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	<title>Libri su libri &#187; Rivaluti(amo) i classici</title>
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	<description>Il vizio di leggere</description>
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		<title>Anna Karenina, adulterio e ipocrisia</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 13:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rivaluti(amo) i classici]]></category>
		<category><![CDATA[anna karenina]]></category>
		<category><![CDATA[classici della letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[lev tolstoj]]></category>

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		<description><![CDATA[<em><a href="http://librisulibri.it/2009/11/12/madame-bovary-vittima-o-escort/" target="_blank">Continua la serie delle donne “ peccatrici “ nella letteratura…</a></em>

<strong>Per quelli della mia</strong> generazione Anna Karenina ha il volto di Greta Garbo, splendida interprete del film tratto dal romanzo di Tolstoj, ma l’autore prende spunto dalla vera <strong>relazione adulterina della figlia di Puskin,</strong> che suscitò grande scalpore e vituperio nella società aristocratica di San Pietroburgo.

<strong>Non che gli adulteri</strong> non fossero tollerati, ma solo come passatempo, guai a diventare  relazioni serie e che non si sappia o almeno si finga di non sapere!<!--more-->

<strong>Ritorna il tema</strong> dell’ipocrisia che <a href="http://librisulibri.it/2009/11/12/madame-bovary-vittima-o-escort/" target="_blank">abbiamo trovato in Madame Bovary</a>, lì ipocrisia piccolo borghese e provinciale, qui aristocratica, tema ricorrente  nei romanzi realisti ed invisa a Tolstoj come a Flaubert.

