Hanno tutti ragione, di Paolo Sorrentino

Il 10 marzo è uscito Hanno tutti ragione, il primo romanzo di Paolo Sorrentino. Ho fatto un giretto in rete, tra i vari giornali e blogs di sapore libresco e le varie impressioni  sono decisamente positive.

Chi ha letto le prime quaranta pagine e ne è entusiasta, chi ama il Sorrentino regista e attende meraviglie dalla sua prima regia letteraria, chi lo ritiene degno di premi  ambiti. Insomma, grandi entusiasmi e grandi aspettative.


Lui, il Paolo S., dal canto suo, dichiara di aver scritto un libro perché aveva  un po’ di tempo libero e certo non si aspettava tutti questi riconoscimenti e questi clamori. Ecco, alcuni di noi , nel tempo libero, si prendono una vacanza, altri un libro se lo leggono e altri, invece, lo scrivono e lo pubblicano con Feltrinelli.

Semplicemente gli andava di narrare dei personaggi , ha detto il novello autore in un’ intervista al Corriere del Mezzogiorno, un po’ di lune fa. In pratica, scrivere un libro gli ha permesso di abbandonarsi  al potere descrittivo della parola e di mettere da parte , per un po’, le fatiche che la comunicazione attraverso l‘immagine implica.

O almeno questa è la mia interpretazione.  Anche perché non stiamo parlando di un librettino di rapida “scorsa” ma di un romanzo di 320 pagine che racconta la complicata storia di Tony Pagoda, campano, cocainomane e cantante di night club che, quando il gioco si fa duro, cambia aria e se ne va a respirare quella brasiliana.

La respira per un bel po’ di annetti e poi, previo congruo assegno, se ne ritorna in Italia dove qualcuno lo aspetta.

Eccovi un assaggio di questo personaggio che è già una star:

Tre conati di vomito e queste pallette piccoline di sudore freddo e giallognolo che mi accarezzano la fronte bassa, la mia fronte bassa, la fronte bassa di me, di Tony Pagoda, alias Tony P, con questi quarantaquattro anni carichi e feroci, che me li porto dietro e che non li conto, che se li conto, soffro assai.

E mentre Tony Pagoda torna a casa , noi attendiamo notizie da chi Hanno tutti ragione lo ha letto, lo sta leggendo o lo leggerà.

Aggiornamenti:

Paolo Sorrentino vince il premio Vittorini

Hanno tutti ragione è anche in versione eBook al prezzo (assurdo) di 12.99 con (assurdo) DRM

45 Commenti a “Hanno tutti ragione, di Paolo Sorrentino”

  • Mi mancano una quarantina di pagine.
    Da quanto non incontravo un romanzo italiano tanto vitale e riuscito?
    Dalla “Taverna del doge Loredan” di Alberto Ongaro? “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo? “Vita standard di un venditore provvisorio di collant” di Aldo Busi? “La camera da letto” (anche se è un poema) di Attilio Bertolucci? “A perdifiato” di Mauro Covacich.
    Sorrentino (con uno stile ricco e gustoso che grazie a Dio non c’entra nulla col piattume delle scuole di scrittura creativa) mette in scena un io narrante formidabile, il cantante di night Tony Pagoda. E attorno a lui muove altri personaggi, tra perfidi sarcasmi e uggiose malinconie, lampi di umorismo e guizzi quasi da thrilling, sesso carnale e fragorosa comicità.
    Un solo esempio: quando racconta un’incandescente passione erotica, Sorrentino procede su un difficile filo del rasoio. Perchè da un lato tutto può precipitare nel più fradicio deja vu, dall’altro il linguaggio usato dall’io narrante Tony Pagoda rischia di essere artificioso. Invece la scrittura (fondendo all’interno della stessa frase toni alti e bassi, echi canzonettistici e ricchezza lessicale, piccole citazioni e invenzioni linguistiche) sa creare un impasto stilisticamente saporito, emotivamente convincente e narrativamente appassionante.
    Azzardo? Un capolavoro.

