Come raccontiamo i luoghi? Viaggiare in compagnia delle Guide Turistiche

La Guida turistica è stata considerata per molto tempo un tipo di produzione scritta secondaria, appartenente alla cosiddetta paraletteratura. Un prodotto editoriale nato a scopo informativo, con un carattere apparentemente più soggettivo rispetto alla classica letteratura di viaggio, difficilmente circoscrivibile in una categoria ben definita.

Per lungo tempo, critici letterari e studiosi si sono chiesti se le guide turistiche dovessero essere considerate letteratura di viaggio; se è vero infatti, da un lato, che la produzione guidistica e, più in generale, di promozione turistica rispecchia i caratteri ascrivibili alle opere definite come paraletteratura, d’altro lato letteratura di viaggio e guide turistiche presentano numerosi rimandi e legami. Spesso quel carattere di soggettività/oggettività, che distinguerebbe le une dalle altre, si perde: non mancano esempi di racconti di viaggio contenenti informazioni pratiche, di natura geografica, storica e culturale, riconducibile al paradigma della guida turistica; allo stesso tempo e alla stessa maniera le guide riportano citazioni e riferimenti letterari, celano dietro la propria oggettività, caratteri, usanze e ideologie tipiche di un determinato periodo storico. Pensiamo, ad esempio, alle opere dell’alpinista e scrittore Mauro Corona, per citarne uno.

Al pari della letteratura odeporica, le guide turistiche concorrono a creare e influenzare l’immagine che si ha dei luoghi. La scelta stessa delle informazioni che la guida turistica dovrà contenere al suo interno spoglia, in un certo senso, questo tipo di prodotto editoriale della sua oggettività. Dunque, pare di fondamentale importanza ribadire il concetto di interdisciplinarietà come carattere proprio sia della letteratura di viaggio che della produzione guidistica.

Guida turistica ed itinerario

La guida, oltre ad avere una funzione informativa, contribuisce senz’altro alla costruzione dell’immaginario intorno ad un luogo, mostrandone l’identità e determinandone il suo essere luogo turistico. Essa si pone come mediatore tra il luogo e il visitatore; ciò che viene narrato nella guida porterà il futuro visitatore ad avere un determinato comportamento. Si pensi ad esempio alla Via Francigena, che riscoperta e rivalorizzata negli ultimi anni, ha visto nascere intorno ad essa una lunga serie di guide e materiali di promozione turistica. La riscoperta del viaggiare lento, ricco di suggestioni, paesaggi e incontri.

In una delle tante guide turistiche che la descrivono troviamo la descrizione quasi idilliaca del tratto che da Sutri raggiunge Formello: il tramonto sull’anfiteatro di Sutri, la colazione da Eleonora a Monterosi, la bellezza del Parco di Vejo, la calorosa accoglienza dell’ostello comunale a Formello. Ben diversa dalle descrizioni della via Francigena contenute negli scritti dei viaggiatori medievali e moderni: un tratto tra le campagna, dove il pericolo del brigantaggio era sempre in agguato e dunque i pellegrini dovevano far ben attenzione a non fermarsi e al pericolo di fare spiacevoli incontri. Due narrazioni, reali entrambe, sullo stesso luogo che però riflettono la cultura e l’immaginario collettivo di epoche diverse.

turismo e guide turistiche

Sebbene il lettore, al contrario del racconto di viaggio, sappia che tutto ciò che è contenuto nella guida turistica rispecchia la realtà, è anche vero che il discorso turistico è sempre legato al una realtà sociale culturale, specchio dell’immaginario collettivo. E molto spesso le guide turistiche tendono proprio a rispecchiare l’immaginario collettivo legato al territorio che descrivono. Poiché i visitatori cercano nelle guide turistiche conferme dell’immaginario creato intorno ad un tale luogo, queste assorbono stereotipi e immagini falsate della realtà. Come afferma Roland Barthes nel suo saggio Guida Blu, le guide turistiche rappresentano una realtà alterata dai preconcetti, poiché ne forniscono un’immagine superficiale, modellata più sui pregiudizi che sulla realtà.

Scopo primario della guida turistica, come abbiamo detto, è quello di confermare l’interesse turistico per quel luogo, e per farlo la guida deve rispondere alle aspettative che il futuro visitatore si è fatto di quel luogo. Una guida turistica di Sharm el-Sheikh non potrà fare a meno di menzionare i colori della splendida barriera corallina, la possibilità di sport acquatici e l’atmosfera faraonica dei resort, poiché è ciò che ci aspettiamo di trovare e ciò che in un certo senso troveremo. Ma Sharm è davvero questo? È davvero la “splendida” barriera corallina, il resort, il cammello e tutti quei stereotipi che contribuiscono a renderla tale? O è forse altro?

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