<strong>Anna è bella, </strong>nobile, moglie del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p><em><a href="http://librisulibri.it/2009/11/12/madame-bovary-vittima-o-escort/" target="_blank">Continua la serie delle donne “ peccatrici “ nella letteratura…</a></em></p>
<p><strong>Per quelli della mia</strong> generazione Anna Karenina ha il volto di Greta Garbo, splendida interprete del film tratto dal romanzo di Tolstoj, ma l’autore prende spunto dalla vera <strong>relazione adulterina della figlia di Puskin,</strong> che suscitò grande scalpore e vituperio nella società aristocratica di San Pietroburgo.</p>
<p><strong>Non che gli adulteri</strong> non fossero tollerati, ma solo come passatempo, guai a diventare  relazioni serie e che non si sappia o almeno si finga di non sapere!<span id="more-2272"></span></p>
<p><strong>Ritorna il tema</strong> dell’ipocrisia che <a href="http://librisulibri.it/2009/11/12/madame-bovary-vittima-o-escort/" target="_blank">abbiamo trovato in Madame Bovary</a>, lì ipocrisia piccolo borghese e provinciale, qui aristocratica, tema ricorrente  nei romanzi realisti ed invisa a Tolstoj come a Flaubert.</p>
<p><strong>Anna è bella, </strong>nobile, moglie del principe Karenin e madre di un bimbo che adora. Naturalmente <strong>non apprezza il marito</strong> ed in una delle innumerevoli feste che frequenta incontra il bel conte Wronsky, scintillante e luccicante nella divisa di ufficiale, quasi come Antonella Clerici a Sanremo.</p>
<p><strong>I due si innamorano</strong> ed inizia la solita tempesta emotiva: sensi di colpa, bugie, sofferenze, sotterfugi, angosce, gelosie e via discorrendo fino a che il marito non scopre l’adulterio e <strong>la caccia di casa</strong> impedendole di rivedere il figlio.</p>
<p><strong>Anna e il suo amato</strong> vanno a vivere in Italia e dalla relazione nasce una bimba, ma non basta a sedare i suoi <strong>sensi di colpa</strong> nei confronti del primo figlio, né ad evitare che la tristezza ed il rimpianto minino il rapporto con il bell’ufficiale.</p>
<p><strong>Insomma la solita</strong> storia della donna combattuta tra l’amore per figli e quello per un uomo che a sua volta scalpita per ritornare nell’esercito, abbandonato per amore di Anna. <strong>Amore che si allontana sempre di più,</strong> si intiepidisce, subentra la noia, la voglia di fuggire; il bel conte lascia la donna per la quale aveva sfidato le convenzioni dell’alta società, e ritorna a San Pietroburgo.</p>
<p><strong><em>E Anna?</em></strong> Non vuole tornare da un marito che disprezza né da una vita che le è divenuta insopportabile e quindi unica scelta disperata: il suicidio.</p>
<p><strong>Siamo alle solite,</strong> lei ama, ha trovato la grande passione ed è convinta che durerà per sempre, rinuncia perfino al figlio oltre che ad una vita più che agiata ma…la grande passione si spegne e cosa rimane?</p>
<p><strong>Vabbè si dirà</strong>, è un romanzo, inoltre scritto da un uomo, ma l’uomo è  Tolstoj e vicende simili si ripetono eternamente. Forse oggi non ci si getta sotto un treno per amore come ha fatto Anna, fatto sta che <strong>noi donne restiamo sempre fregate dall’amore,</strong> in qualsiasi epoca e sotto qualunque cielo.</p>
<p><strong>E questo</strong> Tolstoj lo aveva capito benissimo.</p>
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</script></p>
<p><strong>Ps : </strong>la figlia  avuta da Wronsky viene cresciuta da Karenina insieme con l’altro bambino, pentimento tardivo di un marito incapace di perdonare?</p>
<p><strong>E il bel conte?</strong> Continua a fare il fighetto nell’alta società e a corteggiare le signore annoiate.</p>
<p><span style="color: #888888;">Se il post ti è piaciuto e vuoi acquistare una copia del libro, puoi farlo</span> <a href="http://www.ibs.it/code/9788811370130/TOLSTOJ-LEV/ANNA-KARENINA.html?shop=4909" target="_blank">qui</a>. <span style="color: #888888;">Di Anna Karenina esiste anche un a copia per ipovedenti, e la trovi </span><a href="http://www.ibs.it/code/9788875471156/TOLSTOJ-LEV/ANNA-KARENINA-EDIZ-PER-IPOVEDENTI.html?shop=4909" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>I classici, una lezione di modernità</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Lubrano di Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un professore]]></category>
		<category><![CDATA[Rivaluti(amo) i classici]]></category>
		<category><![CDATA[classici greci]]></category>
		<category><![CDATA[plutarco]]></category>
		<category><![CDATA[plutone]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[VIII libro della repubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em><em><img class="alignleft" src="http://cislunibo.files.wordpress.com/2009/06/libro-aperto.jpg" alt="" width="126" height="126" />31 marzo 2007</em></em></p>
<strong>Vorrei dire a coloro i quali </strong>pontificano saccentemente e, naturaliter, ignorantemente intorno alla necessità che la scuola aggiorni i suoi contenuti, li semplifichi sempre più, si "modernizzi", aderendo, così, nella maniera più piatta e acritica - per quello che io ne posso capire - ad uno spirito del tempo mercantilista e impudentemente utilitarista; <strong>vorrei dire a tutti costoro </strong>che il sottoscritto, invece, non farebbe altro, nella scuola, che far leggere e meditare ai ragazzi le pagine dei classici, antichi e - questi sì - moderni, perché <strong>c'è più cultura, sapienza del mondo, spirito critico sapido</strong> e non vuoto, in una pagina di un autore classico che in intere biblioteche di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p style="text-align: right;"><em><em><img class="alignleft" src="http://cislunibo.files.wordpress.com/2009/06/libro-aperto.jpg" alt="" width="126" height="126" />31 marzo 2007</em></em></p>