    • Elda:

      Ecco quello che mancava alla presentazione del libro: una recensione completa, entusiasta e con i fiocchi! Grazie Luciano. E, a proposito, quel casuale commentino elegantemente gettato tra le righe sul piattume dei frutti delle scuole (o dei corsi) di scrittura creativa, fa riflettere. Ceatività in attesa di sbocciare o banale omologazione di stili narrativi?

  • Irma:

    Ho letto da poco il libro di Paolo Sorrentino. Per me è stata una lettura difficile , perché conosco i film di Sorrentino regista, mi sono piaciuti ma li ho visti sempre come un concentrato di tristezza estrema e di sottile, quasi impercettibile, umanità. Mi aspettavo, perciò, la stessa atmosfera ed è questa che ho trovato: è un’atmosfera strana, in cui si mescolano emozioni, umori, riflessioni dissonanti. E’ faticoso stare dietro a Tony Pagoda, non è un personaggio con cui è facile avere a che fare, è un solitario che non sopporta la solitudine, è un nostalgico che non si ferma mai, è un perdente che si aggrappa a qualche consapevolezza per non sprofondare nella sofferenza. Non è facile provare per lui tenerezza, ma , nonostante tutto questo, è possibile riconoscersi in certe sue affermazioni contraddittorie ( contro gli intellettuali, a favore degli intellettuali, contro il sentimentalismo, per il sentimentalismo e così via). Leggetelo pure…

    • Elda:

      Ciao Irma,
      benvenuta a LSL e soprattutto grazie per questa bellissima descrizione di Tony Pagoda e del suo rapporto con il lettore.
      Una prospettiva di lettura e critica che mi è piaciuta molto :-)

  • Gabriele:

    A mio parere, decisamente il miglior libro italiano degli ultimi anni.

    Tony P, campione della superficialità e dell'arrivismo degli anni ottanta che non si ritrova nei "puzzle di spigola in granelle di sesamo" dei giorni nostri. Ancora di più di Ammaniti ci mostra quanto ridicolarmente triste è l'Italia di ieri e ancor più di oggi.

    Magnifico.

  • roberto:

    Tony P. Che dire? Dopo Julian kay il mio secondo mito, difficile pensare che non ci sia qualcosa di autobigrafico, tuttavia i miei complimenti a Sorrentino che tra una riga e l'altra(del libro) mi ha fatto molto riflettere senza stantii e posticci sensi di colpa. In una parola: intelligente.

  • Camilla:

    Non vorrei dire ma a un mese dall'uscita è già alla terza ristampa…

  • gabri:

    Poiché la famigerata Ascoli Piceno è la location de "I delfini" di Maselli, "Il grande Blek" di Piccioni e "Alfredo Alfredo" di Germi, non sarà il caso che Sorrentino si vada a rivedere questi film?

    • graziano:

      Ma dai, non è possibile offendersi perché un autore usa la tua città per descrivere il personaggio! Come se io dovessi offendermi ogni volta che Milano – la mia città – è stata utilizzata per rispecchiare la psicologia di chi la incontra…

  • Camilla:

    Forse, e non voglio giustificare nessuno, Sorrentino descrive Ascoli guardandola con gli occhi di Tony, cioè di un personaggio di fantasia…forse…

  • aldo rosso:

    sorrentino avrà ragione, scoprilo qui:

    http://allafindellafiera.blogspot.com/2010/04/sor…

  • Emiliano:

    Davvero entusiasta

    • Elda:

      Ciao Emiliano e piacere di aver ricevuto il tuo pensiero entusiasta su un libro che pare proprio stia andando fortissimo

  • Scusate il disturbo ragazzi,

    volevo solo dirvi che se vi è piaciuto il libro di Sorrentino e siete interessati anche ai suoi film qui (http://iblogcinema.info/2010/05/luomo-in-piu-il-primo-film-di-paolo-sorrentino/) trovate una recensione su "L'uomo in più", il suo primo film…

    Buona giornata!

