L’ultima riga delle favole, un’intervista all’autore

Prendiamoci qualche giorno di vacanza, su! Dedichiamo qualche ora a noi stessi, lasciamoci alle spalle routine ed insicurezze e immergiamoci nelle Terme dell’anima.

Se ne avete voglia, è possibile; possiamo fare una gita dentro di noi e da lì ripartire per capire meglio gli altri. Se vi piace l’idea, allora fatevi guidare da Massimo Gramellini con L’ultima riga delle favole edito da Longanesi.

L’autore, badate, non è un guru che diffonde qualsivoglia disciplina spirituale, anzi. E’ vicedirettore de La Stampa e collabora da anni con Fabio Fazio in Che tempo che fa. Ha già scritto, sempre per Longanesi, Cuori allo specchio. Sprovveduto il Gramellini no, romantico direi proprio di si.

Ben lungi dall’essere un manuale, L’ultima riga delle favole è la storia di Tomàs, un uomo di mezza età che potrebbe essere anche una donna, che diffida delle sue capacità, che non crede di riuscire a trovare l’anima gemella, che neanche sa se esiste, l’anima gemella.

Dove comincia l’ignoto comincia la favola, e Tomàs si ritrova alle Terme dell’anima, un luogo in cui può imparare a vivere e smettere di sopravvivere.

Massimo Gramellini, nell’intervista qui di sotto, ha detto che è difficile parlare del bene perché troppo fa venire la nausea, come il miele. Però lui ci ha provato lo stesso. Con quali risultati ditemelo voi dopo che avrete letto il libro!

Approfondimenti:

Massimo Gramellini presenterà in anticipo l’ultima riga delle favole sulla Stampa.it.

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