<p><strong>Vorrei dire a coloro i quali </strong>pontificano saccentemente e, naturaliter, ignorantemente intorno alla necessità che la scuola aggiorni i suoi contenuti, li semplifichi sempre più, si &#8220;modernizzi&#8221;, aderendo, così, nella maniera più piatta e acritica &#8211; per quello che io ne posso capire &#8211; ad uno spirito del tempo mercantilista e impudentemente utilitarista; <strong>vorrei dire a tutti costoro </strong>che il sottoscritto, invece, non farebbe altro, nella scuola, che far leggere e meditare ai ragazzi le pagine dei classici, antichi e &#8211; questi sì &#8211; moderni, perché <strong>c&#8217;è più cultura, sapienza del mondo, spirito critico sapido</strong> e non vuoto, in una pagina di un autore classico che in intere biblioteche di pedagogisti, ammaliati di tecnicismi insulsi ma con pretese formative, afflitti da provincialismo linguistico e segnati da una smodata attitudine a trasferire sul terreno educativo i principi del più piatto scientismo positivista.<span id="more-2161"></span></p>
<p><strong>Ecco, a tutti costoro e anche a chi</strong>, in nome di un demagogico buonismo egualitario, ha fatto collassare il principio d&#8217;autorità su cui, inevitabilmente, come una testata d&#8217;angolo, si regge la dinamica educativa, farei leggere, per esempio, questo passo di <strong>Platone</strong>, tratto dall&#8217;<strong>VIII Libro de </strong><strong>La Repubblica</strong><strong>:</strong></p>
<blockquote><p><strong> “</strong><em>&#8230; In un tale ambiente <strong>il maestro ha paura degli studenti</strong> e se li tiene buoni. Da parte loro gli scolari non tengono in nessun conto i maestri, e così pure i pedagoghi. Insomma, i giovani si danno le arie da uomini maturi e han sempre da ridire a parole e a fatti. <strong>Gli uomini maturi, invece</strong>, vogliono portarsi al livello dei giovani e così fanno sfoggio di atteggiamenti spigliati e scherzosi per imitarli e per non passare per scorbutici e autoritari.”</em></p></blockquote>
<p><strong><em>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</em></strong></p>
<p>Anche oggi ho tenuto fede a questa mia ostinata volontà di <strong>avvicinare gli studenti alle pagine dei classici</strong>, nella ferma convinzione che lì c’è il nutrimento essenziale e fondamentale per coltivare un’intelligenza piena delle cose e perfino una conoscenza non piatta e banale del tempo presente.</p>
<p>Pertanto, in una delle quarte dove insegno mi son portato appresso stamane “L’arte di ascoltare” di Plutarco, con l’esplicita intenzione di far <strong>assaporare ai giovanotti e alle giovanotte qualche chicca</strong> del versatile poligrafo greco del primo secolo dopo Cristo.</p>
<p>Ma per chiarire per quale ragione avessi scelto di insaporire i loro palati con Plutarco <strong>devo precisare un antefatto.</strong></p>
<p>Una certa pedagogia “democratica”, adesso molto in voga che <strong>riduce l’insegnante al ruolo improbabile del “facilitatore&#8221; <span style="font-weight: normal;">(e che secondo me ha prodotto molto più disastri che stimoli positivi, alimentando la perniciosa persuasione che l’educare sia essenzialmente <strong>“autoeducare”</strong>, “<strong>imparare ad imparare” </strong>e che il protagonismo degli studenti, in qualsiasi salsa questo sia declinato, debba comunque essere valorizzato, anche quando esso è platealmente esercizio istrionico privo di disciplina mentale e di rigore di studi e ostentazione di una volontà di potenza senza sostanza culturale) <strong>vuole che i ragazzi debbano sempre e comunque intervenire</strong>, durante le lezioni e le spiegazioni; </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">anche quando questi interventi, piuttosto che essere figli della sedimentazione delle conoscenze e dei saperi, sono il risultato di evanescenti percezioni e di umbratili ed estemporanei moti dell’animo su cui la riflessione faticosa della mente non ha impresso il suo prezioso sigillo.</span></strong></p>
<p><strong>Tale tendenza</strong> è presente anche negli atteggiamenti di questa classe, peraltro composta da ingegni fertili ancorchè allergici alla dura “fatica del concetto”.  Pertanto, arrivato in aula, li ho guardati diritti negli occhi senza dire nulla; poi ho aperto il testo di Plutarco e ho letto loro questo brano:</p>
<blockquote><p><em>“E’ evidente che un giovane che fosse tenuto lontano da qualunque occasione di ascolto e che non assaporasse nessuna parola, non solo rimarrebbe completamente sterile…ma rischierebbe di essere traviato dal vizio, facendo proliferare molte piante selvatiche dalla sua anima, quasi fosse un terreno non smosso e incolto…I più, invece, a quanto ci è dato vedere, sbagliano perché si esercitano nell’arte del dire prima di essersi impratichiti in quella di ascoltare, e pensano che per pronunciare un discorso non ci sia bisogno di studio e di esercizio, ma che dall’ascolto, invece, possa trarre profitto anche chi vi si accosta in modo improvvisato. Se è vero che chi gioca a palla impara contemporaneamente a lanciarla e a riceverla, nell’uso della parola, invece, il saperla accogliere bene precede il pronunciarla, allo stesso modo in cui concepimento e gravidanza vengono prima del parto”.<br />
Finito di leggere, ho visto che i ragazzi si sono guardati l’uno nell’altro negli occhi e hanno sorriso. Quel sorriso aveva i colori dell’arguzia. Quello che dovevano capire mi sembra che l’abbiano capito.</em></p></blockquote>
<p><em> </em></p>
<p>Riflessioni primaverili &#8230;sotto la neve</p>
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		<title>Madame Bovary, vittima o escort?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 07:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Rivaluti(amo) i classici]]></category>
		<category><![CDATA[classici]]></category>
		<category><![CDATA[Gustave Flaubert]]></category>
		<category><![CDATA[Madame Bovary]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-553" title="MadameBovary" src="http://www.librisulibri.it/home/wp-content/uploads/2009/11/MadameBovary-150x150.jpg" alt="MadameBovary" width="150" height="150" />Diciamo la verità, a noi madame Emma Bovary ci sta simpatica</strong>, forse perché era una pasticciona sentimentale, come molte di noi, e forse perché annoiata a morte da un marito scialbo e da una vita monotona in un paesino di provincia cercava conforto come meglio poteva. Con adulteri e debiti, per esempio.

