“Ragazzi di Vita”. Alla scoperta della Roma di Pasolini

Roma è una città legate modo particolare alla figura di Pier Paolo Pasolini; il poeta, scrittore, regista, letterato trascorse qui gran parte della sua vita da adulto e diede della città alcune descrizioni ormai entrate nell’immaginario comune. Infatti è difficile avere un’idea della città eterna senza Pasolini. Anche se vi abitò ininterrottamente per 20 anni (dal 1950 al 1970), il soggiorno romano di Pasolini può essere suddiviso in periodi diversi. Nei primi mesi del 1950 visse vicino al vecchio ghetto ebraico al portico di Ottavia, mentre dal 1951 al 1953 ci fu il periodo a Via Giovanni Tagliere, a Borgata Rebibbia. Qui Pasolini entrò in contatto con il dialetto e la vita popolare romana.

Il periodo più lungo è rappresentato da soggiorno a Monteverde, durato quasi 10 anni, prima nella casa in Via Fonteiana (1954- 1959) e poi, dal 1959 al 1963, in Via Carini. Qui Pasolini trasformò il vissuto in ambiente letterario, prima tenendosene a distanza e successivamente ricomponendolo come elemento ancestrale. Monteverde anche l’ambientazione di uno dei più importanti romanzi di Pasolini, “Ragazzi di vita“. Il nome del quartiere deriva dalla presenza di antiche cave di tufo verde sfruttate già in epoca romana e dal fatto che ha un’altezza di 80 metri. Situato alle pendici del Gianicolo, è il colle più settentrionale della cintura di alture che si affacciano sulla riva destra del Tevere. Si estende da Villa Doria Pamphili alla Piana dei Prati dei Papi: il suo punto più alto è Piazza San Giovanni di Dio; in “Ragazzi di vita” la si definisce la “girata del tram”. Si trattava del capolinea del tram, dove mezzi giravano su un carosello (anello) per ritornare verso Roma.

Monteverde è descritto in maniera efficace da Pasolini ne “Il Ferrobedò”, il primo capitolo del romanzo. In realtà il quartiere gianicolense, tra i maggiori di Roma per estensione e popolazione, è formato da due nuclei, Monteverde Vecchio e Monteverde Nuovo. Il primo è incentrato su Piazza Rosolino Pilo, che il piano regolatore del 1909 prevedeva circondata da edifici, trasformati in intensivi da quello del 1931. Qui si trova anche la chiesa di Santa Maria Regina Pacis. Da piazza Pilo scendendo per le vie Barrili, Guinizzelli e Massi si raggiunge la circonvallazione Gianicolense, a ridosso della quale si sviluppa Monteverde Nuovo. Nel tratto di destra c’è l’ospedale San Camillo, una volta del Littorio; più avanti, il fronte destro della circonvallazione si apre in Piazza San Giovanni di Dio, da dove si individua la chiesa di Nostra Signora de La Salette, con interno coperto a spicchi sfalsati a formare due croci, su uno spazio mosso dal succedersi di absidi curvilinee.

Il nome Ferrobedò indica la Ferrobeton, fabbrica di binari situata in una conca vicino a Ponte Bianco. Quest’ultima struttura con leoni e obelischi in travertino (littori scalpellati) serviva per l’accesso da Trastevere all’Ospedale San Camillo eliminando il passaggio a livello. La parte inferiore della fabbrica era chiamata Bagno Traverse perchè qui si impregnavano le traversine col catrame. Anche se all’epoca era collegata alla stazione di Trastevere, ora la Ferrobeton non esiste più. Anche la vicina Raffineria di Roma, chiamata anche la Purfina, era pienamente attiva ai tempi dei “Ragazzi di vita”.
La zona di Via Fonteiana insiste nella zona dei Grattacieli, case popolari realizzati in epoca fascista esattamente tra Monteverde Nuovo e Monteverde Vecchio. Nell’area si trovano anche la scuola Franceschi e la Villa Doria Pamphili. La prima ha una struttura imponente, è stata costruita nel 1939, durante la guerra ospitò un gran numero di sfollati e nel 1951 crollò in parte. Si tratta di un evento che Pasolini racconta in “Ragazzi di vita”. La scuola esiste ancora ed è uno dei pochi istituti elementari descritti in un romanzo. Villa Doria Pamphili, invece, è detta anche Bel Respiro, e fu costruita per il nipote di Papa Innocenzo X nel 1644-52. Ampliata a metà dell’Ottocento, subì notevoli modifiche nella zona del parco (esteso 184 ettari con 6,5 chilometri di perimetro, fatto che lo rende il più vasto della capitale), a seguito dei danni causati dai combattimenti della Repubblica Romana. La Villa Doria Pamphili decritta nel romanzo è diversa da quella attuale, perchè nel 1960 il tratto dell’Olimpica, intitolato a Leone XIII, ha diviso in due il giardino. Soltanto di recente un nuovo ponte pedonale ha collegato di nuovo le due aree.

Monteverde è stato uno dei quartieri di Roma che, negli anni Cinquanta fino agli anni Settanta, è stato maggiormente interessato dalla speculazione edilizia, mentre la zona di Villa Doria Pamphili fu interessata dalla costruzione di villette residenziali. Sempre in “Ragazzi di vita” si parla di un ponte non terminato: si tratta del Ponte Marconi, che fu completato soltanto nel 1953. Si apre su Viale Marconi, realizzato nel 1939-1940, anche se all’epoca non era asfaltato. Si trattava della seconda strada di accesso all’EUR.

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