L'anno dei dodici inverni, di Tullio Avoledo
A me mi piace di più la radio. Definetely. Fanno programmi intelligenti e informativi che non durano 5 ore come quelli della tivvù, non sono corredati da signorine mutandate e sculettanti ( o almeno noi non le vediamo..) come quelli della tivvù e si possono ascoltare mentre si fa altro, a differenza della tivvù che un pò ipnotizza e un pò (se presa in doti massicce) lobotomizza.
Su Radio 3, per esempio, c’è un bel programma. Si chiama Fahrenheit, va in onda in diretta, dal lunedi` al venerdi`, dalle 15.00 alle 18.00 e parla, indovinaunpò, di libri.
È un programma piuttosto articolato, con molte rubriche e, tra le tante, ho scelto Il libro del mese, ovvero il libro più votato dagli ascoltatori di Fahrenheit. Così, per scoprire un pò i gusti dei lettori e anche per scovare qualche libro meno esposto alle luci della ribalta.
Occhei, allora a dicembre, a conquistare la pole position di Fahrenheit è stato L’anno dei dodici inverni (novembre 2009) di Tullio Avoledo, edito da Einaudi.
Il libro narra tre storie: quella di Emanuele Libonati che, una notte, bussa alla porta di una coppia che ha appena avuto una bambina. Emanuele sta facendo uno studio sui bambini nati a natale, spiega, e chiede ai due genitori di poter rivedere la piccola Chiara ogni natale.
Contemporaneamente alla strana visita di Emanuele, un giovane fa il suo confuso e non proprio strepitoso ingresso nel mondo. Commette degli errori e fatica a trovare la strada della redenzione.
Infine, un anziano poeta chiede udienza alla Chiesa della Divina Bomba situata in una Londra post-bellica nell’anno 2028….
Intrigante, vero? Viene da domandarsi come si riallacceranno queste tre storie oppure chi o cosa ne è il filo conduttore. E, a chi non l’ha letto, darò anche un’altra traccia: nella presentazione si legge che “Il protagonista di L’anno dei dodici inverni è un uomo disposto a giocarsi tutto, per amore. Anche a tornare indietro nel tempo…”







Mi sono emozionata leggendo una struggente storia d’amore giocata su diversi piani temporali, narrata a capitoli alterni in prima e in terza persona dal protagonista. Egli infatti vuole porre rimedio, giocandosi tutto, al male compiuto ai danni di una ragazza amata prima e distrutta poi. Non svelo l’ingegnoso intreccio che vede sovrapporsi e alternarsi i piani narrativi, le riflessioni, le vicende, le descrizioni di una terra aspra,bianca e silenziosa. Un consiglio: leggete il libro, vi sentirete riconciliati con la bella scrittura, con le parole e i SENTIMENTI,di cui tutti abbiamo bisogno per vivere.
Ciao Mariella!
Grazie per questa appassionata recensione. Avevo il sospetto che fosse un bel libro e sono proprio contenta di averne avuto conferma.
Ah, e …Mariella? Torna a trovarci, eh?
ho letto il libro.la prima parte molto bella,complessa la seconda. ho un grande dubbio. chi e' in realta' Emanuele libonati? chi mi da una risposta io non lo ho capito? grazie. marcello