ufficiali, l'Italia non legge. Ma i blog e i siti web dedicati ai libri aumentano ogni giorno.<!--more--></em>

<strong>In Italia non si legge</strong>. Lo dimostrano dati su dati e ogni giorno le lamentele in proposito si leggono ovunque. Però, però, però.

Stamattina lego <strong><a title="Libreriamo, nasce la prima Bookzine &#124; Blogosfere Cultura" href="http://cultura.blogosfere.it/2012/04/libreriamo-il-nuovo-bookzine-su-editoria-e-letteratura-in-italia-e-nel-mondo.html">la notizia</a></strong> della nascita di <strong><a title="Libreriamo Bookzine" href="http://www.libreriamo.it/">Libreriamo</a>, </strong>un'altra rivista letteraria (non la prima come recitano i vari articoli, forse è la prima definirsi così), un altro spazio sul web dedicato ai libri.

Ora, incuriosita dalla notizia, mi sono posta una domanda: ma come mai pur non essendo noi un popolo di lettori, sul web fioriscono giorno dopo giorno blog, siti, "webzine", pagine su facebook e chi più...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em>Secondo i dati ufficiali, l&#8217;Italia non legge. Ma i blog e i siti web dedicati ai libri aumentano ogni giorno.<span id="more-10329"></span></em></p>
<p><strong>In Italia non si legge</strong>. Lo dimostrano dati su dati e ogni giorno le lamentele in proposito si leggono ovunque. Però, però, però.</p>
<p>Stamattina lego <strong><a title="Libreriamo, nasce la prima Bookzine | Blogosfere Cultura" href="http://cultura.blogosfere.it/2012/04/libreriamo-il-nuovo-bookzine-su-editoria-e-letteratura-in-italia-e-nel-mondo.html">la notizia</a></strong> della nascita di <strong><a title="Libreriamo Bookzine" href="http://www.libreriamo.it/">Libreriamo</a>, </strong>un&#8217;altra rivista letteraria (non la prima come recitano i vari articoli, forse è la prima definirsi così), un altro spazio sul web dedicato ai libri.</p>
<p>Ora, incuriosita dalla notizia, mi sono posta una domanda: ma come mai pur non essendo noi un popolo di lettori, sul web fioriscono giorno dopo giorno blog, siti, &#8220;webzine&#8221;, pagine su facebook e chi più ne ha più ne metta, dedicati ai libri? Così mi sono andata a guardare la nostra modestissima <strong><a title="Blog e siti web dedicati ai libri | Un elenco" href="http://librisulibri.it/directory/blog-e-siti-web/">directory</a> </strong>e ho contato i siti, i blog eccetera che abbiamo inserito in questi 3 anni:  sono 100, più o meno, senza contare tutti quelli che ancora mancano e che piano piano andremo ad inserire (anzi, scusate il ritardo).</p>
<p>Poi sono andata a sbirciare le nostre liste su Twitter, anzi, la lista che utilizziamo di più. L&#8217;abbiamo chiamata <strong><a title="Gente di Libri" href="https://twitter.com/#!/librisulibri/gente-di-libri">Gente di Libri</a></strong>, e al momento conta 292 membri e 104 persone che la seguono. Devo ancora aggiungere una marea di persone, quindi fate un po&#8217; voi.</p>
<p>Ovviamente questi <strong>dati</strong> sono bassissimi e molto relativi, ma sorge spontanea una domanda: siamo davvero un popolo di non lettori, o i dati ufficiali non sono soliti raccogliere anche il numero di lettori da biblioteca e di libri digitali?</p>
<p>Oppure, ancora: <strong>ci piace parlar di libri</strong> senza leggerli?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Maggio dei Libri Punta sui Social Media</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 15:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi letterari]]></category>
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		<description><![CDATA[<em><strong><a href="http://librisulibri.it/2012/04/03/il-maggio-dei-libri-punta-sui-social-media/300x250/" rel="attachment wp-att-10295"><img class="alignleft size-medium wp-image-10295" title="300x250" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2012/04/300x250-100x83.jpg" alt="Maggio dei Libri, un dolcetto per la campagna Abbuffatevi" width="100" height="83" /></a>Dal 23 aprile al 23 maggio 2012 si svolge Il Maggio dei Libri,</strong> la campagna di promozione della lettura del Centro per il Libro e la Lettura. In tutta Italia verranno organizzati appuntamenti dedicati alla diffusione del libro e della lettura.<!--more--></em>

Quando parli di social media, ci sono ancora aziende, soprattutto in Italia, che storcono il naso. Alcuni ti guardano dritto negli occhi e ti dicono: <em>Facebook? Recensioni? Ma chi le guarda 'ste cose?</em> Poi ti arrivano comunicati stampa tipo quello di Maggio dei Libri, e ti rincuori.