<strong>Oggi probabilmente sarebbe andata a Parigi a proporsi come escort…</strong>ma allora doveva accontentarsi di amanti d’accatto e gingilli da poco.  E pensare che il romanzo, considerato oggi uno dei primi esempi di romanzo realista, fu messo sotto inchiesta per “oltraggio alla morale”, e nonostante questo, o probabilmente <strong>proprio </strong>per questo, in pochi mesi divenne un<strong> best seller</strong>. Si vede che...]]></description>
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		//--></script></span><p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-553" title="MadameBovary" src="http://www.librisulibri.it/home/wp-content/uploads/2009/11/MadameBovary-150x150.jpg" alt="MadameBovary" width="150" height="150" />Diciamo la verità, a noi madame Emma Bovary ci sta simpatica</strong>, forse perché era una pasticciona sentimentale, come molte di noi, e forse perché annoiata a morte da un marito scialbo e da una vita monotona in un paesino di provincia cercava conforto come meglio poteva. Con adulteri e debiti, per esempio.</p>
<p><strong>Oggi probabilmente sarebbe andata a Parigi a proporsi come escort…</strong>ma allora doveva accontentarsi di amanti d’accatto e gingilli da poco.  E pensare che il romanzo, considerato oggi uno dei primi esempi di romanzo realista, fu messo sotto inchiesta per “oltraggio alla morale”, e nonostante questo, o probabilmente <strong>proprio </strong>per questo, in pochi mesi divenne un<strong> best seller</strong>. Si vede che aveva solleticato la <em>pruderie</em> dei borghesi.</p>
<p><strong>Emma, in fondo, è una sognatrice </strong>e il contrasto con la realtà costituisce il filo conduttore di buona parte del romanzo.</p>
<p><strong>I suoi sogni impossibili di forti passioni e di protagonismo </strong>nell’alta società la inducono ad avere due relazioni extra-coniugali e a contrarre una enorme mole di debiti che la condurrà al suicidio. Eh sì, povera Emma. Nonostante una figlia ed un marito, sciapo sì ma che l’adora, finisce con l’avvelenarsi con l’arsenico.</p>
<p><strong>Flaubert,  molto critico nei confronti dei borghesi di provincia</strong>, fa di Emma Bovary  il prodotto di quella oppressione e di quei pregiudizi che egli stesso condanna, ridicolizzando allo stesso tempo le tendenze romantiche della sua protagonista.</p>
<p><strong>Non a caso, paradossalmente, </strong>del suo primo romanzo Gustave Flaubert ebbe a dire <em>Madame Bovary c’est moi! (Madame Bovary sono io!)<br />
</em></p>
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		<title>90 classici piccoli piccoli</title>
		<link>http://librisulibri.it/2009/10/24/90-classici-piccolipiccoli/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 17:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Rivaluti(amo) i classici]]></category>
		<category><![CDATA[Cairo editore]]></category>
		<category><![CDATA[classici]]></category>
		<category><![CDATA[classici a fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Henrik Lange]]></category>
		<category><![CDATA[novità in libreria]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete in programma un saltino in libreria, date un’occhiata ai mini- libri, magari quelli lì a fumetti. Anzi quelli appena usciti. Anzi proprio quello nuovo, nuovo della <strong>Cairo editore</strong>: il promettentissimo <strong><em>90 classici da leggere per chi ha fretta.</em> </strong>