  • tremannaik:

    Grande forza del linguaggio!! Crudo, spontaneo ed incisivo come i libri di Chuck Palaniuk (di cui sono appassionato!) non conoscevo un autore italiano che mi potesse soddisfare cosi tanto! Che capacità nel descrivere i personaggi: la Baronessa Eleonora Fonseca? esilarante!! il personaggio di Alberto Ratto? mai riso cosi tanto! e che dire degli scarafaggi di Manaus? che mi sono diventati quasi simpatici..(nonostante io odi questi insetti)
    Ma dietro ogni sorrisoe battuta c è,ahime!, un disincantata quanto dettagliata panoramica dei mali che caratterizzano l’Italia..

    Geniale!

  • lilla:

    Paolo Sorrentino esprime, come al solito, il proprio lato conservatore e moralista, malgrado la creazione di un personaggio che si ritiene libero dai comportamenti conformisti del buon cittadino della classe media. In questo libro è tinteggiato il napoletano alto borghese dei nostri giorni, che sbeffeggia la morale,usa le donne solo al fine del proprio compiacimento, sovverte tutti i valori perché ha vissuto e vive osservando direttamente o indirettamente coloro che per anni questi valori li hanno ignorati, e sono diventati forti e potenti. Sorrentino non ha paura di aprire l’enorme secchio della spazzatura della miseria umana e scovare all’interno tutto il marcio, le contraddizioni e la mancanza di risposte nette. Si duplica il cervello: un io conservatore contro un io sovvertitore sono in lotta tra loro, non si riesce a capire se al protagonista, drogato,violento e assassino, manca più la cocaina o il bisogno di una vita semplice. Forse, mancano parimenti entrambe, perciò, dopo aver sentenziato su tutto e tutti, si sofferma esausto sulle parole pacificatrici e ipocrite di un amico: “hanno tutti ragione”.

  • elisa:

    paolo sorrentino ha descritto semplicemente e chiaramente la nostalgia della vita

  • Rosi:

    Ho dovuto faticare e non poco. per terminare la lettura. Ho fatto violenza su me stessa, perché il nulla è difficile da reggerlo per così tante pagine. Ma il nulla banale (si afferma tutto e il contrario di tutto, bella trovata!) è detto in modo a volte piacevole. Unico pregio: difficilmente ci proverà a fare un film, sul vuoto e sul nulla. Un libro di una banalità, di una prevedibilità, di una … pallosità quasi imbattibile. Linguaggio, cultura egusti, da camionisti.

    • giovanna:

      Allora, io sono daccordo con Rosi,é facile saggiare la reattività dei lettori scrivendo di tutto e del contrario di tutto.L’intelligenza straripa,la padronanza della lingua pure,ma trovo questo romanzo ad un tempo noioso e faticosissimo,nel senso che ti fa una testa cosi’ed alla fine che messaggio ti da?Ogni 20 pagine devi interrompere e non ti resta che sperare il seguito sia piu’ riposante e piu’ interessante ed il messaggio arrivi.
      Sorrentino è un grande,anche per quello che scrive,ma osa troppo per essere veramente credibile.Cio’ detto,aveva ragione lui visto il successo ed io che sono scrittrice di un unico romanzo che rispetto al suo é una roba per educande sceme,in fondo ,l’invidio.

  • Sergio Sozi:

    E voila': ecco il successo per la plebe in adorazione che l'editore piu' furbo, arroccato e modaiolo d'Italia, cercava da tempo. Tutto perfetto per vendere bene: un regista affermato ma giovane, una storia-sceneggiatura banditesca e ovviamente una bella manciata di nulla liofilizzato per farci seppellire del tutto capolavori come Il Gattopardo. Ma era proprio la Feltrinelli, quella del Gattopardo o ho fatto confusione? Mi sa che la memoria mi ha tradito, eh si'.

  • Lara:

    Ho letto "Hanno tutti ragione" con lo stesso entusiasmo con cui leggo Tom Robbins o Stefano Benni. Tony Pagoda è un personaggio completo, geniale. Anch'io azzardo: capolavoro.

  • annalisa:

    Il libro è bellissimo, l'ho letto sperando di ritrovare qulacosa del film "il divo" che è , per me, un capolavoro.Bello,bello,bello!