<strong>Lo scopo di Maggio dei Libri è, in breve:</strong>
<blockquote>Libro come amico, partner, compagno di vita,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong><a href="http://librisulibri.it/2012/04/03/il-maggio-dei-libri-punta-sui-social-media/300x250/" rel="attachment wp-att-10295"><img class="alignleft size-medium wp-image-10295" title="300x250" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2012/04/300x250-100x83.jpg" alt="Maggio dei Libri, un dolcetto per la campagna Abbuffatevi" width="100" height="83" /></a>Dal 23 aprile al 23 maggio 2012 si svolge Il Maggio dei Libri,</strong> la campagna di promozione della lettura del Centro per il Libro e la Lettura. In tutta Italia verranno organizzati appuntamenti dedicati alla diffusione del libro e della lettura.<span id="more-10288"></span></em></p>
<p>Quando parli di social media, ci sono ancora aziende, soprattutto in Italia, che storcono il naso. Alcuni ti guardano dritto negli occhi e ti dicono: <em>Facebook? Recensioni? Ma chi le guarda &#8216;ste cose?</em> Poi ti arrivano comunicati stampa tipo quello di Maggio dei Libri, e ti rincuori.</p>
<p><strong>Lo scopo di Maggio dei Libri è, in breve:</strong></p>
<blockquote><p>Libro come amico, partner, compagno di vita, dunque: lo scopo della campagna, infatti, è quello di portarlo tra la gente, distribuirlo, farlo conoscere, connotandolo di un forte valoresociale e affettivo. E favorire così l’abitudine alla lettura. Il libro, quindi, esce dal suo contesto abituale e dilaga sul territorio: dalle grandi città ai piccoli centri, regioni, province, comuni,scuole, biblioteche, associazioni culturali, case editrici, librerie, circoli di lettori, promuoveranno iniziative per intercettare persone che di solito non leggono.</p></blockquote>
<p><strong>E cosa ha a che fare con i social media?</strong> Dal sito<a title="Il Maggio dei Libri" href="http://www.ilmaggiodeilibri.it"> Il Maggio dei Libri</a> è possibile scaricare dei deliziosi banner che invitano ad inserire su siti e blog, e promettono video e post (attenzione, viene utilizzato il verbo postare e non pubblicare) che dovrebbero portare i social media ad interessarsi dei vari eventi sparsi sul territorio nazionale. Con noi ci sono già riusciti perché su Facebook questo genere di immagini è più che gradito (basta guardare i like ricevuti in pochi secondi <a title="Abbuffatevi di libri, la campagna social media di Maggio dei Libri" href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150642337286127&amp;set=a.405786641126.179275.160636236126&amp;type=1">sull&#8217;immagine della nostra timeline</a>).</p>
<p>Inoltre, abbiamo notato una particolare attenzione al comunicato, e quindi all&#8217;intera comunicazione. Il sito è decisamente brutto, ma i banner colpiscono nel segno. Indi per cui: complimenti (e in bocca al lupo!).</p>
<p>A proposito, i banner sono sulla pagina <a href="http://www.ilmaggiodeilibri.it/Download.htmlDownload Banner Maggio dei Libri">Download</a> e sulla pagina <a title="Press, il Maggio di Libri" href="http://www.ilmaggiodeilibri.it/press/immagini.html">Press</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alice Senza Niente, di Pietro De Viola</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 10:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[<em> <a href="http://librisulibri.it/2012/03/28/alice-senza-niente-di-pietro-de-viola/alice_senza_niente_pietro_de_viola_copertina_terredimezzo_editore-2/" rel="attachment wp-att-10261"><img class="size-medium wp-image-10261 alignleft" title="Alice_senza_niente_Pietro_De_Viola_copertina_Terredimezzo_editore" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2012/03/Alice_senza_niente_Pietro_De_Viola_copertina_Terredimezzo_editore1-68x100.jpg" alt="Alice senza niente cover" width="68" height="100" /></a>L'<strong>immedesimazione narrativa</strong> è la mia ragione di vita. In tutto quel che leggo ho bisogno di ritrovare un pezzettino di me stessa, per poter ben vivere le vite dei personaggi dei libri. E' il mio modo di fuggire dalla realtà, una sorta di droga senza effetti collaterali. O meglio, a volte gli effetti collaterali ci sono anche in questo caso, ma è un'altra storia.</em><!--more-->

Comunque.

Soltanto ieri scopro che esiste <strong><em>Alice senza niente</em></strong>, una 30enne precaria in un Italia più precaria di lei. Ha una laurea, un po' di esperienze lavorative, è in gamba e non riesce a trovare lavoro. Ho detto <em>e</em> e non <em>ma </em>perché...]]></description>
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		//--></script></span><p><em> <a href="http://librisulibri.it/2012/03/28/alice-senza-niente-di-pietro-de-viola/alice_senza_niente_pietro_de_viola_copertina_terredimezzo_editore-2/" rel="attachment wp-att-10261"><img class="size-medium wp-image-10261 alignleft" title="Alice_senza_niente_Pietro_De_Viola_copertina_Terredimezzo_editore" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2012/03/Alice_senza_niente_Pietro_De_Viola_copertina_Terredimezzo_editore1-68x100.jpg" alt="Alice senza niente cover" width="68" height="100" /></a>L&#8217;<strong>immedesimazione narrativa</strong> è la mia ragione di vita. In tutto quel che leggo ho bisogno di ritrovare un pezzettino di me stessa, per poter ben vivere le vite dei personaggi dei libri. E&#8217; il mio modo di fuggire dalla realtà, una sorta di droga senza effetti collaterali. O meglio, a volte gli effetti collaterali ci sono anche in questo caso, ma è un&#8217;altra storia.</em><span id="more-10259"></span></p>
<p>Comunque.</p>
<p>Soltanto ieri scopro che esiste <strong><em>Alice senza niente</em></strong>, una 30enne precaria in un Italia più precaria di lei. Ha una laurea, un po&#8217; di esperienze lavorative, è in gamba e non riesce a trovare lavoro. Ho detto <em>e</em> e non <em>ma </em>perché è una condizione normale, oggi. Alice mi è proprio simpatica, mi ricorda qualcuno. Ah già, mi ricorda me, i miei lunghi stage, le lunghe nottate passate al pc alla ricerca di lavori malpagati, la mia condizione da precaria e di 30enne-copywriter-mammafull-time che alle aziende non piace molto.</p>
<p>Alice è la protagonista di <em><a title="Alice senza niente, il sito dedicato al libro di Pietro De Viola" href="http://www.alicesenzaniente.altervista.org/">Alice senza niente</a></em>, <strong>un libro di Pietro De Viola</strong> pubblicato inizialmente online come ebook gratuito e poi su carta dai bravissimi di <strong>Terre di Mezzo</strong>. Lo trovate in libreria.</p>
<p>E ieri, su twitter, abbiamo provato a lanciare l&#8217;argomento#<a href="http://alicesenzaniente.wordpress.com/2012/03/28/iosonoalice-giorno-secondo/">iosonoAlice</a> (perché sono precaria, perché voglio il posto fisso, perché voglio essere pagato ecc.) e l&#8217;argomento ha avuto un discreto successo. Il motivo è ovvio: di 30enni senza lavoro ce ne sono a bizzeffe, e di 30enni senza lavoro, su twitter, non ne parliamo.</p>
<p>Quindi il fatto è questo. <strong><em>Alice senza niente</em> è da leggere</strong> (bello, attuale, intelligente, scritto bene) ma è anche da diffondere. Perché  -e torniamo al discorso del&#8217;immedesimazione- Alice, oltre ad essere un personaggio, è <strong>una condizione generale</strong> che in tutta onestà non piace a nessuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Su Amazon trovate <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861891802/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=librisulibri-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8861891802">Alice Senza Niente </a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=librisulibri-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8861891802" alt="" width="1" height="1" border="0" />a 8.50 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Thomas Jay: lo Scrittore di Culto alla Ricerca della Libertà</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 11:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<strong><em>I personaggi ribelli e un po' fuori legge mi hanno sempre attratta.</em></strong>

<em>Sarà perché sono nata e cresciuta in una città ribelle di per sé, o perché il fatto di provenire da una famiglia della media borghesia mi ha instillato il desiderio di scoprire l'opposto, non saprei. Comunque questo Thomas Jay mi ha conquistata, e non solo perché è sinonimo di libertà e mistero, ma anche perché ha scritto qualcosa di non ben definito. <!--more--></em>