Ovvero, finalmente possiamo unire il famoso utile al più gradito dilettevole. Perchè sono i classici che avremmo dovuto o voluto leggere, ergo l’utile ma a fumetti, quintessenza della lettura piacevole. Converrete che più dilettevole di così non si può.

Pare poi che questo pezzo da 90 (mai frase fu più appropriata) sia raccontato in 4 vignette l’uno per cui, scusate la veemenza, ma noi a questa grande, minuscola “chicca” non ce la sentiamo di rinunciare.

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			<content:encoded><![CDATA[<span class="read_later"><script type="text/javascript"><!--
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		//--></script></span><p>Se avete in programma un saltino in libreria, date un’occhiata ai mini- libri, magari quelli lì a fumetti. Anzi quelli appena usciti. Anzi proprio quello nuovo, nuovo della <strong>Cairo editore</strong>: il promettentissimo <strong><em>90 classici da leggere per chi ha fretta.</em> </strong></p>
<p>Ovvero, finalmente possiamo unire il famoso utile al più gradito dilettevole. Perchè sono i classici che avremmo dovuto o voluto leggere, ergo l’utile ma a fumetti, quintessenza della lettura piacevole. Converrete che più dilettevole di così non si può.</p>
<p>Pare poi che questo pezzo da 90 (mai frase fu più appropriata) sia raccontato in 4 vignette l’uno per cui, scusate la veemenza, ma noi a questa grande, minuscola “chicca” non ce la sentiamo di rinunciare.</p>
<p>Non fosse altro per la curiosità di scoprire come ha fatto <strong>l’autore Henrik Lange</strong> a racchiudere i  maestri della letteratura in un libro così piccolo (sintesi! Che dono straordinario)</p>
<p>E anche perchè magari ci viene voglia di leggerne qualcuno in versione originale. Ovviamente quelli che noi, navigate lettrici della redazione, non abbiamo già..ehm&#8230; letto.</p>
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		<title>I promessi sposi come la trama di un film</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 10:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Rivaluti(amo) i classici]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro manzoni]]></category>
		<category><![CDATA[i promessi sposi]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong> </strong>

<strong>Luca e Carlotta si conoscono da molto tempo</strong>, vivono in campagna in un borgo dove al mattino tutti si salutano e si raccontano aneddoti e nuove ricette per i dolci.

<strong>Innamorati e sicuri di voler stare insieme</strong>, Luca e Carlotta decidono di sposarsi, ma gli ostacoli e le avversità che dovranno affrontare affinché il loro sogno possa realizzarsi rischiano di mettere in crisi il loro amore. Un uomo potente ed influente, infatti, si oppone al loro matrimonio perché deciso anche lui a voler sposare Carlotta, e per questo motivo costringerà il debole parroco del paese a rifiutare di celebrare le nozze.

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<p><strong>Luca e Carlotta si conoscono da molto tempo</strong>, vivono in campagna in un borgo dove al mattino tutti si salutano e si raccontano aneddoti e nuove ricette per i dolci.</p>
<p><strong>Innamorati e sicuri di voler stare insieme</strong>, Luca e Carlotta decidono di sposarsi, ma gli ostacoli e le avversità che dovranno affrontare affinché il loro sogno possa realizzarsi rischiano di mettere in crisi il loro amore. Un uomo potente ed influente, infatti, si oppone al loro matrimonio perché deciso anche lui a voler sposare Carlotta, e per questo motivo costringerà il debole parroco del paese a rifiutare di celebrare le nozze.</p>
<p><strong>Rapimenti, avventure, losche figure e buffi personaggi</strong> creano una storia apparentemente complicata, ma che l’abilità dell’autore riesce a districare con un umorismo leggero ed uno stile semplice. E grazie alla creatività dell’autore ci si appassiona alla storia, sentendosi coinvolti negli intrighi e nel turbinio di dialoghi botta e risposta che lasciano senza fiato.</p>
<p><strong>Sembra una storia moderna, quasi la trama di un film</strong>, e forse vi sembrerà di averla già sentita da qualche parte. Il che è assolutamente vero, perché è <strong>la storia di Renzo e Lucia,</strong> e l’autore non è altri che <strong>Alessandro Manzoni.</strong> Probabilmente, guardando <em><strong>I Promessi Sposi</strong></em> non come opera storico-letteraria considerata pietra miliare della letteratura italiana, ma come un romanzo avvincente ed appassionante, ci si potrà liberare dalla sensazione di “doverlo” leggere,  e lo si potrà godere per ciò che è: un bellissimo e divertente romanzo.</p>
<p><strong>E se durante la lettura</strong> dovesse venirvi in mente qualche episodio storico dell’Italia del ‘600 che Manzoni descrive in modo realistico ed affatto noioso, tanto meglio.</p>
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