  • Valentino:

    Diciotto euro??? Se non leggo davvero un capolavoro rivoglio indietro i soldi.

  • Lorenzo:

    Tante sono le sensazioni positive che ricevo ogni volta che sono spettatore delle "conseguenze dell'amore" tanta è l'insoddisfazione nel leggere le pagine di "hanno tutti ragione"….

    Dopo aver visto e rivisto tutto del mio regista ed autore preferito, era lecito attendermi qualcosa di "magico"…

    come spiegarvi…un pò come aprire con vorace intento un barattolo di nutella ( che credevi pieno)… trovandolo ahimè vuoto…

    …..Che delusione!!!!!

  • carla:

    30 E LODE….UN LIBRO MERAVIGLIOSOOOOO.

    PAOLO, SE AVESSI AVUTO IL TUO TALENTO, AVREI VOLUTO SCRIVERE ESATTAMENTE UN LIBRO COSI'. SEI GRANDE. MI HAI FATTO RIDERE E PIANGERE. E LA SCENA FINALE DEL SOGNO, E'SVOLTA NEL LUOGO DOVE SONO NATA!!CHE EMOZIONE

  • Gino:

    Io vorrei sapere questo cristo cos'ha in testa a 40 anni. Nell'ultimo capitolo c'è un vecchio napoletano morente che fa la sua disanima sulla vita odierna e la smonta pezzo per pezzo in modo disarmante. Qualcosa che non si può non fare fatica a pensare sia stata concepita da una persona della sua età. La trovo semplicemente disarmante. Quasi alla pari del momento in cui Tony P. decide di andarsene in Brasile. Con qualche momento che forse sarebbe da limare, credo che sia un libro splendido. Me lo aspettavo dal mio regista preferito. ma non a questo punto.

  • roberta:

    Si vede che non è uno scrittore di professione ma una persona che viene a volte travolto dai suoi pensieri. E' riuscito in parte a trascriverli, con l'irruenza degli aggettivi roboanti e fuori luogo che però danno l'idea del furore della sua ideazione. Lo aspetto senza Toni Pagoda. Bravo.

  • Rael:

    Adoro tutti i film di Sorrentino ma questo libro è veramente brutto. Di un'inconcludenza unica. La moralina finale sull'Italia berlusconiana poi ha dato il colpo di grazia alla mia pazienza. Torna a fare film Paolo, che è meglio.

    P.S.: evitiamo di scomodare Palahniuk a caso, grazie.

  • maria immacolata con:

    Tony Pagoda rappresenta l'indole umana. Bravissimo Polo Sorrentino.

  • GENNARO:

    l’HO LETTO TUTTO IN DUE GIORNI. PRIMA DI LEGGERLO CONSIGLIO A TUTTI DI VEDERE IL FILM L’UOMO IN PIU’. TONY PISAPIA(INTERPETRATO DAL GRANDE TONY SERVILLO) E’ L’ALTER EGO DI TONY PAGODA. CHE SPASSO. NON SOPPORTO GLI INTELLETTUALI. UNA SOLA COSA SOPPORTO. LA SFUMATURA

  • Biagio:

    Adoro il Sorrentino regista, ho visto tutti i suoi lavori e non posso perdermi, ulteriormente, il suo primo romanzo. Leggendo di Tony Pagoda la mente è andata inequivocabilmente al Tony Pisapia de “L’uomo in più” un misto di spacconaggio partenopeo e simpatia canagliesca alla Califano. Magistralmente interpretato dal nostro miglior attore sulle scene a livello nazionale: Tony Servillo.