<strong>Romanzi, dicono.</strong> Dicono che abbia scritto romanzi di successo. Altri invece parlano di  Thomas Jay come  una trovata pubblicitaria. Qualunque cosa rappresenti, una blogger non poteva lasciarsi sfuggire un'occasione come questa: indagare su uno scrittore di culto che, a causa di un'infanzia sfortunata, si è ritrovato a sopravvivere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><strong><em>I personaggi ribelli e un po&#8217; fuori legge mi hanno sempre attratta.</em></strong></p>
<p><em>Sarà perché sono nata e cresciuta in una città ribelle di per sé, o perché il fatto di provenire da una famiglia della media borghesia mi ha instillato il desiderio di scoprire l&#8217;opposto, non saprei. Comunque questo Thomas Jay mi ha conquistata, e non solo perché è sinonimo di libertà e mistero, ma anche perché ha scritto qualcosa di non ben definito. <span id="more-10236"></span></em></p>
<p><strong>Romanzi, dicono.</strong> Dicono che abbia scritto romanzi di successo. Altri invece parlano di  Thomas Jay come  una trovata pubblicitaria. Qualunque cosa rappresenti, una blogger non poteva lasciarsi sfuggire un&#8217;occasione come questa: indagare su uno scrittore di culto che, a causa di un&#8217;infanzia sfortunata, si è ritrovato a sopravvivere con furti e furtarelli.</p>
<p><strong>Il vero nome di Thomas Jay</strong> è Stefano Lorenzini. Non cercatelo su Facebook, non c&#8217;è. Stefano è in carcere e pare che ci resterà ancora per molto. Per tutta la vita, pare.</p>
<p>Su YouTube, <a title="Thomas Jay, il Genio Dimenticato" href="http://www.youtube.com/watch?v=W6i8HSd_1ag">un video racconta la storia di Stefano-Thomas</a>.</p>
<p>Online, <a title="Free Thomas Jay" href="http://www.freethomasjay.com/">una petizione ci invita a firmare </a>per evitare che un&#8217;assurda legge americana (la Three Strikes Law) punisca un genio come lui.</p>
<p>E mentre tutto questo accade, Fazi ha deciso di pubblicare in Italia tutte le sue opere.</p>
<p>Infine, la sua autobiografia. Trovate l&#8217;anteprima di seguito. Leggetela, è un breve ma intenso estratto di vita e di storia:</p>
<p><a href="http://librisulibri.it/2012/03/14/thomas-jay-lo-scrittore-di-culto-alla-ricerca-della-liberta/thomas_jay-1/" rel="attachment wp-att-10238">Thomas Jay, anteprima biografia</a> pdf.</p>
<p>PS: se non resistite alla tentazione di cercarlo <a href="http://www.facebook.com/freethomasjay">su Facebook&#8230;</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Bookcrossing a Roma: Porta il Libro Che Hai Letto Tutto d&#8217;un Fiato</title>
		<link>http://librisulibri.it/2011/10/21/bookcrossing-a-roma-porta-il-libro-che-hai-letto-tutto-dun-fiato/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 09:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
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		<category><![CDATA[eventi roma]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><strong>Ci vediamo, ci scambiamo libro, chiacchieriamo e ci divertiamo. Martedì 25 ottobre facciamo Bookcrossing:</strong> dalle 16. alle 18.30 cercate di prendervi almeno 15 minuti e mollate un libro che vi è piaciuto da <strong><a title="Pane e Vino, Google Maps" href="http://maps.google.it/maps/place?rlz=1C1ASUT_itIT446IT446&#38;um=1&#38;ie=UTF-8&#38;q=pane+e+vino&#38;fb=1&#38;gl=it&#38;hq=pane+e+vino&#38;hnear=0x132f61afa8f0165f:0x400c8c51bf371cd5,Roma&#38;cid=10712905589823904900" target="_blank">Pane e Vino</a></strong>, a Roma, in via Anton Giulio Bragaglia 21. </em><!--more-->

<strong>Facciamo che ci vediamo.</strong> Facciamo che invece di starcene qui, seduti davanti a uno schermo, ci incontriamo e ci scambiamo libri. Facciamo che ci becchiamo in un locale pieno di dolci e delizie, e parliamo di libri belli e di libri brutti.

<strong>Facciamo che martedì 25 ottobre</strong> non prendete impegni. facciamo che ci guardiamo in faccia e ci diciamo perché l'ebook ci piace così tanto o perché vorremmo che non fosse mai...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
			instapaper_embed( "http://librisulibri.it/2011/10/21/bookcrossing-a-roma-porta-il-libro-che-hai-letto-tutto-dun-fiato/", "Bookcrossing a Roma: Porta il Libro Che Hai Letto Tutto d&#8217;un Fiato", "" );
		//--></script></span><p><em><strong>Ci vediamo, ci scambiamo libro, chiacchieriamo e ci divertiamo. Martedì 25 ottobre facciamo Bookcrossing:</strong> dalle 16. alle 18.30 cercate di prendervi almeno 15 minuti e mollate un libro che vi è piaciuto da <strong><a title="Pane e Vino, Google Maps" href="http://maps.google.it/maps/place?rlz=1C1ASUT_itIT446IT446&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;q=pane+e+vino&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=pane+e+vino&amp;hnear=0x132f61afa8f0165f:0x400c8c51bf371cd5,Roma&amp;cid=10712905589823904900" target="_blank">Pane e Vino</a></strong>, a Roma, in via Anton Giulio Bragaglia 21. </em><span id="more-9866"></span></p>
<p><strong>Facciamo che ci vediamo.</strong> Facciamo che invece di starcene qui, seduti davanti a uno schermo, ci incontriamo e ci scambiamo libri. Facciamo che ci becchiamo in un locale pieno di dolci e delizie, e parliamo di libri belli e di libri brutti.</p>
<p><strong>Facciamo che martedì 25 ottobre</strong> non prendete impegni. facciamo che ci guardiamo in faccia e ci diciamo perché l&#8217;ebook ci piace così tanto o perché vorremmo che non fosse mai esistito.</p>
<p><strong>Facciamo che ci inventiamo un bookcrossing un po&#8217; diverso:</strong> martedì 25 ottobre venite in via Anton Giulio Bragaglia 21, località Cassia Olgiata, Roma;  arrivate, mettete un libro che avete amato alla follia in una bella cesta grande e lo lasciate lì e  intanto vi godete le minitorte che la signora del locale sta preparando per voi.</p>
<p><strong>Facciamo, poi, che intanto stiamo insieme.</strong> E poi facciamo che la cesta si riempie e che prima di andar via, a casaccio, pescate un libro e ve lo portate a casa. Dentro il libro ci dovreste trovare un post-it con il nome del proprietario, il suo indirizzo email e il suo account Twitter, se ce l&#8217;ha. In più, il proprietario del libro, deve aver scritto con un aggettivo perché il libro gli è piaciuto così tanto. Che ne so, &#8220;entusiasmante&#8221;, per esempio.</p>
<p>Quando avete finito il libro, glielo dite e glielo restituite nel modo che preferite.</p>
<p>Se non torna indietro, non state troppo a piangerci su: avrete fatto una buona azione e qualcuno starà leggendo parte di voi (mammamia che romanticismo eh?).</p>
<p>Che fate, ci venite o no? Ce lo potete dire anche su <a title="Librisulibri su Facebook" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=160286850732608">Facebook,</a> se preferite. Noi stiamo qui e là.</p>
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		<title>I libri più venduti della prima settimana di luglio 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 13:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classifiche Libri]]></category>
		<category><![CDATA[classifica libri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<description><![CDATA[<em>L'appuntamento con la classifica dei 5<strong> libri più venduti della prima settimana di luglio 2011</strong> è sempre con Il gioco degli specchi di Andrea Camilleri, che resta in vetta, ma anche con un nuovo e promettente arrivo: Cosa tiene accese le stelle, di Mario Calabresi. </em>

