Eudeamon, di Erika Moak
Dopo le prime 60 pagine, ho pensato che Eudeamon fosse il prodotto di una follia allucinogena alla Aldous Huxley. Non esattamente fantascientifico, o almeno non nello stile startrekkiano del termine, il libro mi appariva, nella totale assurdità della storia e dei dettagli minuziosi per eccesso, incredibilmente reale.
Non solo. Quella precisione descrittiva mi dava la netta sensazione di assistere ad una sequenza di scene cinematografiche. E, mentre Eudeamon mi scorreva davanti come un film, ho ripensato alle parole dei Costantini di Zero91, la casa editrice che ha pubblicato il libro:”nei libri annusiamo, tra le altre potenzialità, la possibilità di una trasposizione cinematografica” . Niente da eccepire, l’olfatto di Zero91 è ottimo.
Riflettendo e ripensando sono, dunque, arrivata alla sessantunesima pagina e alle tre del mattino della seconda notte, quando, leggendo avidamente e con addosso la brama di scoprire cosa stava succedendo e cosa sarebbe successo, ho capito che non avrei avuto pace fino a quando quel libro non l’avessi finito.
Eudeamon, di Erika Moak è uno di quei libri che ti strega, volente o nolente.
Brevemente ve ne spiego la trama: per scoprire i misteri del progetto Banishment che prevede una forma alternativa di incarcerazione, Katrina Nichols, professione giornalista, decide di provare l’esperienza sulla sua pelle. Diventa quindi un Bane, ovvero una carcerata, imprigionata non in una cella ma in una tuta di lattice che la tiene completamente isolata dal resto del mondo, nonostante sia libera di girare tra la gente.
A dispetto delle iniziali sofferenze, che arrivano al lettore nitide e vivide fino a percerpire una leggera claustrofobia, Katrina trova l’amore perfetto e la felicità assoluta.
Ecco, naturalmente detto così, sembra una favoletta di Walt Disney ma lungissimi da me ogni riferimento o paragone. L’amore di Katrina non nasce dall’incontro con il George Clooney di turno. È qualcosa che sorge ed esplode dentro di lei, tra il suo cervello e la sua tuta di lattice nero scintillante che, da prigione, si trasforma in una seconda, bellissima pelle.
Eudeamon è, al tempo stesso un giallo intrigante, un cammino nell’animo umano e un’affascinante rivelazione: l’amore non è altro che una proiezione del sè in quanto, essenzialmente, ci innamoriamo di noi stessi.
In una parola, anzi tre, da leggere absolument.





