Fuoco su Napoli di Ruggero Cappuccio in arrivo in libreria

Fuoco su Napoli non è l’augurio che qualcuno farebbe alla bella Partenope, ma il titolo del libro di Ruggero Cappuccio, edito da Feltrinelli in libreria dal 19 maggio.

Tra trenta giorni Napoli sarà invasa da acqua e fuoco a causa dell’esplosione dei Campi Flegrei. L’unico a esserne a conoscenza è l’avvocato Diego Ventre, invischiato nei giochi di potere di politici e camorristi, il cui scopo è quello di trarre vantaggio dalla imminente catastrofe.

Ventre si organizza per benino e programma l’affarone: vendere e comprare immobili che si salveranno dall’esplosione, e con il ricavato dei profitti ricostruire Napoli attraverso un nuovo piano regolatore.

Uomo viscido e meschino, si direbbe, che nonostante tutto riesce a sedurre la bella Luce, che resta ipnotizzata dalla sicurezza e dal fascino dell’avvocato.

La storia non finisce con una squadra di SWAT che blocca l’esplosione e arresta i cattivi, no. Napoli esplode, e subito prima, nei momenti di silenzio e calma che sempre precedono la tempesta, emergono e si delineano i personaggi attraverso cui Cappuccio disegna la metafora del male: prostitute, capiclan e pittori alla disperata ricerca della sfumatura perfetta.

L’esplosione, il fuoco e l’acqua, e Napoli viene annullata in brevi e allo stesso tempo lunghissimi attimi di paura. Il piano di Ventre funziona e da questo momento dovrebbe cominciare la resurrezione della città, o la sua definitiva scomparsa.

Possibile che, in realtà, Diego Ventre rappresenti il cuore dei napoletani? Quel cuore che appassionatamente ama la sua città e vorrebbe abbatterla e ricostruirla per eliminare il marcio che la corrode?

10 Commenti a “Fuoco su Napoli di Ruggero Cappuccio in arrivo in libreria”

  • Uomo viscido e meschino, si direbbe, che nonostante tutto riesce a sedurre la bella Luce, che resta ipnotizzata dalla sicurezza e dal fascino dell’avvocato.

    Non sono d'accordo con questo giudizio sul personaggio. Va guardato sotto una luce diversa e va giudicato per quel che dice e non per quel che fa; è messo dallo scrittore a ricoprire quel ruolo per un puro artificio narrativo, che rende la visione di una Napoli moritura vissuta da un'occhio che non possa essere sospettato di facile moralismo.

    • Lorenza:

      Giusta osservazione, ed è il motivo per il quale ho usato il condizionale ed il punto interrogativo finale: bisogna leggerlo per poter capire cosa si nasconde dietro le apparenze…

  • demetrio:

    Diego non e' un artificio narrativo, Fuoco su Napoli e' un romanzo autobiografico!

    Personalmente penso che questo testo edito da La Feltrinelli assomigli ad un romanzetto d'appendice buono per farci una fiction tv.

  • Biagio:

    Non credo che "Fuoco su Napoli" possa prestarsi per una banale fiction televisiva. L'impeto narrativo lo sviscerato amore/odio per la bella e corrotta, ancorché accidiosa, Partenope penso che ben possa adattarsi ad un dramma teatrale. E non a caso Cappuccio lo è regista teatrale. Ho trovato il romanzo uno dei più belli degli ultimi anni scritti su Napoli e credo che del capolavoro ne abbia lo stile e la struttura narrativa.

  • naima11:

    Che Delusione !

    Eppure era stato recensito da La Capria (la vecchiaia gioca brutti scherzi anche per il maestro).

    La prima parte può essere interessante con idee quasi originali; la seconda parte : un romanzetto di maniera su storie di camorra (Stile "Saviano vende e voglio vendere pure io"

    p.s. è costato 16 eu, 8eu era ben pagato !

    • Lorenza:

      Cara Naima, come per Hanno tutti ragione di Sorrentino, anche Fuoco su Napoli è oggetto di pareri molto contrastanti. Una cosa è certa: non passa inosservato! Per quanto mi riguarda, è divertente la definizione delle idee "quasi" originali ;) .

  • naima11:

    Controverso o no,

    io l'ho coprato solo perchè lo consigliava La Capria,

    ma secondo me non ci siamo proprio.

    Comunque,

    De gustibus non ad libitum sputazzellam (come diceva Totò)

  • Cambiano i tempi ma le storie e i problemi restano gli stessi: Le mani sulla città riveduto e corretto. L’ho letto con piacere e mi è piaciuto.

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