<!--more-->1.     <a href="http://librisulibri.it/2011/06/13/i-libri-piu-venduti-della-seconda-settimana-di-giugno-2011/" target="_blank"><strong> Il gioco degli specchi,</strong></a> <strong>Andrea Camilleri, Sellerio</strong>: un commissario amato da Nord  a Sud nonostante un testo pregno come non mai di pura lingua siciliana. Ma…come si spiega questo trionfo?

2.     <a href="http://librisulibri.it/2011/05/06/il-linguaggio-segreto-dei-fiori-di-vanessa-diffenbaugh/" target="_blank"> Il linguaggio segreto dei fiori</a>,<strong> Vanessa Diffenbaugh, Garzanti</strong>: ditelo con i fiori e il successo è assicurato...

3.      <a href="http://librisulibri.it/2011/05/30/i-libri-piu-venduti-della-quarta-settimana-di-maggio-2011/" target="_blank">Le luci di settembre</a>, <strong>Carlos Ruiz Zafón, Mondadori</strong>

4.     <strong> Cosa tiene accese le stelle.</strong> <strong>Storie di italiani che non hanno mai smesso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em>L&#8217;appuntamento con la classifica dei 5<strong> libri più venduti della prima settimana di luglio 2011</strong> è sempre con Il gioco degli specchi di Andrea Camilleri, che resta in vetta, ma anche con un nuovo e promettente arrivo: Cosa tiene accese le stelle, di Mario Calabresi. </em></p>
<p><span id="more-9644"></span>1.     <a href="http://librisulibri.it/2011/06/13/i-libri-piu-venduti-della-seconda-settimana-di-giugno-2011/" target="_blank"><strong> Il gioco degli specchi,</strong></a> <strong>Andrea Camilleri, Sellerio</strong>: un commissario amato da Nord  a Sud nonostante un testo pregno come non mai di pura lingua siciliana. Ma…come si spiega questo trionfo?</p>
<p>2.     <a href="http://librisulibri.it/2011/05/06/il-linguaggio-segreto-dei-fiori-di-vanessa-diffenbaugh/" target="_blank"> Il linguaggio segreto dei fiori</a>,<strong> Vanessa Diffenbaugh, Garzanti</strong>: ditelo con i fiori e il successo è assicurato&#8230;</p>
<p>3.      <a href="http://librisulibri.it/2011/05/30/i-libri-piu-venduti-della-quarta-settimana-di-maggio-2011/" target="_blank">Le luci di settembre</a>, <strong>Carlos Ruiz Zafón, Mondadori</strong></p>
<p>4.     <strong> Cosa tiene accese le stelle.</strong> <strong>Storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro</strong><strong>,</strong> <strong>Mario Calabresi, Mondadori</strong>: una riflessione sui tempi andati che sembrano sempre migliori di quelli presenti. Ma lo saranno veramente? Mario Calabresi ci ha pensato  su, ha intervistato un bel po’ di gente interessante, tra cui la fantastica Franca Valeri, e ha deciso che non è vero. In Italia oggi si vive molto ma molto meglio di ieri. Basta fermarsi un attimo e ragionare per capire e apprezzare. Una pillola di positività, che non sfocia mai nell’ ottimismo banale e facilone. Da leggere insomma.</p>
<p>5.      <a href="http://librisulibri.it/2011/06/28/i-libri-piu-venduti-della-quarta-settimana-di-giugno-2011/" target="_blank">Passion</a>, <strong>Lauren Kate, Rizzoli</strong>: in “audio social” per voi su <a href="http://soundcloud.com/fallensaga/fallen-saga-passion-di-lauren">http://soundcloud.com/fallensaga/fallen-saga-passion-di-lauren</a>, per lasciare commenti, condividere ed esprimere opinioni.</p>
<p><strong>Alla prossima e Buone letture a tutti.</strong></p>
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		<title>Oltre il muro dell&#8217;omertà, di Paolo Borsellino. La recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 14:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Caruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[La cantina dei libri: consigli e sconsigli]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>
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		<description><![CDATA[<em><strong><a rel="attachment wp-att-9635" href="http://librisulibri.it/2011/07/06/oltre-il-muro-dellomerta-di-paolo-borsellino-la-recensione/borsellino/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9635" title="borsellino" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/07/borsellino-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Oltre il muro dell'omertà</strong>, di <strong>Paolo Borsellino</strong>, edito da Bur Saggi: una <strong>recensione</strong> per ricordare un grande uomo, ma soprattutto per seguirne l'esempio, come se fosse ancora qui tra noi. A lui piacerebbe.</em>

