grotta azzurra a capri

Capri, Pablo Neruda e le meraviglie da ammirare sul posto

Capri è una delle isole più caratteristiche presenti all’interno del territorio italiano. Meta turistica che ogni anno attira migliaia e migliaia di turisti che desiderano immergersi nel clima piacevole e nelle tradizioni del posto. Un luogo che negli anni ha attirato anche personalità celebri, basti pensare al soggiorno di Pablo Neruda sull’isola che fu ispiratrice di alcuni versi delle sue opere. Per fare un itinerario di un giro sull’isola di Capri, si può partire da un primo giro bellissimo dell’isola via mare. Questo è possibile arrivando sull’isola in mattinata, così da ammirare i colori più belli della natura e del mare. Una volta che si sbarca sull’isola, a Marina Grande per la precisione, qui si può acquistare un biglietto per il giro dell’isola in mare con tappa obbligata presso la Grotta Azzurra e i Faraglioni. Si tratta di due attrazioni naturali che si trovano a Capri e che sono di una bellezza unica: suggestiva la Grotta Azzurra in cui si può entrare ed ammirare il colore spettacolare, oltre ai giochi cromatici che si formano con la luce. soggiorno a Capri di Neruda

Terminato il giro dell’isola via mare, si potrebbe pensare ad una tappa nel punto più alto dell’isola di Capri, ovvero il Monte Solaro. Questo è raggiungibile mediante la seggiovia che si trova ad Anacapri, il comune più esteso dell’isola. Si tratta di un’esperienza piacevole e che, in caso di bella giornata, permetterà di ammirare un paesaggio incredibile. Se la giornata è abbastanza chiara, sarà anche possibile ammirare le isole vicine e soprattutto il Golfo di Napoli in lontananza. Sono disponibili anche diverse escursioni sul monte per poter ammirare la bellezza della flora e della fauna del posto. Chi si trova sul Monte Solaro non potrà perdersi anche la bellezza dell’Eremo di Cetrella per poi godersi tranquillamente la discesa a piedi. Tappa obbligata deve essere fatta anche alla Villa San Michele, uno dei posti più ricchi di storia di Anacapri. In particolare, questa era la residenza di un medico svedese, Axel Muthe il quale agli inizi del ‘900 la usava come dimora posto per le sue vacanze.

La particolarità di questo posto è legata al fatto che è un museo oggi e che permette di ammirare una serie di opere dell’età romana e reperti storici di grande prestigio. Questo perché il dottore svedese volle la sua villa proprio in corrispondenza di dove furono rinvenuti resti di una antica villa romana, utilizzando ciò che trovava come decorazioni che oggi possono essere ammirate. Immancabile anche una sosta nella celebre Piazzetta di Capri dove sono stati girati diversi film celebri e dove si possono gustare specialità ed il classico caffé del posto.

Proprio per quanto riguarda le specialità enogastronomiche, Capri offre un’ampia scelta: tantissimi i ristoranti presso cui gustare piatti tipici e prelibati. In particolare, si potrebbe assaggiare un piatto di ravioli capresi, ripieni di maggiorana, parmigiano e caciotta secca e conditi con del sugo fresco. Anche gli scialatielli sono una specialità per quanto riguarda i primi, mentre per chi ama il pesce, si può gustare dell’ottima pezzogna all’acqua pazza, pesce tipico della zona, o anche dei gamberetti. Immancabile ovviamente anche la pizza.

“La grande bellezza” di Roma

Nel 2014 “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino ha vinto l’Oscar come miglior film straniero. La scenografia è rappresentata dalla bellezza disarmante di Roma, da luoghi meravigliosi meno noti, ma certamente ricchi di fascino e beltà.

La pellicola inizia sul “Colle del Gianicolo” con lo sparo a salve del cannone della prima guerra mondiale, come avviene ogni mezzogiorno (in passato per regolare le campane delle chiese della città), e con una visuale sulla statua equestre di Garibaldi del 1895 con la scritta sul piedistallo “O Roma, o morte“.
Con un delicato coro femminile in sottofondo, la scena scorre verso il “Fontanone dell’Acqua Paola” da cui la vista spettacolare colpisce fatalmente un turista giapponese.
La fontana, realizzata da Giovanni Fontana, inizialmente si trovava sul limitare del colle, con l’acqua che cadeva giù a cascata; solo dopo fu costruita la splendida vasca in marmo bianco per volontà del Papa Alessandro VIII. E’ una meravigliosa struttura, con cinque nicchie intervallate da colonne in granito, a sostenere l’architrave sormontata da una grande croce.

Il protagonista del film è il giornalista Jep Gambardella che abita in una residenza lussuosa affacciata sullo splendido “Anfiteatro Flavio“, chiamato “Colosseo” per via dell’imponente statua bronzea di Nerone del II d.C, che una volta si trovava vicino all’arena. Formato da quattro ordini, all’interno le gradinate in laterizio erano rivestite di marmo bianco, l’arena lignea era ricoperta di sabbia, e vi erano grandi gallerie nei sotterranei, riparo di animali, schiavi e oggetti di scena.

