Veline, nyokke e cilici, Di Giovanna Campani
Nell’era tutta italiana della “tetta perfetta”, dove un calendario (nonsoloPirelli) assicura un ministero e un décolleté va più lontano di una laurea, il 20 dicembre arriva finalmente un’analisi del perchè le donne, oggi, hanno abbassato la guardia rispetto alla tutela dei loro diritti sociali.
In Veline, nyokke e cilici, edizioni Odoya, Giovanna Campani, docente di pedagogia interculturale presso l’università di Firenze, affronta la “questione femminile” a 40 anni dal femminismo.
Con occhi appassionati ma attenti, l’autrice analizza il problema non solo in relazione all’attualità del Bel Paese ma anche rispetto al backlash degli States, ovvero l’attacco politico e religioso di una parte dell’universo maschile a quello femminile. Attacco che, nell’opinione di alcuni, mina di fatto le poche e isolate conquiste delle donne degli ultimi 40 anni.
Giovanna Campani fa chiaro ed evidente riferimento a problematiche già affrontate da Susan Faludi, giornalista del Wall Street Journal e vincitrice del Premio Pulitzer 2009, in Backlash-The Undeclared War Against American Women, e, come la Faludi, approfondisce aspetti come il potere “creativo” e mistificatorio dei mass-media e l’influenza di una destra femminile che riafferma il ripristino di non meglio specificati valori tradizionali.
L’autrice conduce dunque un’analisi accurata, rigorosa e, è il caso di dire, a 360 gradi di una questione che, volente e nolente, coinvolge tutta la società, tanto maschietta quanto femminuccia, visto che sulla barca ci stiamo e ci dobbiamo stare tutti insieme. E se ci riusciamo a stare allegramente è pure meglio, no?
A.P. Veline, nyokke e cilici si avvale dell’introduzione di Franca Bimbi, docente di Sociologia politica a Padova, come a dire..mica cotiche..






