Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini nasce il 5 marzo del 1922 a Bologna. Sua madre, friulana, faceva la maestra elementare, suo padre, invece, era romagnolo ed era tenete di fanteria. Dal 1943 al 1949 si trasferisce in Friuli, a Casarsa, paese natale della madre con la quale stringerà un vero e proprio rapporto di simbiosi. Fin dalla giovinezza dimostra il suo vivace interesse per i dialetti italiani e la cultura popolare. Pubblica nel ’42 la sua prima raccolta di poesie in friulano, e sempre a Casarsa fonderà l’Acdemiuta de lenga friulana.

Anno significativo è il 1945: viene ucciso suo fratello Guido, partigiano della brigata Ossopo, e Pierpaolo si laurea in lettere a Bologna. Dopo la guerra Pasolini si inscrive al PCI di Udine ma verrà poi espulso per accuse di atti osceni in luogo pubblico, che si riveleranno infondate.
Nel 1950 Paolini si trasferisce a Roma con la madre mentre si complicano i rapporti con il padre. Nel 1954 pubblica la raccolta La meglio gioventù con cui vince il premio “Giosuè Carducci”. Nello stesso anno inizia a muovere i suoi primi passi nel cinema con la collaborazione nella sceneggiatura del film La donna fiume.
La pubblicazione nel 1955 di Ragazzi di vita, romanzo sulla vita dei ragazzi delle borgate romane, evidenzia la curiosità e l’interesse che l’autore prova per la vita del sottoproletariato nella capitale. Il libro ha un grande successo di pubblico anche se viene da alcuni accusato di oscenità per via del tema della prostituzione maschile. Al processo Pasolini sarà assolto, grazie all’aiuto di intellettuali dell’epoca, vedi Ungaretti.

Un paio di anni dopo pubblica una raccolta di poemetti “Le ceneri di Gramsci” che sarà materia di polemica da parte di intellettuali vicini al partito comunista.
Nel ’59 esce un altro romanzo, Una vita violenta, incentrato sulla vita dei ragazzi delle borgate con spunti di tema politico, in particolare nella figura del protagonista.

Dagli anni ’60 in poi Pasolini passa ufficiante al cinema: il film Accattone (incentrato sulla trasposizione dei temi letterari di Ragazzi di vita e Una vita violenta) segna il passaggio a un mondo in cui Pasolini farà parlar di sè.
Questi i film in cui Pasolini firmerà sempre la sceneggiatura: Mamma Roma (’62), Uccellacci e uccellini (’65), Teorema (’68) e Medea (1969).
Dal 1973 inizia la sua attività da giornalista e collaboratore nel “Corriere della Sera” con articoli di carattere politico e di costume che puntualmente creano polemiche (come “Io so” pubblicato nel sett. 1974). Lo stesso accade due anni più tardi con la realizzazione del tanto discusso film, Salò o le 120 giornate di Sodoma, ispirato dall’opera di De Sade.

Nel 1975 durante una sera di novembre a Ostia Il regista, scrittore e scomodo intellettuale viene investito dalla sua stessa auto guidata da Pino Pelosi, un ragazzo di borgata di 17 anni, che prima lo aveva colpito con un colpo in testa.
Pasolini muore come i protagonisti dei suoi stessi romanzi.