  • Uno dei piu’ bei libri letti nell’ultimo anno. grande Sorrentino

  • Mi sono bevuto…….l’audio book in meno di 2 giorni la storia narrata è come la sostanza bianca citata più volte …non riesci a smettere di ascoltare, complimenti

  • fabio:

    Ho letto il libro.
    Ho letto i commenti. Si dividono esattamente in 2 fazioni: capolavoro o noia mortale, niente vie di mezzo.
    A me, che non ho visto nulla di Sorrentino, è piaciuto. Mi ha fatto ridere e mi ha lasciato una patina di malinconia addosso, come una ragnatela presa in faccia quando si cammina per boschi.
    L’ho consigliato, ma solo a persone fatte in un certo modo. Le altre lo troverebbero noioso e inconcludente

  • Giulio:

    Tutti entusiasti di questo libro e anche moltissime donne. Non voglio fare certo il moralista,anche perche’ Paolo S. si limita a presentare un personaggio e lo fa certo con un linguaggio attraente e trascinante. Inoltre nel finale sembra che riconosca, con la saggezza della vecchiaia, il vuoto di un certo tipo di vita; ma appunto, sembra, e lascia la sostanza in sospeso, senza nessun accenno di speranza. In definitiva, piu’ o meno autobiograficamente, Paolo S. presenta un personaggio :rozzo,pessimista, arrogante,volgare, blasfemo,i mmorale, irresponsabile, presuntuoso, cinico, maschilista, narcisista (“il mio io vasto e oblungo”),mammone (quando solo davanti alla donna mamma ha parole gentili), ecc. ecc.. E’ questo il tipo di uomo che piace? Se cosi’, perche’ poi le donne si lamentano degli uomini?

    • Elda:

      Ottimo quesito Giulio,
      una possibile risposta è che molte donne sono affette dalla sindrome della “crocerossina” e si tuffano in una relazione
      con l’erronea certezza di poter redimere il soggetto da te descritto trasformandolo in un uomo nuovo.
      E’ quando l’illusione svanisce, schiacciata dalla brutale realtà che inizia il dilemma.
      Un’altra possibile spiegazione, più cinica, generalizzante e provocatoria è che, in fondo, chi più chi meno, tutti gli uomini sono egoisti, velatamente ma anche no maschilisti,
      pessimisti, arroganti e più che narcisisti direi autoreferenzialisti. Ma scommetto che questa seconda ozpione ti piace molto meno :D

      • Giulio:

        Non e’ che non mi piace la seconda option; anzi posso tranquillamente condividere che molti miei colleghi uomini possano rientrare in quel profilo. Cio’ che mi lasciava perplesso ( e parlo con diversi esempi davanti a me) e’ il fatto che molte donne o per “fare le crocerossine” o per intima attrazione “di pancia”, si lascino affascinare da questi tipi di maschi, mentre ce ne sono tanti altri che, anche se non pantofolai e bolsi, sanno estrnare una vera mascolinita’.

        • Elda:

          La sindrome della “crocerossina” si manifesta con sintomi riconoscibili solo dall’esterno. Ovvero, chi ne è affetta, non lo sa, perlomeno nn durante la fase acuta.
          C’è chi poi se la scrolla di dosso e realizza che l’amore vero non è quello che fa soffrire ma quello che fa star bene ergo rifugge il tipo bello e dannato come la peste bubba
          e chi, invece, persiste nella missione.
          Temo sia anche una questione di età. In età giovane, quando pericolo e spericolatezza significano eccitazione e adrenalina, è più facile restare affascinati da chi
          quel pericolo sembra incarnarlo. Da adulti, si acquista maggiore consapevolezza di quello che non si vuole e il bello e dannato comincia a rientrare in quella categoria li.
          Mica facile però Giulio eh? E comunque, avrei un po’ più di fiducia nel genere femminile. Che mascolinità e “dannazione” siano sinonimi non sono poi tante a pensarlo…

  • chiara:

    grandioso, secco e ridondante, nichilista e commovente, filosofico e liquidatorio, senzasperanze e generoso…non so cosa aggiungere ancora…soddisfa tutti i sensi incluso l olfatto. scusatemi sono in lettoniae alla mia tastiera manca l apostrofo!
    amo tony pagoda!

  • jamme:

    ….proviamo anche con dio non si sa mai..si apre un capitolo cosi emozionante profondo e di rara bellezza.avrei voluto scriverlo io tanto mi appartiene.mi fa venire in mente una canzone di ivano fossati
    che dice:scritto diretto ed interpretato da altri meglio che da te.poco importa ho pianto lacrime bellissime.grazie paolo mi hai fatto sentire anche meno solo…

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