Francesco Vettori

Francesco Vettori nacque a Firenze l’8 novembre del 1474. Vettori restò sempre fedele alla sua ascendenza familiare aristocratica, esprimendo nei suoi scritti sempre una certa avversità verso il popolo, considerato dall’autore come impreparato, incapace e spesso pericoloso. Ovviamente l’autore si pone in maniera completamente opposta verso il concetto di florentina libertas: uguaglianza di fronte alla legge e partecipazione del popolo nelle decisioni pubbliche.

Fu poco sensibile anche verso il classicismo umanistico, si palesò sempre per una notevole inclinazione psicologica disillusa e melanconica e soprattutto senza entusiasmi. Vettori valutava le vicende politiche esclusivamente secondo l’interesse del proprio ceto e la bontà del principe. Presso l’imperatore Massimiliano ottenne il suo primo incarico politico e qui conobbe e apprezzò Machiavelli. Da questa missione diplomatica nacque Il Viaggio in Alemagna, il diario di novelle e aneddoti dove mostra tutte le sue doti di narratore. Dopo la caduta della repubblica e il breve tentativo di far insorgere un regime oligarchico, Vettori fu uno dei più fidati consiglieri di Lorenzo. Quando poi nel 1519, Lorenzo morì, Vettori scrisse un ritratto affettuoso del principe, mostrando le suo tesi politiche di un regime mediceo guidato dagli aristocratici. Propose la sua guida politica anche al secondo papa Clemente VII, quando fu di nuovo ambasciatore a Roma. Il papa però opto per un regime controllato dai Medici. In seguito Vettori si avvicinò alle posizioni antimedicee di Filippo strozzi, suo caro amico.

Nel 1527, dopo essere tornato sotto l’ala protettrice dei Medici, compose il Sommario della storia d’Italia, in cui evidenzia il dominio della fortuna sulla virtù, in riferimento alla prospettiva europea. Dopo la fine della Repubblica, nei Pareri (richiesti dal papa) sostenne un rafforzamento del potere dei Medici, aldilà delle nuove idee di moderatismo di Cosimo e Lorenzo il Magnifico. Fu poi messo da parte da Cosimo, dopo che proprio Vettori, insieme a Gucciardini, lo favorirono dopo la morte di Alessandro. Francesco Vettori morì nel 1539 a Firenze.