Il sogno del cicloamante, una voce fuori dal coro

Succede quando hai voglia di leggere qualcosa di diverso, qualcosa che ti ricordi che non tutti sono “fenomeni editoriali” o “i best sellers più venduti del secolo”. Succede, e non per caso, che quando lo cerchi alla fine salta fuori dagli scaffali e grida “io, io, scegli me!

E io l’ho scelto, Il sogno del cicloamante di Giuseppe Virnicchi, realizzato con la collaborazione editoriale di Advvice. Era lì, poggiato su uno degli scaffali alti, circondato da libroni impertinenti con copertine rigide e patinate.

Era lì, un po’ timido, con la sua copertina cartonata ed il bordo del mio colore preferito. Sulla quarta leggo “Amicizia, amore, difficoltà e disagi della vita quotidiana raccontati attraverso la metafora della bicicletta, che media fra dure salite e morbide discese”.

Che Giuseppe Virnicchi sia un “cicloamante” non è difficile capirlo. Da come scrive, da come alterna le salite e le discese, gli umori dei personaggi e l’intrecciarsi di strade e storie; che sia napoletano non è difficile sentirlo. Anche se le parole sono scritte e non se ne può sentire la cadenza, i personaggi “parlano” in napoletano.

Basta leggere le prime parole dell’acquaiolo di Coroglio:”questo ti piace fare…andare in bicicletta, perdere tempo…” rivolto ad uno dei protagonisti del libro, per scorgere luoghi, aria e modi di dire di una Napoli maltrattata, una Napoli agro-dolce, amata e odiata da chi ci deve fare i conti tutti i giorni.

Anche questo colpisce de Il sogno del cicloamante: la capacità di descrivere gioia e dolore, prepotenza e arroganza, umiliazione, frustrazione e spesso rassegnata condizione di chi non può fare altro che sottomettersi o adeguarsi alle logiche di una città che risucchia l’anima, che ti lascia stanco e spossato alla fine della salita, e solo a quel punto ti fa vedere il suo mare al tramonto che lambisce un antico castello.

Se doveste vederlo in una libreria Guida, o in una delle edicole sparse e molto presenti sul territorio napoletano, non esitate a sceglierlo. Il perché lo capirete leggendolo.

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