<em><!--more--></em><strong>Doverosa premessa</strong>: <strong>non è stato  facile, per chi scrive, parlare di Paolo Borsellino</strong> e di questa antologia di suoi interventi a simposi e manifestazioni che la Bur ha pubblicato di recente.  Il pericolo sempre in agguato, in questi casi, è di scadere nell’agiografia di comodo, nella rievocazione lacrimosa, nella acritica e talvolta involontariamente ruffiana celebrazione di un uomo, di un giudice,  che tutto è stato meno che retorico e che per primo rifiuterebbe, se fosse ancora...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong><a rel="attachment wp-att-9635" href="http://librisulibri.it/2011/07/06/oltre-il-muro-dellomerta-di-paolo-borsellino-la-recensione/borsellino/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9635" title="borsellino" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/07/borsellino-65x100.jpg" alt="" width="65" height="100" /></a>Oltre il muro dell&#8217;omertà</strong>, di <strong>Paolo Borsellino</strong>, edito da Bur Saggi: una <strong>recensione</strong> per ricordare un grande uomo, ma soprattutto per seguirne l&#8217;esempio, come se fosse ancora qui tra noi. A lui piacerebbe.</em></p>
<p><em><span id="more-9633"></span></em><strong>Doverosa premessa</strong>: <strong>non è stato  facile, per chi scrive, parlare di Paolo Borsellino</strong> e di questa antologia di suoi interventi a simposi e manifestazioni che la Bur ha pubblicato di recente.  Il pericolo sempre in agguato, in questi casi, è di scadere nell’agiografia di comodo, nella rievocazione lacrimosa, nella acritica e talvolta involontariamente ruffiana celebrazione di un uomo, di un giudice,  che tutto è stato meno che retorico e che per primo rifiuterebbe, se fosse ancora tra noi, un ritratto personale impostato su simili, caramellose coordinate.</p>
<p><strong>Paolo Borsellino è stato e sempre sarà per tutti gli italiani soprattutto un uomo delle istituzioni </strong>e al servizio delle istituzioni. Detta così può sembrare una offensiva deminutio della sua immensa statura morale e professionale ma in un Paese dove chi riveste incarichi pubblici, dal semplice commesso al deputato nazionale, spesso si è contraddistinto , purtroppo, per la cura dell’interesse personale e il correlativo disinteresse verso i propri doveri, dire di qualcuno che è stato un uomo delle istituzioni, con tutto il sottinteso corollario di dedizione, serietà e rigore che ne consegue, è già un segnalarlo come mosca bianca, come raro esemplare di una razza che alle nostre latitudini si credeva estinta da tempo.</p>
<p><strong>Borsellino, come Falcone,  amava profondamente la sua terra, la Sicilia,</strong> perché profondamente la detestava. Soleva citare in proposito una frase di Primo de Rivera: “Amiamo la Spagna perché non ci piace” e questa frase, che dà il senso autentico di una sicilianità sofferta e travagliata, Borsellino la richiama spesso nei suoi interventi a ricordo dell’amico, inconsapevole (ma chissà poi quanto) del tragico, comune destino che li avrebbe affratellati per sempre.</p>
<p><strong>Questo amore-odio ha segnato per tutta la vita il lavoro di Borsellino</strong>. Amore viscerale per quel che la Sicilia potrebbe essere e non è, impegno viscerale per ciò che dovrebbe diventare. Non credo servano paroloni, perifrasi complicate, iperboli per definire la persona e il suo impegno. Gli si farebbe un torto a metterne la memoria in una teca e ad accendergli lampade votive, pensando con ciò di aver pagato il tributo al suo sacrificio. Borsellino per primo, ripeto, non gradirebbe.</p>
<p><strong>Uomo semplice</strong> (“le nostre barchette di impiegati statali”, dice rievocando la passione per il mare che condivideva con il compianto Vice Questore Montana), legato ai valori della famiglia, dalle sconfinate doti umane e professionali, sulla lotta alla mafia aveva poche ma chiare idee, che purtroppo non sono state mai compiutamente recepite da chi di dovere.</p>
<p>Da <strong>Oltre il muro dell&#8217;omertà</strong>, infatti, emerge <strong>un Borsellino che ha ben presente la natura e la pericolosità del fenomeno mafioso</strong>. Un fenomeno, non si stanca di ripetere, che non va declassato a mera aggregazione criminale, per quanto vasta e agguerrita,  e meno che mai ricondotto unicamente al traffico di stupefacenti.</p>
<p>Il traffico è un mezzo, spiega Borsellino, per reperire liquidità, perché <strong>la mafia in verità ha l’ambizione, nel territorio dove opera, di porsi su un piano parallelo allo Stato,</strong> come istituzione alternativa ad esso di cui mutua, ovviamente in maniera distorta e distorcente, persino le finalità in tema di sicurezza e ordine pubblico (“le protezioni” e la sorveglianza sulla delinquenza comune), di giustizia (il recupero dei crediti, la composizione delle liti di vicinato etc.) e di controllo delle attività economiche. Se si comprende ciò &#8211; avverte nelle sue doviziose analisi &#8211; si è già a metà dell’opera nel contrasto alla Piovra mafiosa.</p>
<p><strong>Piovra di cui è inutile tagliare i tentacoli se non se ne colpisce la testa </strong>e se all’azione repressiva della magistratura e delle forze dell’ordine non si accompagna una vera e propria renovatio etica e organizzativa dei poteri locali, del loro rapporto con i cittadini, del loro essere l’unico vero strumento, insieme ad un cambio profondo di mentalità e di abitudini da parte di questi ultimi, per mostrare una faccia dello Stato credibile ed efficiente.</p>
<p><strong>Ma accanto a questa lucida visione sociologica della mafiosità e del mafioso</strong>, la raccolta ci restituisce anche un’immagine spesso trascurata del Borsellino giudice, operatore del diritto di  straordinaria competenza e di  grande spessore culturale.</p>
<p>Della prima ne sono esempi<strong> i numerosi scritti in cui, sfoggiando un’ impeccabile  padronanza delle norme penali e processuali</strong>, si sofferma sui difetti del “sistema” e sui suoi possibili rimedi, sui burrascosi rapporti tra politica e potere giudiziario, sul nuovo codice entrato in vigore nell’89, sul pentitismo e su proposte di riforma (prima tra tutte quella sulla separazione delle carriere tra pm e organi giudicanti) che ancora oggi, a quasi vent’anni dalla sua morte, alimentano polemiche anche aspre nell’opinione pubblica e nel mondo politico.</p>
<p>Del secondo ne è invece significativo esempio <strong>la pretestuosa diatriba accesa a suo tempo dai mass media intorno al famoso articolo di Leonardo Sciascia</strong> sui professionisti dell’antimafia.  Dichiarandosi appassionato lettore e ammiratore dello scrittore di Racalmuto, Borsellino qui dà una magistrale lezione di stile a quanti, inutilmente, tentarono allora di dividere due personalità ciclopiche della società siciliana, che da autentici giganti in mezzo ai nani si chiarirono subito tra loro in incontri diretti e cordialissimi.</p>
<p><strong>Incontri che confermarono la  sostanziale comunanza di idee sulla Sicilia e sulla mafia</strong>, gettando altresì il seme di una possibile e lunga amicizia personale  purtroppo quasi subito impedita (siamo nel 1989) dal prematuro decesso dell’autore del “Giorno della civetta”. Borsellino, Sciascia: il magistrato integerrimo, implacabile fustigatore delle devianze criminali, e il raffinato intellettuale “illuminista”, implacabile fustigatore degli atavici malcostumi della sua terra.</p>
<p><strong>Quanta ricchezza, quanta saggezza ha perso la Sicilia </strong>con la scomparsa di due personaggi di quel calibro? Non lo potremo mai quantificare. Possiamo però, tutti insieme, fare qualcosa che tenga accesa la fiamma della sua testimonianza e la trasmetta alle future generazioni: vivere ed agire come se fossero ancora tra noi, rispettandone gli ammonimenti e perseguendone gli obiettivi.</p>
<p><strong>Ecco un qualcosa che a Paolo Borsellino piacerebbe parecchio</strong>, molto più di mille commemorazioni ufficiali: il sapere la propria ombra camminare fianco a fianco a quella delle migliaia di siciliani onesti, come  un familiare il cui ricordo e il cui sostegno non  abbandonano mai coloro che gli sopravvivono.</p>
<p>Non dunque icona imprigionata in una lapide, ma balsamica brezza , leggera e rinfrescante,  che soffia perennemente sulla Sicilia e su chi ci vive, suggerendo  le scelte più giuste e ricordando a tutti <strong>che  una Sicilia migliore, un’Italia migliore, se si vuole si può.</strong></p>
<p><strong>PN </strong>(che sta per Piccola Nota)<strong>: Oltre il muro dell&#8217; omertà </strong>è disponibile anche in <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788858620366/Oltre_il_muro_dell%27omerta/Borsellino_Paolo.html?prkw=Rizzoli&amp;cat1=1&amp;page=1&amp;srch=0&amp;layout=2&amp;platformId=211&amp;type=2">eBook</a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>I Libri a 3 Euro di SOS Libri</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 09:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Librerie]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[librerie online]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><strong>Su <a title="SOS Libri &#124; Homepage" href="http://www.sos-libri.it/">SOS Libri </a>trovate un po' di libri al prezzo fisso di 3 euro. </strong>Si può pagare con paypal, carta e bonifico, e se segnalate le email di 3 vostri amici vi regalano pure un libro. Insomma, ogni tanto qualcuno si sveglia e fa cose intelligenti.</em>
<!--more-->

