Malinverno, di Fabio Lubrano

malinvernoNoi siamo fatte a forma di donna, ce ne rendiamo conto, anche se vorremmo che librisulibri.it non rientrasse nei confini del “genere”. Ma siamo donne (e chi canticchia oltre le gambe c’è di più peste lo colga) e non possiamo combattere la nostra natura.

Questa premessa per spiegare l’istinto materno e l’impulsivo entusiasmo infantile che ci hanno colto quando abbiamo incontrato Zandegù editore, e soprattutto quando abbiamo scoperto che è una casa editrice creata da una intraprendente e coraggiosa e giovane Marianna Martino che non ha avuto paura di lanciarsi nel mondo dell’editoria senza paracadute.

Detto questo, passo al dunque. Quando abbiamo cominciato a leggere uno dei libri editi da Zandegù, Malinverno di Fabio Lubrano, abbiamo sperato con tutto il cuore che non ci deludesse, che ci piacesse sul serio, perché una recensione anche solo un po’ negativa avrebbe fatto male al nostro cuore di mamme infantili.

E invece. Mai negare il proprio istinto. Leggere Malinverno è come scartocciare un cioccolatino alle spezie, gustarne lentamente prima il fondente croccante per poi arrivare, sorridendo di felicità, al morbido cuore di cioccolato al latte, fino a sentire sulla lingua e negli occhi le lacrime delle spezie piccanti che non ci si aspetta.

Malinverno trascina il lettore  – attraverso sorrisi sornioni, stupore surreale, ironia cinica, scoppi improvvisi di risate e la sorpresa di un finale forse immaginato ma non venuto a galla -  in uno stato di istupidimento, con la bocca aperta e con un ribollire di emozioni che neanche le montagne russe.

Inutile spiegare qui la storia di Malinverno, sarebbe come ridurre a poche parole un libro che, secondo noi, va letto. Perché non crediamo possibile che, nonostante sia in giro da un po’, non ne parlino ancora tutti.

Lo diciamo con ammirazione, e con un pizzico di invidia nei confronti di Fabio Lubrano che lo ha scritto.

7 Commenti a “Malinverno, di Fabio Lubrano”

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