Pablo Neruda

Ricardo Eliecer Neftali Reyes Basoalto, o meglio conosciuto con lo pseudonimo di Pablo Neruda, nacque a Parral in Cile nel 1904. Di famiglia modesta, Neruda non conobbe mai sua madre, morta dopo solo un mese dalla nascita del figlio. Si trasferisce con il padre, impiegato alle ferrovie, a Telmuco, dove conosce Trinidad Candia Marvedei e si risposa. L’infanzia di Neruda è totalmente trascorsa nel piovigginoso Cile meridionale.

Nei primi anni universitari si contraddistingue per la scrittura creativa, vincendo nel 1921 una gara poetica con “la Canciòn de la fiesta”. Ama la letteratura e aspira a diventare insegnante, ammaliato e incoraggiato dalla sua insegnante Gabriela Mistral, futura vincitrice del Premio Nobel. Nel 1927, a causa di una condizione di povertà, accetto l’incarico di console onorario in Birmania. In seguito si sposò con Maryka Antonieta Hagenaar Vogelzang, una banchiera olandese. In questo periodo Neruda compone molte poesie attingendo a diverse forme poetiche, come quella surrealista che possiamo trovare nei due volumi di Residencia en la tierra.

Grazie ad incarichi diplomatici viaggiò molto da Buenos Aires a Barcellona e in seguito a Madrid. In questo periodo conobbe vari scrittori dell’epoca come F. Garcìa Lorca, il poeta peruviano Vallejo e Rafael Alberti. Durante il periodo spagnolo subì un grande dolore: sua figlia morì in tenera età per via di una idroencefalite. Il forte dolore, la frustrazione della mancanza di sua figlia e il forte stato di frustrazione culminano nella rottura con sua moglie Antonieta. La sua seconda moglie Delia del Carril, argentina, indirizzo il poeta verso la nuova tendenza anarco-individualista e al Marxismo. Le idee comuniste e di solidarietà civile si vanno man mano ad amalgamare nel poeta soprattutto nei confronti della dittatura spagnola di Francisco Franco che uccise il suo amico poeta F. Garcìa Lorca.

Nel 1953 dedicò una composizione persino a Stalin, per l’ammirazione verso l’Unione Sovietica che aveva svolto un ruolo decisivo nella sconfitta della Germania nazista. In seguito però cambiò opinione, con autocritica Neruda rinnega l’ammirazione asserendo di aver contribuito a costruire un’immagine non reale di Stalin, rimanendo però fedele alle convinzioni comuniste. Proprio nel 1945 ottenne la sua nomina di senatore in seno al Partito comunista. Il candidato presidente delle elezioni presidenziali, Gabriel Gonzalo Videla, gli chiese di dirigere la campagna elettorale. Neruda accetto l’incarico e ci si dedicò con focoso fervore, ma fu profondamente deluso del voltafaccia del presidente nei confronti del Partito comunista. Il politico e il poeta si scontrano violentemente, in particolar modo quando Videla colpì lo sciopero dei minatori: i scioperanti furono imprigionati in campi di concentramento. Neruda lo accusò davanti al senato cileno e Videla emanò un ordine di arresto che costrinse il poeta a intraprendere 13 mesi di fuga. Prima in Argentina poi Parigi, India, Cina, URSS, Messico e l’Europa.

Nel 1952 Neruda visse per un periodi persino a Capri e a Sant’Angelo di Ischia. In questi anni il governo Videla era ormai al termine, e il nuovo candidato presidente Salvador Allende richiede la presenza in patri del poeta. Neruda tornò in Cile nell’agosto del ’52. Nel 1970, Neruda appoggiò la campagna elettorale di Allende che, una volta eletto presidente, lo nomina ambasciatore del Cile.

Successivamente il tumore alla prostata costringe Neruda ad abbandonare la vita politica. Ma solo un anno dopo ricevette il premio Nobel della letteratura, precisamente il 21 ottobre del 71. Nel 1973 Pablo Neruda muore misteriosamente il 23 settembre. Secondo il suo autista e guardia del corpo non fu il cancro alla prostata a recare la morte al poeta ma una misteriosa iniezione effettuata per volontà di Augusto Pinochet. Nel 2013, su richiesta dei nipoti, la salma di Neruda è stata riesumata per accertare la causa della sua morte e l’ipotesi di omicidio è stata momentaneamente smentita.