Le ho mai raccontato del vento del nord, di Daniel Glattauer

Qualche giorno fa mi sono regalata una mezz’ora di relax in un caffèartisticoletterario di Città della Pieve (Umbria), un cocktailbarristorantino che ha anche un piccolo scaffale con alcuni libri in vendita.

E siccome esistono, secondo me, dei libri che ti attraggono così, senza un motivo apparente, ne ho acciuffato uno dal titolo per l’appunto poco attraente e l’ho sfogliato leggiucchiandolo tra un sorso di cappuccino e l’altro.

Avete presente quando un libro vi rapisce a tal punto che non potete fare a meno di continuare a leggerlo nonostante la porta a vetri scorrevole non scorra quando uscite e voi ci sbattete dentro e la prima cosa che fate dopo averci sbattuto è di controllare di non aver perso il segno della pagina?

Ecco, mi è successo con Le ho mai raccontato del vento del nord, la storia di questi due, Emmi e Leo, che per sbaglio si inviano una serie di email spassosissime e allo stesso tempo molto intelligenti, e che piano piano diventano dipendenti l’uno dall’altra.

Basata sulla contemporanea abitudine di conoscersi soltanto virtualmente (non lo so se poi si incontrano, ancora devo terminarlo), la storia di Emmi e Leo è ironica, simpatica e vivace.

Per tutto il tempo ci si chiede cosa succederà? Per tutto il tempo si fanno versi del tipo uh, ah!, mmmh, wow!, insomma, un po’ simili a quelli che alcuni fanno (o vorrebbero fare) durante un amplesso.

Forse di tanto in tanto ci si annoia del mono tono dello scambio epistolare (non ve lo avevo detto? Be’, adesso lo sapete), e forse ad un certo punto avrete voglia di cambiare lettura perché lo scambio di email tra i due diventa un: allora ci incontriamo? Non ci vogliamo proprio incontrare? Tu mi vuoi conoscere? Io non lo so… e insomma, diventa un po’ come la vecchia telefonata della Sip del quanto mi ami, ma non demordete: Emmi e Leo continueranno a farvi sorridere e a divertirvi anche dopo questa tiritera.

Se avete voglia di qualcosa di leggero, di interessante e di molto intelligente, leggetevi Le ho mai raccontato del vento del nord e appagherete questo desiderio che, a me personalmente, mi accompagna quando la primavera tarda ad arrivare.

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Aggiornamenti: per chi avesse letto il libro, dal 17 novembre Emmi e Leo sono di nuovo in libreria con La settima onda.

5 Commenti a “Le ho mai raccontato del vento del nord, di Daniel Glattauer”

  • giacomo:

    ciao, ho appena finito di leggerlo.

    un libro veramente appassionante, ha suscitato emozioni in me come se fossi stato io nella situazione dei protagonisti…

    piacevolissimo e consigliatissimo

  • premetto di non essere più una ragazzina,eppure questo libro penso vada letto sopratutto dalle donne della mia età, ho avuto tanto dalla vita un buon marito e due meravigliosi ragazzi, non posso lamentarmi assolutamente di niente anzi mi ritengo una donna fortunata… in questo libro ho trovato delle sensazioni e delle emozioni che ora so mi mancano, leggendolo mi sono resa conto di essere una ” Emmi ” e che, se un giorno capitasse un “leo” nella mia vita probabilmente tutto cambierebbe colore, è come se in questo momento mi vedessi vivere nella pacata tranquillità del grigio ed una cosa del genere mi sbalzasse nel giallo intenso , non so se rieco a rendere l’idea.
    L’unica domanda che mi sono posta alla fine della lettura è stata “ma Emmi adesso come si sentirà” ???

    • Camilla:

      Ciao Linda,
      io sono convinta che questo sia un problema di tutti. Nel senso che pur di rivivere gli emozionantissimi primi giorni, o in alcuni casi primi mesi, si arriva a tradire. Forse l’ “arte di amare”, se così vogliamo chiamarla, sta proprio in questo: tentare di vivere il rapporto di coppia con lo stesso entusiasmo dei primi tempi. E’ difficilissimo ma chissà, magari quando ci si riesce vuol dire che l’altro è proprio l’anima gemella.
      Come si è sentita Emmi? Male in un primo momento, ma sicuramente più consapevole di alcuni aspetti di se stessa e del suo rapporto.
      A me piace immaginarla così =)

  • Aurelio:

    Un libro geniale nella sua ordinaria semplicità. l’ho letto in “un boccone”. Poi è uscito La settima onda – una sorta di secondo tempo – che mi ha deluso, infatti ha avuto il sapore di una “minestra riscaldata”.
    A.

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