Ci è arrivata in redazione, qualche giorno fa, una bella segnalazione di un sito che vende libri a 3 euro. Giusto qualche giorno prima avevo chiesto su Twitter se sarebbe stato intelligente creare qualcosa del genere, tanto per <strong>evitare lo spreco di carta.</strong> Ma ooops, già c'era, e non sapete quanto questo mi abbia reso felice.

Funziona così: avete una serie di titoli a disposizione, non moltissimi, ad un prezzo fisso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><strong>Su <a title="SOS Libri | Homepage" href="http://www.sos-libri.it/">SOS Libri </a>trovate un po&#8217; di libri al prezzo fisso di 3 euro. </strong>Si può pagare con paypal, carta e bonifico, e se segnalate le email di 3 vostri amici vi regalano pure un libro. Insomma, ogni tanto qualcuno si sveglia e fa cose intelligenti.</em><br />
<span id="more-9590"></span></p>
<p>Ci è arrivata in redazione, qualche giorno fa, una bella segnalazione di un sito che vende libri a 3 euro. Giusto qualche giorno prima avevo chiesto su Twitter se sarebbe stato intelligente creare qualcosa del genere, tanto per <strong>evitare lo spreco di carta.</strong> Ma ooops, già c&#8217;era, e non sapete quanto questo mi abbia reso felice.</p>
<p>Funziona così: avete una serie di titoli a disposizione, non moltissimi, ad un prezzo fisso di 3 euro. <strong>L&#8217;ordine minimo è di 15 euro e le spese di spedizione sono di 3 euro. </strong>Se la matematica non è un&#8217;opinione, vi arrivano a casa ben 5 libri pagati soltanto 18 euro. Perché?</p>
<p>Ah non ve lo spiegherò di certo io. Sono stati bravissimi i tizi di SOS Libri a farlo, creando una pagina dedicata al progetto. Leggetela, ci sono un sacco di cosette interessanti da sapere.</p>
<p>E a proposito, fate un po&#8217; questo calcolo: 7  x 3 + 3 quanto fa?  Ve lo dico io: 24 euro di libri di Gianni Rodari appena acquistati <img src='http://librisulibri.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Il mistral non ha ombra. La recensione</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 06:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Caruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gialli/Noir]]></category>
		<category><![CDATA[La cantina dei libri: consigli e sconsigli]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[libro noir]]></category>
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		<description><![CDATA[<em><a rel="attachment wp-att-9562" href="http://librisulibri.it/2011/07/04/libro-noir-il-mistral-non-ha-ombra-la-recensione/mistral/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9562" title="mistral" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/07/mistral-74x100.jpg" alt="" width="74" height="100" /></a>In cantina oggi si assaggia un libro noir: <strong>Il mistral non ha ombra,</strong> produzione Mesogea. Una raccolta di racconti che trasportano il lettore nell’atmosfera di una Marsiglia molto mediterranea.</em>

<em><!--more--></em><strong>Sei racconti noir di autori francesi dedicati a Marsiglia </strong>e alla sua gente. Sei piccoli gioielli letterari scelti con cura e magistralmente <strong>tradotti in italiano da Antonino Velez</strong>, docente di lingua e letteratura francese presso l’Università di Palermo, per un’operazione che è molto più di una semplice promozione di scrittori e opere poco noti al grande pubblico.

