Archivi per la categoria ‘Diario di un professore’
La scuola italiana non conosce meritocrazia
La scuola italiana non conosce meritocrazia. Nonostante titoli e competenze accertate, un professore di filosofia che chiede il passaggio di classe di concorso, rischia di non ottenerlo a meno che la sua classe non sia “in esubero” . La conseguenza è che la filosofia la finisce per insegnare chi con Seneca e Platone ci ha avuto a che fare poco o nulla.
Vorrei sottoporvi una questione che, per quanto
Il ruolo dell’insegnante
Per quanto inattuale possa suonare, Il ruolo dell’insegnante non può essere quello del “facilitatore”o del tecnico dell’apprendimento ma quello di stimolare la conoscenza di mondi diversi, altri da sè.
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Ecco, se io devo proprio individuare un nodo – al di là della insulsa catechesi intorno ai caratteri dell’insegnante modello, moderno e politically correct che troppo spesso si ammannisce nelle scuole – che distanzia la… Leggi il resto di questo articolo
A proposito di educazione all’affettività
Tempo fa pescai sulla rete questa interessante testimonianza di Stefano Doroni (Scuola: i frutti della pedagogia “progressista” , ottobre 2009) sulle storture e le aberrazioni che circolano nelle nostre scuole a proposito di educazione all’affettività.
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Quest’oggi, volentieri gli lascio la parola, nella speranza che la diffusione della coscienza dei guasti di un certo modo di concepire la scuola possa contribuire ad un’inversione di tendenza.
Nella
Sull’abolizione del valore legale del titolo di studio
Da un po’ di tempo si torna a parlare dell’abolizione del valore legale del titolo di studio come via maestra per conferire qualità e rigore ad una scuola sempre più afflitta da dequalificazione e scadimento ad ogni livello. E’ una discussione ancora troppo accademica perché le forze politiche – tutte – non hanno ancora il coraggio di affrontare a viso aperto una battaglia culturale e politica che vede molti interessati… Leggi il resto di questo articolo
Le scuole d’estate diventano strane
“Le scuole d’estate diventano strane. Se ti capita di entrare in una scuola in una giornata di luglio per un documento dimenticato, fatichi a riconoscerla. Un’aria immobile e calda grava sui corridoi diritti e interminabili che allineano le porte delle aule. Non un filo di vento smuove i tendoni calati sul sole. L’aria, sembra, è quella dell’ultimo giorno… Leggi il resto di questo articolo