Jep si ritrova dopo le baldorie a rinfrescarsi al “Mascherone“, una fontana con in cima il volto di una fiera, in Via Giulia, mentre osserva piccole suore nella adiacente Chiesa di Santa Sabina. La chiesa del V secolo, sorge dove un tempo vi era la casa di Santa Sabina, presenta un bellissimo portale in legno di cipresso decorato con scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. All’interno è conservata una splendida decorazione in mosaico del V secolo con i nomi di Pietro dell’Illiria e di Papa Celestino I su sfondo azzurro.
Jep passeggiando, nota una suora che raccoglie le arance nel “Giardino degli Aranci” del XIII secolo sul Colle Aventino: gli alberelli ricordano San Domenico che qui vi edificò il proprio convento.

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Un altro luogo bellissimo della Roma più nascosta è “Palazzo Sacchetti“, nel cui cortile Jep vede giocare e rincorrersi dei bambini e una suora, simbolo di quella gioia genuina in contrasto con quella effimera vissuta da Jep. E’ un giardino all’italiana dove spicca il “ninfeo” proprio a baciare il Lungotevere. Questa oasi completa uno splendido palazzo nobiliare, che strabilia con il “Salone dei Mappamondi” con due globi del ‘600 del Coronelli incastonati in una sala totalmente decorata; c’è poi la Galleria del Giacomo Rocca affacciata sul Tevere e che, tra ricche e verdi fronde, quasi nasconde Roma.

Splendida la Roma notturna e silente dove si aggirano Jep e la sua amica, tra il Lungotevere e una spettacolare Piazza Navona deserta.
Piazza Navona ha la forma allungata del sotterraneo “Stadio Domiziano” dell’86d.c.: qui sono visibili ancora le vestigia delle arcate e delle gradinate di questa arena dove avvenivano gli “agones“.
Su questa celebre piazza sorgono la “Fontana di Nettuno“, la “Fontana del Moro” e la “Fontana dei Quattro Fiumi“del Bernini con l’imponente obelisco egizio al centro, posta proprio davanti alla Chiesa di Sant’Agnese in Agone del Borromini. All’interno della chiesa del 304 d.C, c’è un monumento edificato a Innocenzo X del 1730 che si dice benedica chi non lo scorge, oltre ad un reliquiario contenente la testa di Santa Agnese.

Di ritorno dal celebre “Cimitero del Verano“, Jep si ritrova poi nei pressi del “Tempietto di San Pietro in Montorio” sul Gianicolo, dove si imbatte in una mamma in cerca di sua figlia. Il tempio è opera del Bramante e all’interno vi si trova, ai piedi della statua rinascimentale di San Pietro, un foro dove si racconta fosse inserita la croce dove egli fu crocifisso.

Immancabile una “sbirciatina“, come fanno i protagonisti, dal foro della serratura della porta della “Villa del Priorato di Malta” attraverso il quale si scorge la Cupola di San Pietro. Oltre il portone, il lussureggiante corridoio porta alla “Statua del Morforio“, risalente al I d.C. che rappresenta Nettuno adagiato su un fianco che regge in mano una conchiglia in una vasca in travertino.
I protagonisti entrano nei “Musei Capitolini” in Piazza del Campidoglio. I musei del 1471, oltre alla “Pinacoteca” e al “Palazzo Caffarelli-Clementino“, constano di due palazzi: “Palazzo Nuovo” dove si possono ammirare la “Galata morente” e la “Venere capitolina“, e il “Palazzo dei Conservatori” dove si trova la statua equestre di Marco Aurelio.

Sorrentino ci porta a conoscere splendidi palazzi nobiliari come “Palazzo Altemps“, una delle sedi del “Museo Nazionale Romano”, “Palazzo Spada” con l’ omonima “Galleria Spada” del Borromini che offre un eccellente esempio di finta prospettiva, “Villa Medici” con le statue del “Gruppo Scultoreo dei Niobidi“, e la rinascimentale “Villa Giulia” sede del “Museo Nazionale Etrusco” dove si possono ammirare un sarcofago del 520 d.C. e l'”Apollo di Veio“.

Il regista ci porta nello splendore delle “Terme di Caracalla“, di notte, con la famosa scena della giraffa: un complesso del III d.C. voluto da Settimio Severo e completato da Caracalla, che costituiva un ritrovo per i romani dove ritempravano corpo e spirito.

Il film si chiude in San Giovanni in Laterano sulla “scala santa“: si dice sia la scala percorsa dal Cristo per raggiungere Ponzio Pilato nella sua aula, e che sia stata trasportata qui a Roma da Sant’Elena.
Oltre la scala si trova la “Cappella Sancta Sanctorum” con l’immagine “Acheropita” del Cristo Salvatore, fatta secondo molti da mani “non umane”.

Buon viaggio dunque, nella “Grande Bellezza“!