<strong>Il mistral non ha ombra</strong> <strong>rivela</strong> infatti l’ ambizione, pagina dopo pagina, episodio dopo episodio, di proporre <strong>un grande affresco collettivo  sulla mediterraneità di...]]></description>
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		//--></script></span><p><em><a rel="attachment wp-att-9562" href="http://librisulibri.it/2011/07/04/libro-noir-il-mistral-non-ha-ombra-la-recensione/mistral/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9562" title="mistral" src="http://librisulibri.it/wp-content/uploads/2011/07/mistral-74x100.jpg" alt="" width="74" height="100" /></a>In cantina oggi si assaggia un libro noir: <strong>Il mistral non ha ombra,</strong> produzione Mesogea. Una raccolta di racconti che trasportano il lettore nell’atmosfera di una Marsiglia molto mediterranea.</em></p>
<p><em><span id="more-9561"></span></em><strong>Sei racconti noir di autori francesi dedicati a Marsiglia </strong>e alla sua gente. Sei piccoli gioielli letterari scelti con cura e magistralmente <strong>tradotti in italiano da Antonino Velez</strong>, docente di lingua e letteratura francese presso l’Università di Palermo, per un’operazione che è molto più di una semplice promozione di scrittori e opere poco noti al grande pubblico.</p>
<p><strong>Il mistral non ha ombra</strong> <strong>rivela</strong> infatti l’ ambizione, pagina dopo pagina, episodio dopo episodio, di proporre <strong>un grande affresco collettivo  sulla mediterraneità di Marsiglia</strong>, sull’aroma pungente di sud intriso nei suoi vicoli e nei suoi palazzi, su quella singolare  propensione della grande città francese ad essere da sempre punto d’approdo e punto di partenza, incrocio confuso di razze e popoli e orgogliosa enclave di multiculturalità nel cuore di una Francia troppo spesso percorsa dagli spettri dello sciovinismo e dell’intolleranza.</p>
<p>Il libro proietta il lettore <strong>nell’atmosfera chiassosa, frenetica, colorata della Marsiglia di ieri e di oggi</strong> fin dal primo racconto, <strong><em>Andata e ritorno</em>,</strong> di Jean-Bernard Pouy<strong>,</strong> dove il claustrofobico e inquietante <strong>viaggio da Parigi a Marsiglia di un emigrato marsigliese </strong>dentro un vagone pieno di esagitati tifosi di calcio bretoni  è l’occasione per mettere a confronto due nazioni contrapposte, due mondi fatalmente antipodici: la Francia bionda, algida, razzista e nebbiosa del nord e quella calda, abbronzata, bisunta, plebea del sud.</p>
<p>Ancor più esplicita è in <strong><em>Gatta ci cova</em></strong> ,d<strong>i </strong>Philippe Carrese , l’immersione del lettore negli odori, anche sgradevoli, e nell’atmosfera della metropoli francese. <strong>Il protagonista è alla ricerca di un suo vecchio amore</strong> di cui non si hanno più notizie e per ritrovarla si avventura in un’odissea fatta di bulli e sbandati, case in rovina, cumuli di spazzatura, mercati arabi, sotterranei umidi. Un universo di violenza e marginalità nella migliore tradizione transalpina del noir (impreziosito, tra l’altro, da una <strong>sconcertante sorpresa finale</strong>), eppure un universo che, per quanto segnato dalla lotta quotidiana per la sopravvivenza, nulla toglie al fascino di una città pulsante di vita, che si specchia da sempre, fiera, nelle sue radici greche e romane, estrema propaggine settentrionale di un meridione filosofo, marinaio e mercantile insieme che solo il capriccio degli dei ha voluto mettere lì, distante  dalle sue sorelle.</p>
<p>L’ emarginazione, la rabbia  e la mancanza di avvenire dei giovani delle periferie sono protagoniste dei racconti <em>Morire a Sugiton</em> di Michèle Courbou e <em>Il padre di Francis</em> di Marcus Malte. E’ l’altra faccia del sole, del mare  e degli odori multietnici di una città che una modernità convulsa e disordinata ha reso sempre più grande, più caotica ,più cattiva, troppo simile a tante altre grandi città europee.</p>
<p>In <em><strong>Morire a Sugiton</strong></em> <strong>la proletaria Yoyo</strong>, giovanissima eppur già in quotidiana angoscia per i pasti, <strong>trascorre le sue giornate vagabondando tra le vie</strong> e i bar, imbucandosi nei concerti hip-hop, incrociando personaggi marginali e reietti come lei, fino ad un incontro che la turberà profondamente.</p>
<p>In <strong><em>Il padre di Francis</em></strong> <strong>un giovane immigrato</strong>, brillante promessa del football, <strong>rievoca dal carcere </strong>in cui è rinchiuso ( e che rischia di fargli perdere l’occasione della vita ) la figura e gli sforzi del presidente della sua squadra, deceduto  da poco, per tentare di riscattare attraverso il calcio i destini dei ragazzi del  quartiere, altrimenti già segnati da un futuro di droga e delitti.</p>
<p>Di ambientazione  borghese è  invece  il racconto  <strong><em>La belle de mai</em></strong> di René Merle. La <strong>protagonista è una professoressa di liceo</strong> appassionata di teatro, figlia di operai, migliore amica di una ragazza nordafricana e compagna di un politico locale benestante, perbenista, spocchioso e dalle frequentazioni equivoche. Nell’incontro-scontro di generazioni e storie personali, l’autore fa emergere le moderne contraddizioni di Marsiglia e la non sempre facile coesistenza e sovrapposizione di differenti ideologie, tradizioni e stili di vita .</p>
<p><strong>Dolcissima rievocazione di una donna e di un amore coniugale</strong> lungo cinquant’anni è infine il racconto che dà titolo alla raccolta,<strong> <em>Il mistral non ha ombra</em> </strong>di Gilles Del Pappas, un testo che tocca vette di lirismo  e di spessore  narrativo davvero notevoli. Sullo sfondo di una Marsiglia che vede nascere e cementarsi, dagli anni a cavallo tra le due guerre ai giorni nostri, il legame fortissimo tra un pittore e la sua sposa, scorrono le immagini e le ferite di un secolo, quello appena trascorso,  che ha  stravolto  i rapporti sociali e  l’anima stessa  della  città,  oggi affetta, similmente ad altre, da un’ insaziabile bulimia  urbanistica  e da livelli di criminalità e disoccupazione devastanti.</p>
<p>Marsiglia capitale di prostituzione e malavita lo è forse da sempre ma la Marsiglia romantica dei bistrot malfamati dell’angiporto e dei vicoli brulicanti di lenoni (mercanti di schiave, n.d.r), lucciole e fuorilegge svelti di coltello esiste ormai solo nei film e nei libri dei registi e degli scrittori che l’hanno celebrata.</p>
<p><strong>Marsiglia</strong> però, come si è già accennato, è anche un <strong>luogo simbolo</strong>, per quel suo porsi da tempo immemore come momento di contatto di genti e culture diverse, accomunate dalla Storia e dalle identiche radici indoeuropee. Questa funzione, questa impronta, Marsiglia malgrado tutto non l’ha ancora perduta, così come non l’hanno perduta città <strong>come Napoli e Palermo</strong>, come lei greche e fenicie di natali ma oggi soprattutto arabe e maghrebine per la moltitudine di residenti provenienti da quelle regioni, per il clima mite, per la cucina speziata, per il rapporto millenario con il mare, per  la ciarliera e vivace miscellanea di umanità che ne affolla strade e mercati.</p>
<p>E non è un caso allora che <strong>il bravissimo traduttore abbia utilizzato talvolta termini dialettali siciliani </strong>per trasporre in italiano l’intraducibile espressione <em>argot</em> dell’originale francese. Benché Antonino Velez, coltissimo e raffinato intellettuale palermitano, in un bellissimo articolo d’appendice sul mestiere e sulla fatica del tradurre giustifichi  queste contaminazioni con la sola necessità di rendere comprensibili modi di dire del linguaggio gergale francese, non può sfuggire il senso profondo, anche se forse inconsapevole,  di un espediente del genere, che getta un ponte ideale tra luoghi  tanto diversi eppure tanto simili.</p>
<p>Al di là del valore letterario, di per sé eccellente, e delle trame dei racconti inseriti nell’antologia, <strong>Il mistral non ha ombra</strong> <strong>strizza dunque un occhio divertito a quella scintilla di complicità </strong>che sempre dovrebbe accendersi  tra civiltà separate soltanto da pochi chilometri d’acqua salmastra.  L’opposto di chi oggi purtroppo invoca recinti etnici, religiosi e culturali  estranei, prima ancora che al passato del bacino del mediterraneo, alla sua stessa missione, alla sua stessa ragion d’essere.</p>
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		<title>I gialli dell’estate, freschi, leggeri e molto italiani</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 06:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Caruso</dc:creator>
				<category><![CDATA[La cantina dei libri: consigli e sconsigli]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<description><![CDATA[A  luglio e agosto la cantina offre <strong>i gialli dell’estate </strong>perché, diciamocelo, noi italiani difficilmente ci portiamo sotto l’ombrellone o nella frescura della campagna un libro che promette di sottoporre a sforzi eccessivi le nostre meningi. Ordunque, in omaggio a questa abitudine del lettore italico, stappiamo subito uno <strong>Scarabeo</strong>, di <strong>Michele  Giuttari</strong>, edito da Rizzoli.

