La fuga dei talenti, di Sergio Nava

A volte i libri ti capitano lafugadeitalenti_copbassa_200903tra capo e collo. Quando meno te lo aspetti, leggi un trafiletto sul giornale e scopri, per esempio, La fuga dei talenti, libro nel quale Sergio Nava ha raccolto 16 testimoniaze di italiani che sono “emigrati” all’estero.

Ti tuffi allora, incuriosita, nel trafiletto e leggi che i suddetti italiani hanno anche scritto una lettera al Presidente Napolitano per spiegare che sì loro in Italia ci tornerebbero anche ma a precise condizioni, non ultima la costituzione di un sistema meritocratico vero e libero dal “nepotismo” e dalla supremazia “baronale”.

Scopriamo poi che del libro, edito da San Paolo e pubblicato il 20 marzo 2009 (eh sì, non sempre arriviamo tempestivamente…) si può leggere qualcosina nel blog dallo stesso titolo e ne leggiamo subitissimo l’introduzione, anzi il “preambolo”  e qualche racconto.

La lettura scorre velocemente, lo stile narrativo è fluido , piacevolmente accessibile e l’autore va direttamente al punto. Già dall’introduzione è chiaro che il libro è un’esplicita denuncia verso un paese che si trova oggi di fronte ad un bivio: smantellare il vecchio per ricostruirsi più sano e più giusto o toccare il fondo verso il punto di non ritorno.

Le testimonianze, anch’esse narrate molto semplicemente, raccontano come e perchè questi giovani talenti (e non si tratta solo di ricercatori ma di professionisti in diversi settori) se ne sono andati via dal Bel Paese.

E insomma il libro ci piace perchè queste semplici storie di “vita vissuta” ci fanno riflettere forse più di un elaborato saggio academico sulle problematiche di “un bel Paese, dal clima insuperabile, dalle bellezze naturali uniche al mondo, dal retaggio storico superiore, nonché con una qualità della vita senza paragoni. Ma un Paese destinato, se così continueranno ad andare le cose, ad andare incontro a un inesorabile declino”.

Nella speranza che siamo ancora in tempo ad evitarlo questo declino...ve lo segnaliamo con passione.

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