<!--more--><strong> Il giallo italiano è un fenomeno di recente esplosione,</strong> con una fioritura di scrittori e titoli sconosciuta nei trascorsi decenni. Fino a pochi anni fa un solo nome, quello di Giorgio Scerbanenco (a parte il Gadda del Pasticciaccio brutto), occupava gli scaffali della letteratura poliziesca tricolore, ma a partire dalla <em>Donna della domenica</em> di Fruttero e Lucentini  e dai libri di Renato Olivieri sul Commissario...]]></description>
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		//--></script></span><p>A  luglio e agosto la cantina offre <strong>i gialli dell’estate </strong>perché, diciamocelo, noi italiani difficilmente ci portiamo sotto l’ombrellone o nella frescura della campagna un libro che promette di sottoporre a sforzi eccessivi le nostre meningi. Ordunque, in omaggio a questa abitudine del lettore italico, stappiamo subito uno <strong>Scarabeo</strong>, di <strong>Michele  Giuttari</strong>, edito da Rizzoli.</p>
<p><span id="more-9554"></span><strong> Il giallo italiano è un fenomeno di recente esplosione,</strong> con una fioritura di scrittori e titoli sconosciuta nei trascorsi decenni. Fino a pochi anni fa un solo nome, quello di Giorgio Scerbanenco (a parte il Gadda del Pasticciaccio brutto), occupava gli scaffali della letteratura poliziesca tricolore, ma a partire dalla <em>Donna della domenica</em> di Fruttero e Lucentini  e dai libri di Renato Olivieri sul Commissario Ambrosio ( metà degli anni settanta ) , abbiamo assistito ad una continua crescita di narratori che si sono cimentati nel genere. E con esiti sempre più convincenti.</p>
<p>Oggi i nomi che dominano la scena sono quelli di Carlo Lucarelli e Andrea Camilleri, ma l’elenco degli autori italiani di mistery s’è fatto davvero lungo: Perissinotto,  Carofiglio, Carlotto, il palermitano Santo Piazzese, Valerio Varesi (il “padre” del Commissario Soneri, interpretato in tv da Luca Barbareschi), Pinketts etc. Senza dimenticare una bravissima scrittrice prematuramente scomparsa nel 2005, Linda Di Martino, autrice negli anni novanta di un piccolo capolavoro come <em>L’incidente di via Metastasio,</em> premio Tedeschi 1995. Insomma,<strong> attualmente si può parlare a ragion veduta di vera e propria scuola,</strong> una scuola che non ha nulla da invidiare, per rimanere in Europa, alle “storiche”e prolifiche scuole inglese, francese e scandinava.</p>
<p><strong>Ma in cosa il giallo italiano si distingue dai suoi colleghi stranieri?</strong> Innanzitutto per i ritmi più blandi imposti alla narrazione (con l’eccezione, forse, di Lucarelli), per una trama che non mette al centro dell’azione investigatori superman ma semplici uomini di legge con le loro debolezze e i loro errori, per una soluzione che spesso arriva dai capricci del caso (come spesso accade nella realtà) e per un’ indulgenza tutta cattolica verso gli sbagli degli esseri umani: non c’è in genere, nel giallo italiano, una ripartizione manichea in buoni e cattivi, bene e male, e  la pietas per le vittime non esclude lo sforzo di comprensione delle ragioni, quando ci sono, dei colpevoli.</p>
<p>Non smentisce questo background stilistico comune ad altri scrittori di storie poliziesche il <strong>Michele Giuttari</strong> di <strong>Scarabeo</strong>, romanzo ambientato a Firenze con il quale  s’inaugura la nostra galleria di delitti editoriali all’ italiana.</p>
<p>Perché proprio Scarabeo e perché proprio Giuttari? Perché <strong>Giuttari nel panorama degli scrittori italiani di gialli rappresenta una felice eccezione.</strong> Solitamente gli scrittori di polizieschi non sono mai dei veri addetti ai lavori. Qualche volta si tratta di magistrati come Carofiglio o di giornalisti come Varesi, ma più spesso sono scrittori di professione, dunque distanti anni luce dal mondo di cui parlano nei loro libri.</p>
<p>Invece il dottor Giuttari, siciliano di Messina, <strong>è uno “sbirro” autentico</strong>, uno sbirro a tutto tondo: <strong>dirigente della Polizia di Stato</strong>, ha condotto inchieste famose sulla ‘ndrangheta calabrese e sul mostro di Firenze, per poi approdare all’incarico ministeriale che riveste attualmente. Ed è proprio dalle sue esperienze di poliziotto nella Firenze sconvolta dagli omicidi seriali del “mostro” che nasce lo spunto per un libro come Scarabeo.</p>
<p>La <strong>trama </strong>vede l&#8217;azione svolgersi  nel capoluogo toscano di fine millennio dove una serie di efferati omicidi<strong> </strong>sta nuovamente scuotendo una città già abbastanza provata dai crimini di Pietro Pacciani e dalla coltre opprimente di sospetti e paure calata su di essa. Il commissario Michele Ferrara (alter ego di Giuttari) e i suoi uomini della Squadra Mobile conducono le indagini, che fin dal primo momento si rivelano ardue per l’apparente mancanza di collegamenti tra le vittime, tutte di sesso maschile. L’unico filo che le lega è l’ omosessualità, celata  o esibita. Ma la matassa, com’è naturale che sia, alla fine si dipanerà come per incanto, svelando antichi dolori e acredini mai sopite.</p>
<p><strong>Scarabeo è un giallo avvincente, che non annoia mai il lettore </strong>e  che punta molto sulla competenza specialistica di chi lo ha scritto. Qua, a differenza di altre opere consimili, si tocca con mano l’attività investigativa in tutti i suoi risvolti. Rigorosa è infatti la descrizione dei protocolli operativi  della polizia e della magistratura, con particolare cura e attenzione agli aspetti procedurali e di medicina legale.</p>
<p>Ma la particolare scrupolosità per il profilo tecnico non inficia affatto quello più squisitamente narrativo del libro, col quale le stimmate professionali, il “mestiere”, dell’autore convivono felicemente , avendo egli saputo dosare l’uno e l’altro momento senza rendere noioso il primo e subalterno il secondo.</p>
<p><strong>Un bel giallo</strong>, dunque, che si guadagna senza dubbio un posto d’onore dentro la nostra valigia delle vacanze, tenuto conto anche che oggi si può trovare in edizione economica. Il che, in periodi di crisi e con la necessità tutta vacanziera di fare incetta di più volumi, non guasta affatto.</p>
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